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Sentenza

Sentenza n. 535/2026 - L'aquila, Sezione 1

per l’ottemperanza della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per l’Abruzzo n. -OMISSIS- del 4 settembre 2024.

Giustizia amministrativa202400430

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Abruzzo - L'Aquila, Sez. ISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata attuazione dell'obbligo restitutorio derivante dalla sentenza che aveva annullato l'accertamento di un credito AGEA per indebita percezione di aiuti PAC

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (agenzia erogatrice)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il titolare di un'impresa agricola ha promosso il giudizio di ottemperanza della sentenza del TAR Abruzzo del 4 settembre 2024, che aveva annullato il provvedimento con cui AGEA aveva accertato un credito di euro 102.398,64 per l'indebita percezione di aiuti PAC relativi agli anni 2020 e 2021. L'azione era diretta, in particolare, a ottenere l'attuazione dell'obbligo di restituzione degli importi che AGEA aveva recuperato a titolo di indebito. Nel corso del giudizio AGEA ha prodotto un nuovo provvedimento del 18 maggio 2026, con il quale, richiamando la sopravvenuta risoluzione di diritto dei contratti di concessione dei lotti 5 e 6 di terreni ad uso pascolivo per la stagione 2021-2022, adottata ai sensi degli articoli 91, 92 e 94 del d.lgs. 159/2011, ha nuovamente accertato l'indebita percezione degli aiuti PAC e ha respinto le istanze di riconoscimento della causa di forza maggiore prevista dall'articolo 4 del regolamento UE n. 640/2014. All'udienza il ricorrente ha dichiarato di non avere più interesse alla decisione del giudizio di ottemperanza, riservandosi ogni difesa sugli atti sopravvenuti e sui relativi presupposti.

La decisione

Il TAR ha dichiarato improcedibile il ricorso per sopravvenuta carenza di interesse, prendendo atto della dichiarazione resa dal ricorrente in relazione al nuovo accertamento del credito adottato da AGEA. La sentenza non ha esaminato nel merito la legittimità del nuovo provvedimento, né ha deciso le questioni relative alla risoluzione dei contratti di concessione o al riconoscimento della forza maggiore, rispetto alle quali il ricorrente ha mantenuto impregiudicata ogni facoltà di difesa. Le spese di lite sono state compensate tra le parti, in ragione della definizione in rito.

Norme richiamate

  • art. 114 c.p.a.

    Disciplina il giudizio di ottemperanza, nell'ambito del quale è stato proposto il ricorso.

  • artt. 91, 92 e 94 d.lgs. 159/2011

    Sono richiamati da AGEA quale base della sopravvenuta risoluzione di diritto dei contratti di concessione dei terreni ad uso pascolivo, posta a fondamento del nuovo accertamento dell'indebita percezione degli aiuti.

  • art. 4 Regolamento UE n. 640/2014

    Prevede la causa di forza maggiore invocata dall'impresa agricola, le cui istanze sono state respinte da AGEA nel provvedimento sopravvenuto; la sentenza non ne esamina il merito.

Massime di principio

  • Il giudizio di ottemperanza è improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse quando, nel corso del processo, il ricorrente dichiara di non avere più interesse alla decisione della domanda di esecuzione del giudicato.
  • La dichiarazione di sopravvenuta carenza di interesse nel giudizio di ottemperanza non comporta la decisione nel merito della legittimità degli atti amministrativi sopravvenuti, rispetto ai quali il ricorrente può riservarsi autonome iniziative di tutela.

Come è indicizzato

MaterieRevoca e recupero dei contributiGiudizio di ottemperanzaEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiContributi e finanziamenti pubbliciProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesseOttemperanza e commissario ad acta

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