Sentenza n. 4249/2026 - Roma, Sezione 1B
per l'annullamento del Provvedimento n. M-D -OMISSIS-REG2025 -OMISSIS-del 29.04.2025, notificato in data 02.05.2025 di diniego all'istanza di assegnazione temporanea di cui all'art. 33, comma 5 della L.104/92, a firma del Vice Capo Dipartimento Gen. D. -OMISSIS-, e di ogni atto prodromico presupposto, connesso e successivo a quello sopra indicato, anche non conosciuto neppure per estremi e che, anche interpretato, abbia determinato il rigetto della predetta istanza.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: diniego dell'istanza di assegnazione temporanea ex art. 33, comma 5, l. 104/1992
Esito
La controversia
Il ricorrente ha impugnato il provvedimento ministeriale notificato il 2 maggio 2025, con cui era stata respinta l’istanza di assegnazione temporanea ai sensi dell’art. 33, comma 5, della l. 104/1992, chiedendone l’annullamento unitamente agli atti presupposti, connessi e consequenziali. Nel corso del giudizio, l’Amministrazione ha adottato un nuovo provvedimento accogliendo l’istanza di assegnazione in sede di gradimento. Il difensore del ricorrente ha quindi dichiarato la sopravvenuta soddisfazione dell’interesse della parte.
La decisione
Il TAR, ritenute sussistenti le condizioni per la definizione con sentenza in forma semplificata ai sensi dell’art. 60 c.p.a., ha dichiarato la cessazione della materia del contendere ai sensi dell’art. 34, comma 5, c.p.a., poiché l’interesse perseguito con il ricorso era stato integralmente soddisfatto dal nuovo provvedimento amministrativo. Le spese di giudizio sono state compensate, considerando che il nuovo provvedimento favorevole era stato adottato in ragione di sopravvenute circostanze di fatto che avevano consentito all’Amministrazione di accogliere la richiesta.
Norme richiamate
art. 33, comma 5, l. 104/1992
istanza di assegnazione temporanea
La disposizione costituisce la base normativa dell’istanza di assegnazione temporanea proposta dal ricorrente; la sentenza non esamina nel merito i presupposti sostanziali del beneficio.
art. 60 c.p.a.
definizione con sentenza in forma semplificata
Consente la definizione immediata del giudizio, ricorrendone le condizioni e previo avviso alle parti.
art. 34, comma 5, c.p.a.
cessazione della materia del contendere
Trova applicazione quando, nel corso del giudizio, l’Amministrazione soddisfa integralmente l’interesse perseguito mediante l’adozione di un nuovo provvedimento.
art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003
Costituisce la base normativa per l’oscuramento delle generalità e degli altri dati identificativi delle parti.
artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679
Richiamati a tutela dei diritti e della dignità delle parti interessate in relazione all’oscuramento dei dati personali.
Massime di principio
- Quando, nel corso del giudizio amministrativo, un nuovo provvedimento dell’Amministrazione soddisfa integralmente l’interesse sostanziale perseguito dal ricorrente, il giudice deve dichiarare la cessazione della materia del contendere ai sensi dell’art. 34, comma 5, c.p.a., senza esaminare nel merito la legittimità dell’atto originariamente impugnato.
- La cessazione della materia del contendere presuppone una soddisfazione effettiva e completa dell’interesse azionato, non la mera sopravvenuta inutilità astratta della decisione.
- La definizione del giudizio con sentenza in forma semplificata è ammissibile ai sensi dell’art. 60 c.p.a. quando le parti siano state previamente avvisate e la causa sia matura per la decisione immediata.
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