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Sentenza

Sentenza del 17/02/2017 n. 4243 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

L'Agenzia delle Entrate aveva recuperato a tassazione maggiore materia imponibile ai fini IRPEF, IVA e IRAP, ritenendo indeducibili costi documentati da fatture emesse da V.A., impresa considerata una mera cartiera, nonché altri costi privi di adeguata documentazione. Il contribuente contestava la sentenza della Commissione tributaria regionale, deducendo ultrapetizione, irregolare partecipazione dell'agente della riscossione al giudizio d'appello e omessa valutazione della reale esecuzione delle opere fatturate. Contestava inoltre l'utilizzo degli elementi contenuti nel processo verbale di constatazione.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato integralmente il ricorso. Il primo motivo è stato dichiarato inammissibile per difetto di autosufficienza, perché il contribuente non aveva trascritto le parti dell'avviso e dell'appello necessarie a verificare la dedotta ultrapetizione. Il secondo motivo è stato ritenuto infondato: la riunione dei giudizi non ne elimina l'autonomia e non era stato dimostrato che l'appello riguardasse anche la pronuncia relativa alla cartella. Il terzo e il quarto motivo sono stati ritenuti infondati o inammissibili: il processo verbale di constatazione fa fede privilegiata, ai sensi dell'art. 2700 c.c., sui fatti attestati direttamente dai pubblici ufficiali, contestabili mediante querela di falso, mentre la richiesta di rivalutare gli indizi e la concreta esecuzione delle opere implicava un nuovo giudizio di merito, non consentito in cassazione. Il contribuente è stato condannato al pagamento di 4.000 euro di spese processuali, oltre alle spese prenotate a debito, ed è stato dichiarato applicabile l'ulteriore contributo unificato previsto dalla legge.

Norme richiamate

  • Art. 360, comma 1, nn. 3 e 4, c.p.c.

    Disciplina i motivi di ricorso per cassazione, tra cui la violazione o falsa applicazione di legge e gli errori processuali. La Corte ha osservato che le doglianze formulate come violazioni di legge riguardavano, più propriamente, possibili errores in procedendo.

  • Art. 102 c.p.c.

    Riguarda il litisconsorzio necessario. L'agente della riscossione non era litisconsorte necessario nel giudizio d'appello avente a oggetto esclusivamente l'atto impositivo, soprattutto perché il giudizio relativo alla cartella conservava la propria autonomia anche dopo la riunione.

  • Art. 2700 c.c.

    Attribuisce fede privilegiata all'atto pubblico, quanto alla provenienza dell'atto e ai fatti che il pubblico ufficiale attesta essere avvenuti in sua presenza o da lui compiuti. Il processo verbale di constatazione è quindi vincolante per tali fatti, salvo querela di falso; le valutazioni e gli apprezzamenti contenuti nel verbale restano invece liberamente valutabili dal giudice.

  • D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1-quater

    Prevede il versamento di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato quando il ricorso è integralmente respinto, dichiarato inammissibile o improcedibile.

Massime di principio

  • Nel ricorso per cassazione il principio di autosufficienza impone di trascrivere o indicare con precisione gli atti e i passaggi necessari per verificare la censura; il semplice richiamo generico ad avviso di accertamento o appello può comportare l'inammissibilità.
  • La riunione di più cause non elimina necessariamente la loro autonomia: la sentenza formalmente unica può contenere decisioni distinte, ciascuna impugnabile nei limiti e nei confronti delle parti coinvolte nella relativa causa.
  • Il processo verbale di constatazione ha efficacia privilegiata per i fatti direttamente constatati dal pubblico ufficiale. Per negare tali fatti è normalmente necessaria la querela di falso; non è invece sufficiente una generica contestazione.
  • La Corte di cassazione non è un terzo grado di merito: non può sostituire la propria valutazione a quella del giudice tributario nella ricostruzione degli indizi, nella verifica delle prestazioni fatturate o nell'apprezzamento delle prove, salvo anomalie motivazionali o violazioni di legge specificamente dedotte.
  • In caso di contestazione di fatture riferite a imprese cartiere o operazioni inesistenti, il contribuente deve fornire una contestazione documentata e puntuale degli elementi indiziari, dimostrando la concreta esecuzione delle prestazioni e la loro inerenza, non limitandosi a chiedere una nuova valutazione complessiva del merito.

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