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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 39199/2024 del 25/10/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato la sentenza di appello contestando: la mancata e insufficiente motivazione circa l'attendibilita' della persona offesa Andrea Bombarda e del teste Rossi; l'erronea qualificazione penale della spendita di nomi falsi (sostituzione di persona ex art. 494 c.p.) invece di considerarla assorbita nella truffa; la mancata valutazione o esclusione della recidiva e il diniego delle circostanze attenuanti generiche; il vizio di motivazione sulla quantificazione della pena (artt. 132-133 c.p.). Per Hudorovic, in particolare, e' stato anche sostenuto che l'uso di un nome proprio falso non integra l'elemento oggettivo della sostituzione di persona e che non vi sarebbe nesso causale con l'induzione in errore.

La decisione

La Cassazione ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata limitatamente al capo A) (truffa) nei confronti di Braidic Claudio e Kari Caterina per intervenuta remissione di querela da parte dei querelanti, con condanna degli imputati al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art. 340 c.p.p.; la posizione di Kari si e' esaurita perche' residuava solo la pronuncia di responsabilita' sul capo A). Quanto al resto, la Corte ha dichiarato inammissibili i ricorsi su molte delle censure (in particolare quelle generiche e non adeguatamente articolate), ha confermato la validita' della qualificazione del reato di sostituzione di persona ex art. 494 cod. pen. e il concorso formale con le truffe, ha ritenuto infondate le doglianze sulla sanzione irrogata a Hudorovic e ha rinviato ad altra Sezione della Corte d'Appello di Trieste per la rideterminazione della pena di Braidic per le residue imputazioni in conseguenza della caducazione del capo A). In definitiva: estinzione del reato A) per remissione di querela (esito favorevole ai ricorrenti su quel punto), conferma sostanziale delle altre responsabilita' e delle qualificazioni, e inammissibilita' di molte doglianze per difetti di specificazione.

Norme richiamate

  • art. 23, comma 8, D.L. n. 137/2020

    Consente la trattazione con contraddittorio cartolare; la Corte ha dato atto di avere proceduto ai sensi della norma

  • art. 494 cod.pen.

    La Corte ha interpretato la norma come comprensiva di piu' condotte alternative (sostituzione di persona, attribuzione di falso nome o falsa qualita'); la spendita di un nome falso anche di fantasia puo' integrare il reato se finalizzata a rendere difficile l'identificazione o a perseguire un fine di vantaggio, e non e' automaticamente assorbita dalla truffa

  • art. 640 cod.pen.

    La truffa e' reato distinto dalla sostituzione di persona; non ricorre specialita' o consunzione automatica tra i due illeciti, quindi puo' sussistere concorso formale di reati

  • art. 110 cod.pen.

    Rilevanza del concorso di persone nel reato: per affermare il concorso e' necessario prova del contributo attivo ed efficiente, ma nel caso la Corte ha ritenuto provato il ruolo per i soggetti rispettivamente riconosciuti responsabili

  • art. 340 cod.proc.pen.

    Prevede la condanna alle spese processuali a carico degli imputati in caso di annullamento per estinzione del reato; applicata dalla Corte dopo la remissione di querela

  • artt. 132 e 133 cod.pen.

    Regolano la determinazione della pena e le modalita' di quantificazione; la Corte di merito ha motivato l'aumento della pena in ragione della recidiva e della gravita' del fatto, motivazione ritenuta adeguata dalla Cassazione

  • art. 581, comma 1, lett. d) cod.proc.pen.

    Imposizione del requisito di specificita' del motivo d'appello: motivi generici o insufficientemente specificati non devolvono il profilo alla Corte d'Appello e rendono la censura inammissibile in sede di legittimita'

Massime di principio

  • La remissione di querela, se rituale, estingue il reato e determina l'annullamento senza rinvio della sentenza limitatamente al capo estinto; i relativi effetti processuali incidono anche sulla determinazione della pena per le restanti imputazioni
  • La spendita di un nome falso, anche di fantasia, puo' integrare il reato di sostituzione di persona ex art. 494 c.p. quando sia dimostrabile il dolo finalizzato a rendere difficile l'identificazione o a conseguire un vantaggio; tale condotta non viene automaticamente assorbita nella truffa
  • Truffa (art. 640 c.p.) e sostituzione di persona (art. 494 c.p.) sono reati distinti: puo' sussistere concorso formale di reati quando sono tutelati beni giuridici diversi e non ricorrono i presupposti della specialita', consunzione o sussidiarieta'
  • Le censure di insufficiente motivazione o travisamento della prova devono essere specifiche e concrete; argomentazioni generiche sulla credibilita' di testi o sulla motivazione sono spesso ritenute inammissibili o infondate in Cassazione
  • La contestazione della recidiva e la richiesta di esclusione/disapplicazione dell'aggravante devono essere formulate con chiarezza e specificita' in appello, altrimenti risultano inammissibili in Cassazione per difetto di devoluzione del motivo
  • Le doglianze sulla quantificazione della pena richiedono che il giudice d'appello dia conto delle ragioni del trattamento sanzionatorio; apprezzamenti sul contesto, sulla preordinazione criminosa e sulla recidiva possono giustificare scostamenti moderati dalla pena base

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