Cassazione Penale, Sentenza n. 37827/2025 del 20/11/2025
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorrente era stato ritenuto responsabile del reato previsto dall'art. 493-ter c.p. per l'utilizzo di una carta di credito di provenienza illecita per tre transazioni per un totale di euro 67,20. Con ricorso in Cassazione si contestava: (i) la qualificazione delle videoregistrazioni di sorveglianza private come semplici documenti senza applicare le garanzie tecniche di acquisizione previste dall'art. 254-bis c.p.p.; (ii) il mancato riconoscimento della causa di non punibilità di cui all'art. 131-bis c.p., posto che era intervenuto un risarcimento tramite bonifico del 7 novembre 2024 e la nuova formulazione dell'art. 131-bis (legge n. 199/2022) sarebbe più favorevole e retroattiva.
La decisione
La Suprema Corte ha rigettato il motivo relativo alle videoregistrazioni, ritenendo che le riprese effettuate da privati con telecamere di sicurezza rientrano nella categoria dei documenti ai sensi dell'art. 234 c.p.p. e che, in assenza di elementi probatori di manomissione, non sussisteva obbligo di applicare le procedure tecniche previste dall'art. 254-bis c.p.p. Il motivo relativo all'art. 131-bis c.p. è stato invece ritenuto fondato: la Corte territoriale non aveva adeguatamente valutato la rilevanza della continuazione e, soprattutto, del comportamento post delictum (il risarcimento) alla luce della legge n. 199/2022. Per tale motivo la sentenza impugnata è stata annullata limitatamente alla valutazione inerente al mancato riconoscimento della causa di non punibilità e il procedimento è stato rinviato ad altra sezione della Corte d'appello di Torino per nuovo giudizio su quel punto. Il ricorso è stato rigettato nel resto.
Norme richiamate
art. 493-ter cod. pen.
Norma contestata per l'utilizzo di carta di credito di provenienza illecita; la Corte ha confermato la rilevanza penale della condotta contestata.
art. 131-bis cod. pen.
Causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto; la Corte ha ritenuto che la pluralità di condotte in continuazione non esclude automaticamente l'applicabilità dell'art. 131-bis e che deve essere effettuata una valutazione complessiva che includa anche il comportamento post delictum (es. risarcimento). Inoltre la modifica legislativa (legge n. 199/2022) è stata considerata norma sostanziale di favore applicabile retroattivamente ai sensi dell'art. 2 c. 4 c.p.
art. 254-bis cod. proc. pen.
Norma richiamata dal ricorrente come procedura per garantire integrità e autenticità dei supporti digitali; la Corte ha ritenuto che l'applicazione di tale procedura non è automatica e non è necessaria in assenza di elementi che facciano fondatamente sospettare la manomissione dei filmati.
art. 234 cod. proc. pen.
Definizione e disciplina dei documenti in senso processuale; la Corte ha affermato che le videoregistrazioni effettuate da privati con telecamere di sicurezza rientrano nella categoria dei documenti acquisibili ai sensi dell'art. 234 c.p.p.
art. 189 cod. proc. pen.
Riferimento alla disciplina delle prove atipiche; la Corte distingue le videoregistrazioni effettuate da privati (documenti ai sensi dell'art. 234) dalle videoriprese effettuate nell'ambito di un procedimento penale dalla polizia giudiziaria, che possono essere prove atipiche regolamentate dall'art. 189.
art. 2 comma 4 cod. pen.
Principio di applicazione della legge penale più favorevole nel tempo; la Corte ha richiamato tale norma per affermare la retroattività della disposizione favorevole introdotta dalla legge n. 199/2022.
Giurisprudenza della Corte costituzionale e delle Sezioni Unite (richiamate nella motivazione)
La Corte ha richiamato orientamenti secondo cui le norme sui documenti si riferiscono ai documenti formati al di fuori del processo e la giurisprudenza di legittimità che ha qualificato le videoregistrazioni private come documenti; inoltre sono richiamati i principi delle Sezioni Unite circa la distinzione tra videoriprese realizzate nell'ambito del procedimento e quelle realizzate all'esterno.
Massime di principio
- Le videoregistrazioni effettuate da privati con telecamere di sorveglianza vanno generalmente qualificate come documenti ai sensi dell'art. 234 c.p.p. e sono acquisibili senza applicare automaticamente le procedure tecniche previste per i file informatici, salvo fondati elementi che facciano sospettare manomissione.
- L'obbligo di estrazione forense, blocco di scrittura e validazione con hash non è automatico per ogni video di sorveglianza privata; tali cautele sono necessarie quando vi siano elementi concreti che rendano dubbia l'integrità del materiale probatorio.
- La pluralità di reati unificati nel vincolo della continuazione non esclude di per sé la possibilità di riconoscere la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto: il giudice deve fare una valutazione complessiva sulla base di indicatori come natura e gravità degli illeciti, beni protetti, modalità esecutive, entità del danno, intensità del dolo, periodo e contesto, nonché comportamenti successivi.
- Il comportamento post delictum, compresa la riparazione o il risarcimento del danno, è un elemento rilevante e deve essere valutato nella determinazione della particolare tenuità e nell'applicabilità dell'art. 131-bis c.p., soprattutto dopo la legge n. 199/2022.
- Le modifiche legislative sostanziali in senso favorevole (es. legge n. 199/2022) si applicano retroattivamente quando più favorevoli all'imputato, ai sensi dell'art. 2 c. 4 c.p.
- In contenziosi analoghi, se il giudice territoriale non valuta compiutamente elementi come la continuazione o la riparazione del danno, la Cassazione può annullare limitatamente a quel profilo e rinviare per nuovo esame.
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