Cassazione Penale, Sentenza n. 27589/2025 del 28/07/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso per cassazione avverso l'ordinanza del Tribunale del riesame di Catanzaro che aveva rigettato l'appello contro l'ordinanza del Tribunale di Vibo Valentia; il Procuratore chiedeva l'aggravamento della misura dagli arresti domiciliari alla custodia cautelare in carcere nonostante il soggetto fosse ultrasettantenne. Il ricorrente sosteneva che la sentenza del 20/11/2023, con cui il Tribunale di Vibo Valentia aveva ritenuto penalmente responsabile Lo Bianco per il reato di cui all'art. 416-bis nella forma aggravata (condanna a 16 anni), dimostrava l'esistenza di un pericolo di reiterazione tale da giustificare l'applicazione della misura massima, superando il limite protettivo previsto per gli ultrasettantenni.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso manifestamente infondato e inammissibile. Ha confermato che la disciplina di cui all'art. 275, comma 4, cod. proc. pen., relativa ai soggetti ultrasettantenni, richiede l'emersione di esigenze cautelari di eccezionale rilevanza e non viene automaticamente prevalsa dalla presunzione di pericolosità di cui al comma 3. La Corte ha ritenuto corretta e adeguata la motivazione del Tribunale del riesame, che ha valutato fattori quali l'età, la data del fatto, la durata e la buona tenuta della detenzione domiciliare e la non definitività della sentenza di condanna, e ha rilevato la mancanza, da parte del ricorrente, di un confronto critico e argomentato con le ragioni del provvedimento impugnato. Conseguentemente il tentativo di aggravamento della misura è stato respinto e il ricorso dichiarato inammissibile.
Norme richiamate
art. 274 cod. proc. pen.
Riferimento alla necessità di concretezza delle esigenze cautelari (lett. c) valutata nel senso che non basta la mera astratta ricorrenza del reato, occorre riscontro concreto e attuale delle esigenze cautelari.
art. 275 cod. proc. pen.
Distinzione tra comma 3 (presunzione relativa di pericolosità e adeguatezza della custodia in carcere) e comma 4 (tutela degli ultrasettantenni). Il comma 4 richiede esigenze cautelari di eccezionale rilevanza, configurando un bilanciamento tra tutela della collettività e salvaguardia della salute dell'indagato anziano; non può essere superato automaticamente dalla sola esistenza di una posizione di rilievo nell'organizzazione o dalla non definitiva condanna.
art. 416-bis cod. pen.
Norma sostanziale che punisce l'associazione di tipo mafioso; una contestazione o una condanna per 416-bis può indicare rischio di pericolosità, ma ai fini cautelari va valutata in concreto e, se non definitiva, non determina automaticamente l'aggravamento della misura per un ultrasettantenne.
Massime di principio
- Per soggetti ultrasettantenni l'aggravamento da arresti domiciliari a custodia cautelare in carcere richiede esigenze cautelari di eccezionale rilevanza, non basate su mere presumzioni.
- La presenza di una sentenza di condanna non definitiva non è di per sé sufficiente a stabilire la sostanziale certezza della prosecuzione di reati; è necessario valutare l'immutabilità del giudizio e le possibili evoluzioni nei gradi successivi.
- Il ruolo o la posizione di rilievo in una associazione di tipo mafioso non giustifica automaticamente la custodia in carcere per gli ultrasettantenni: è obbligatoria una valutazione concreta e motivata della probabilità di reiterazione.
- Il ricorrente deve confrontarsi in modo critico e argomentato con le motivazioni del giudice del riesame; la mera indicazione di elementi già valutati senza un'adeguata confutazione comporta l'inammissibilità del ricorso.
- Nel bilanciamento tra esigenze cautelari e tutela della salute dell'anziano, il giudice deve motivare puntualmente perché la tutela della collettività prevale sull'attenuazione dei vincoli prevista per l'età avanzata.
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di Giurisprudenza penale
- Sentenza penale · 28 lug 2025Cassazione Penale, Sentenza n. 27517/2025 del 28/07/2025
- Sentenza penale · 28 lug 2025Cassazione Penale, Sentenza n. 27518/2025 del 28/07/2025
- Sentenza penale · 28 lug 2025Cassazione Penale, Sentenza n. 27519/2025 del 28/07/2025
- Sentenza penale · 28 lug 2025Cassazione Penale, Sentenza n. 27520/2025 del 28/07/2025
- Sentenza penale · 28 lug 2025Cassazione Penale, Sentenza n. 27570/2025 del 28/07/2025
- Sentenza penale · 28 lug 2025Cassazione Penale, Sentenza n. 27571/2025 del 28/07/2025
Cerchi altro? Cerca gratis in Giurisprudenza penale →