Sentenza n. 975/2026 - Latina, Sezione 2
per l'accertamento dell'obbligo dell'Amministrazione di concludere il procedimento di cui alla istanza del 24.10.2025 assunta al protocollo del Comune di Minturno, ad oggetto la richiesta di occupazione di suolo pubblico per il posizionamento tramite il solo appoggio sul marciapiede di alcuni vasi da arredo urbano con affissione sul pannello di immagini pubblicitarie, sia culturali che sociali.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: silenzio del Comune sulla richiesta di occupazione di suolo pubblico presentata il 24 ottobre 2025 per collocare sul marciapiede vasi di arredo urbano recanti immagini pubblicitarie, culturali e sociali
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La società ha proposto ricorso per l’accertamento dell’obbligo del Comune di concludere il procedimento avviato con l’istanza del 24 ottobre 2025, deducendo l’illegittimità del silenzio-inadempimento sulla richiesta di occupazione di suolo pubblico. Nel corso del giudizio, il Comune ha richiesto documentazione integrativa nel marzo 2026; la società ha dichiarato che avrebbe presentato una nuova istanza al SUAP corredata dei documenti richiesti. Il Comune ha quindi archiviato definitivamente l’istanza originaria l’8 luglio 2026. Entrambe le parti hanno chiesto dichiararsi l’improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse.
La decisione
Il TAR ha dichiarato improcedibile il ricorso per sopravvenuta carenza di interesse. L’archiviazione espressa dell’istanza, intervenuta durante il giudizio, ha interrotto l’inerzia procedimentale e fatto venir meno il presupposto per ottenere una condanna dell’amministrazione a provvedere, anche se l’esito del procedimento è negativo e non soddisfa l’interesse sostanziale della richiedente. Le spese sono state compensate per la peculiarità della vicenda.
Norme richiamate
art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
In conclusione il ricorso va dichiarato improcedibile per carenza sopravvenuta di interesse ad agire, non sussistendo più la prospettata situazione di inerzia procedimentale.
La sopravvenuta cessazione dell’inerzia, per effetto di un provvedimento espresso adottato nel corso del giudizio, determina l’improcedibilità per carenza sopravvenuta di interesse.
art. 85, comma 9, c.p.a.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio sezione staccata di Latina (Sezione Seconda), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo dichiara improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse.
La disposizione è richiamata nel contesto della pronuncia camerale che definisce il giudizio dichiarando l’improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse.
Massime di principio
- Nel giudizio avverso il silenzio, l’adozione durante il processo di un provvedimento espresso in risposta all’istanza fa venir meno l’interesse alla pronuncia sull’obbligo di provvedere e determina l’improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse, anche quando il provvedimento non soddisfa l’interesse pretensivo del richiedente.
- Se il provvedimento espresso in risposta all’istanza interviene prima della proposizione del ricorso avverso il silenzio, il ricorso è inammissibile per carenza originaria di interesse; se interviene o viene conosciuto nel corso del giudizio, il ricorso è improcedibile per carenza sopravvenuta di interesse.
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