Ordinanza n. 4466/2026 - Roma, Sezione 1T
per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, del Decreto di irricevibilità della richiesta di primo rilascio del permesso di soggiorno per lavoro subordinato
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: decreto di irricevibilità della richiesta di primo rilascio del permesso di soggiorno per lavoro subordinato
Esito
Favorevole al resistente (amministrazioni dell'interno)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente ha impugnato il decreto con cui è stata dichiarata irricevibile la richiesta di primo rilascio del permesso di soggiorno per lavoro subordinato, chiedendone l'annullamento previa sospensione cautelare. Dalla motivazione dell'ordinanza emerge che lo straniero, entrato nel territorio nazionale su chiamata di un datore di lavoro, non ha stipulato nei termini di legge il necessario contratto di soggiorno. Il ricorrente avrebbe fatto valere, o comunque prospettato, la rilevanza dell'eventuale rapporto di lavoro instaurato di fatto e la possibilità di ottenere un permesso di soggiorno in attesa di occupazione.
La decisione
Il TAR ha respinto l'istanza cautelare. Ha ritenuto non contestato che il ricorrente, dopo l'ingresso in Italia su chiamata del datore di lavoro, non abbia stipulato nei termini il necessario contratto di soggiorno, con conseguente mancato perfezionamento dei presupposti per il rilascio del permesso di soggiorno per lavoro subordinato. Il Collegio ha inoltre affermato che l'eventuale instaurazione di fatto di un rapporto di lavoro non sana la situazione di irregolarità e non fonda la pretesa al rilascio di un permesso in attesa di occupazione, istituto che presuppone la cessazione di un precedente rapporto di lavoro regolarmente instaurato. Le spese della fase cautelare sono state compensate in ragione della peculiare situazione dello straniero.
Norme richiamate
art. 55 c.p.a.
Disciplina la domanda cautelare, respinta dal TAR in assenza dei presupposti per la sospensione dell'efficacia dell'atto impugnato.
art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003
Richiamato quale fondamento dell'oscuramento delle generalità e degli altri dati idonei a identificare la parte.
art. 9, paragrafo 1, Regolamento (UE) 2016/679
Richiamato, unitamente alla disciplina nazionale sulla privacy, a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata mediante oscuramento dei dati identificativi.
Massime di principio
- Lo straniero entrato nel territorio nazionale su chiamata di un datore di lavoro che non stipuli nei termini di legge il necessario contratto di soggiorno non perfeziona i presupposti per il primo rilascio del permesso di soggiorno per lavoro subordinato.
- L'eventuale instaurazione di fatto di un rapporto di lavoro successiva all'ingresso irregolare non sana il mancato perfezionamento della procedura necessaria per il primo rilascio del permesso di soggiorno per lavoro subordinato.
- Il permesso di soggiorno in attesa di occupazione presuppone la cessazione di un rapporto di lavoro precedentemente e regolarmente instaurato; non può essere preteso da chi non abbia perfezionato il rapporto giuridicamente rilevante ai fini del soggiorno.
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