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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 1282/2023 del 16/01/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che aveva confermato la custodia cautelare in carcere per concorso in estorsione continuata aggravata, anche dal metodo mafioso, ai danni dell'autocarrozzeria "Z car" di Misterbianco. Il ricorrente deduceva vizi di motivazione: mancata prova della sua partecipazione attiva e concorsuale (la motivazione si sarebbe limitata ad elencare intercettazioni ex post), inosservanza degli elementi favorevoli (es. mancato riconoscimento fotografico da parte della vittima) e insufficiente valutazione delle esigenze cautelari e della loro proporzionalità, considerando l'unico precedente penale risalente a nove anni prima e la sua inserzione in un ambiente lavorativo lecito.

La decisione

La Corte Suprema ha dichiarato il ricorso inammissibile perché generico e versato in fatto. Ha ritenuto che il tribunale del riesame avesse fornito adeguata motivazione: le conversazioni intercettate indicavano collegamenti diretti con Murabito (aspettativa di arresto se fosse stato mostrato l'album fotografico, accordi con Boncaldo di cessare la raccolta stipendi per timore delle indagini, sua presenza presso l'autocarrozzeria e l'estorsione di 1.000 euro a carico dello "Zucchero"). Quanto alle esigenze cautelari, il tribunale ha correttamente ritenuto concreto il rischio di reiterazione, dovuto alla gravità dei fatti, al collegamento con un'organizzazione criminale radicata e alla personalità dell'indagato (pregresso reato relativo alle armi e legami con contesti di criminalità organizzata). Il ricorrente aveva offerto solo una lettura alternativa dei fatti, non idonea in sede di legittimità. Condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro 3.000,00 alla cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • Cass. Sez. Un., n. 11 del 22/03/2000 (Audino)

    Principio secondo cui, nel controllo di legittimità sulle misure cautelari, la Corte verifica se il giudice di merito ha adeguatamente motivato la gravità del quadro indiziario senza procedere a una 'rilettura' degli elementi probatori; il giudizio cautelare è prognostico e fondato su indizi.

  • Cass. Sez. Un., n. 36267 del 30/05/2006 (Spennato)

    Ribadito il limite del giudizio di legittimità sulle misure cautelari: verifica della congruenza e logicità della motivazione del giudice di merito, senza ri-qualificazione probatoria.

  • Disp. att. cod. proc. pen.

    Richiesta di invio degli atti alla cancelleria per gli adempimenti procedurali conseguenti alla pronuncia (adempimenti amministrativi successivi alla decisione).

Massime di principio

  • In impugnazioni in Cassazione di misure cautelari il giudice non rivede i fatti né riconsidera liberamente le prove: occorre dimostrare specifici vizi logici o omissioni nella motivazione del giudice di merito, non limitarsi a offrire una diversa lettura delle stesse risultanze.
  • Intercettazioni e conversazioni che collegano l'indagato agli episodi contestati, anche se ricostruite ex post, possono costituire elementi indiziari sufficienti per la gravità indiziaria se la motivazione mostra un nesso logico tra tali intercettazioni e le condotte contestate.
  • La sussistenza delle esigenze cautelari (pericolo di reiterazione, inquinamento delle prove, gravità della condotta) può essere ritenuta adeguata se contestualizzata nel quadro di appartenenza dell'indagato (es. legami con organizzazioni criminali, precedenti rilevanti), anche se il precedente è anteriore nel tempo.
  • Per ottenere l'annullamento della misura cautelare è strategico indicare punti specifici e circostanziati della motivazione affetta da illogicità, contraddizione o omissione, non presentare soltanto argomentazioni alternative o generiche.
  • Elementi favorevoli (mancato riconoscimento fotografico, lavoro lecito, anteriorità dei precedenti) devono essere contestati dimostrando che il giudice non li ha considerati affatto o li ha valorizzati in modo arbitrario; la semplice indicazione della loro esistenza è spesso insufficiente.

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