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Cassazione Penale, Ordinanza n. 29151/2026 del 31/07/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato, già condannato dal G.U.P. e con sentenza confermata in appello, ha proposto ricorso per cassazione avverso la decisione della Corte di appello di Salerno che aveva mantenuto la condanna alla pena di anni uno, mesi sei e giorni venti di reclusione ed euro 3.600 di multa per fatti ricondotti all'art. 73 D.P.R. 309/1990. Ha dedotto due motivi: 1) violazione di legge e vizio di motivazione per la mancata riqualificazione della detenzione a fini di spaccio di hashish nella fattispecie di lieve entità di cui all'art. 73, comma 5; 2) vizio di motivazione per il diniego delle circostanze attenuanti generiche e della loro prevalenza sulle aggravanti contestate.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che entrambe le censure investissero valutazioni di merito insindacabili in sede di legittimità: quanto alla lieve entità, la Corte territoriale aveva motivato in modo adeguato valorizzando elementi sintomatici di professionalità dell'attività di spaccio e, quindi, l'insussistenza della minima offensività; quanto alle attenuanti generiche, la motivazione della Corte di appello è stata giudicata congrua e immune da vizi logici. Conseguentemente, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 73, commi 4 e 5, D.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309

    norma incriminatrice in materia di stupefacenti richiamata per la condanna; il comma 5 richiede una valutazione complessiva del fatto per il riconoscimento della lieve entità

  • art. 73, comma 5, D.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309

    la lieve entità presuppone la valutazione congiunta di mezzi, modalità, circostanze dell'azione, qualità e quantità della sostanza e purezza, con esclusione del beneficio se anche uno solo degli indici depone per una offensività non lieve

  • art. 73 D.P.R. n. 309 del 1990

    richiamato quale base normativa del delitto di detenzione a fini di spaccio contestato all'imputato

  • Corte Cost., sent. n. 186/2000

    richiamata per giustificare la condanna del ricorrente al versamento alla Cassa delle ammende in caso di inammissibilità

Massime di principio

  • Il riconoscimento della fattispecie di lieve entità in materia di stupefacenti richiede una valutazione complessiva e unitaria di tutti gli indici normativamente previsti, relativi sia alla condotta sia all'oggetto materiale del reato.
  • La lieve entità deve essere esclusa quando, sulla base degli elementi complessivi del fatto, anche uno solo degli indici rilevanti escluda la minima offensività della condotta.
  • In sede di legittimità non è sindacabile la motivazione di merito che, in modo logico e coerente, valorizzi elementi di professionalità dell'attività di spaccio per negare la qualificazione del fatto ai sensi dell'art. 73, comma 5, D.P.R. 309/1990.
  • Il diniego delle circostanze attenuanti generiche è censurabile in cassazione solo per manifesta illogicità o assenza di motivazione; se la Corte territoriale ha esposto ragioni congrue e coerenti con le emergenze processuali, la doglianza è inammissibile o infondata in sede di legittimità.

Come è indicizzato

MaterieSpaccioImpugnazioni
RamiStupefacentiProcesso penale
SottomaterieLieve entità
IstitutiParticolare tenuità del fatto

Testo integrale

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