Cassazione Penale, Sentenza n. 36165/2024 del 27/09/2024
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
La parte civile impugnava la sentenza di assoluzione della Corte d'appello di Milano, deducendo contraddittorietà e manifesta illogicità della motivazione in ordine alla responsabilità penale degli imputati per truffa aggravata. Sosteneva che i venditori avevano taciuto la reale situazione giuridica della veranda (già soggetta a servitù o a ordine di demolizione), non avendone dato conto negli atti di provenienza e avendo agito con conoscenza e volontà di occultare tale circostanza nonostante fossero imprenditori con buona conoscenza dell'italiano e nonostante l'intervento di professionisti nelle trattative.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché fondato su motivi non consentiti in questa sede, ritenendo che la Corte d'appello abbia fornito una motivazione adeguata e rafforzata nel riformare in senso assolutorio la sentenza di primo grado. La Cassazione ha condiviso la valutazione del giudice di merito secondo cui non risultava provata, in modo incontrovertibile, la volontà degli imputati di ingannare l'acquirente, considerando elementi quali: la partecipazione di professionisti alle trattative, la messa a disposizione degli atti di provenienza e del regolamento condominiale, la perizia bancaria che non aveva evidenziato problemi relativi alla veranda, la mancanza di prova di un'intesa con i notai o i professionisti, la sanatoria urbanistica della veranda e il fatto che l'ordine di demolizione del 1998 non era stata eseguito dal condominio. Per effetto dell'inammissibilità, la Corte ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 2.000 in favore della Cassa delle ammende.
Norme richiamate
D.L. n.137/2020 art. 23 co. 8
Richiamato per indicare che il ricorso è stato trattato con contraddittorio scritto secondo le norme emergenziali che disciplinano tale modalità
D.L. n.198/2022 art. 8
Richiamato in combinato disposto con il precedente decreto per la disciplina del contraddittorio scritto nel procedimento
cod. proc. pen. art. 616
Prevede le conseguenze dell'inammissibilità del ricorso per cassazione, tra cui la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende
Giurisprudenza: Sez. 4, n. 24439/2021
Principio richiamato secondo cui la Corte d'appello che riforma una sentenza di condanna in senso assolutorio deve motivare la decisione in modo rafforzato e puntuale
Giurisprudenza: Sez. Un., n. 6402/1997
Principio secondo cui la Cassazione non può sostituirsi al giudice di merito nella rivalutazione del compendio probatorio, essendo vietata la riesamina delle risultanze di fatto se non per vizio di diritto
Massime di principio
- La Corte di Cassazione è limitata nel sindacato sulle motivazioni di merito: non può riformare le valutazioni probatorie se non è configurabile un vizio di diritto; la mera diversità o preferenza di una diversa valutazione dei fatti non rende il ricorso ammissibile.
- Quando il giudice d'appello assolve dopo una condanna, è necessario che la motivazione sia "rafforzata": deve spiegare dettagliatamente le ragioni della diversa valutazione delle stesse prove e rispondere ai rilievi del primo grado.
- La presenza di professionisti nelle trattative e la disponibilità degli atti (rogiti, regolamento condominiale, perizie bancarie) può indebolire la tesi della frode dolosa del venditore, salvo prova specifica che il venditore abbia occultato consapevolmente documenti o ingannato i professionisti/notaio.
- Il silenzio del venditore può configurare omissione rilevante solo se dimostrabile la sua conoscenza e la volontà di occultare il problema; la prova della "consapevolezza" è essenziale in casi di presunta truffa per omissione.
- Per chi intende tutelarsi in situazioni analoghe: raccogliere e conservare tutte le comunicazioni e documenti precontrattuali, richiedere esplicite dichiarazioni notarili sullo stato giuridico dell'immobile, ottenere perizie tecniche dettagliate e dimostrare, se possibile, che i venditori erano a conoscenza del vizio e non lo hanno comunicato.
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