Salta al contenuto
Sentenza

Sentenza n. 1977/2026 - Firenze, Sezione 3

per l’annullamento - del provvedimento di “diniego n. 2997/2021 del 17.12.2021”, a firma del dirigente del Servizio edilizia privata del Comune di Firenze, notificato in data 29 gennaio 2022, con il quale è stata respinta la domanda di condono presentata in data 30 settembre 1986 con riferimento a tre box in lamiera zincata di superficie pari a “mq. 23,46”, per contrasto con il vincolo paesaggistico e ordinato, ai sensi degli artt. 31 T.U. edilizia e 196 l.r. Toscana n. 65 del 2014, di demolire tali manufatti entro 90 giorni, pena l’acquisizione gratuita al patrimonio del Comune delle opere abusive, della loro area di sedime e dell’area necessaria a realizzare opere analoghe a quelle realizzate e l’irrogazione di una sanzione amministrativa pecuniaria pari ad € 20.000; - di tutti i provvedimenti presupposti connessi e/o conseguenti.

Giustizia amministrativa202200409

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Toscana, Sez. IIISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego del condono per tre box in lamiera zincata, con contestuale ordine di demolizione e previsione di acquisizione gratuita e sanzione pecuniaria di 20.000 euro

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (affittuario e richiedente il condono)

Prevale il privato

La controversia

La società conduttrice di un terreno adibito al commercio all’ingrosso di materiali inerti e a deposito merci aveva presentato nel 1986 domanda di condono per tre box in lamiera zincata, di superficie complessiva pari a 23,46 mq. Il Comune ha respinto la domanda per contrasto con il vincolo paesaggistico, richiamando il parere contrario espresso nel 2007 dalla Commissione comunale per il paesaggio, e ha ordinato ai proprietari la demolizione entro 90 giorni, con le conseguenze previste in caso di inottemperanza. I ricorrenti hanno dedotto, con unico motivo, violazione o falsa applicazione dell’art. 3 l. 241/1990, difetto assoluto di motivazione, violazione del giusto procedimento e illogicità. Hanno contestato sia la non attualità del parere del 2007 sia il suo carattere apodittico e stereotipato, privo di descrizione delle opere, di riferimento al contesto paesaggistico e alle prescrizioni del vincolo; hanno inoltre sostenuto che la Commissione non avrebbe considerato la modesta consistenza dei manufatti e il contesto nel quale erano inseriti.

La decisione

Il ricorso è accolto. Il TAR ha ritenuto fondato il vizio di difetto di motivazione del parere paesaggistico recepito nel diniego: la formula secondo cui le baracche non erano compatibili con il vincolo non individuava la tipologia di vincolo né gli elementi dai quali ricavare l’incompatibilità delle opere. La motivazione era quindi non soltanto sintetica, ma priva degli elementi minimi necessari a ricostruire il percorso logico-giuridico della valutazione. Le fotografie agli atti, peraltro difficilmente intellegibili, non supplivano alla carenza, poiché non rendevano immediatamente riconoscibili le caratteristiche delle opere, il contesto di inserimento e il contrasto con i valori paesaggistici tutelati. Il TAR ha annullato il diniego, con onere per il Comune di rivalutare l’istanza; non ha formulato una valutazione favorevole sulla compatibilità paesaggistica né disposto direttamente il rilascio del condono. Il Comune è stato condannato a pagare le spese di lite, liquidate in 2.000 euro oltre accessori.

Norme richiamate

  • art. 3 l. 241/1990

    La motivazione che esprime tale giudizio non può “tramutarsi in una forma sincopata ed apodittica di clausola negatoria della compatibilità paesaggistica di un’opera”.

    Il provvedimento che respinge l’istanza sulla base del giudizio paesaggistico deve esporre ragioni che consentano di ricostruire la valutazione svolta; una formula apodittica e stereotipata non soddisfa l’obbligo di motivazione.

  • artt. 31 e ss. l. 47/1985

    Nel sistema delineato dagli artt. 31 e ss. della legge del 28 febbraio 1985 n. 47, “il parere negativo formulato dall’Autorità preposta alla tutela del vincolo paesaggistico, (nel caso di specie la Commissione Beni Ambientali del Comune), ha valore vincolante e preclusivo del procedimento di condono edilizio. Tale parere può essere sinteticamente motivato nel riferimento alla descrizione delle opere e alle concrete circostanze nelle quali le stesse sono collocate, essendo la difesa del paesaggio valore costituzionale primario”.

    Il parere paesaggistico negativo è vincolante e preclude il condono, ma può essere sintetico soltanto se riferito alle opere e alle concrete circostanze della loro collocazione; non può ridursi a una formula priva di elementi individualizzanti.

Massime di principio

  • Il parere paesaggistico contrario al condono può essere sintetico, ma deve riferirsi alle caratteristiche delle opere e alle concrete circostanze della loro collocazione; una formula stereotipata che si limiti ad affermare l’incompatibilità con il vincolo, senza indicare il vincolo rilevante o gli elementi del contrasto, non consente di ricostruire il percorso logico-giuridico e vizia il diniego.
  • La motivazione di un giudizio di compatibilità paesaggistica non richiede sempre un’analisi analitica delle caratteristiche strutturali dell’opera e dei valori tutelati, ma deve contenere gli elementi minimi che rendano comprensibile la valutazione concreta del rapporto tra manufatto e contesto.
  • La documentazione fotografica può supplire alla mancata descrizione delle opere soltanto quando consenta di coglierne con immediatezza le caratteristiche, il contesto di inserimento e il contrasto con i valori paesaggistici tutelati; immagini difficilmente intellegibili non superano il difetto motivazionale.

Come è indicizzato

MaterieSanatoria e condono edilizioAutorizzazione paesaggistica
RamiEdiliziaBeni culturali e paesaggio
IstitutiDifetto di motivazioneDiscrezionalità amministrativa e tecnica

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.