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Sentenza

Sentenza del 16/12/2024 n. 1507 - Corte di giustizia tributaria di secondo grado della Toscana

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Impugnazione dell'avviso di accertamento TOSAP relativo all'occupazione tramite infrastrutture autostradali (anni indicati nella controversia: 2015-2020), con dedotta nullità per decadenza (art. 1, c.161 L. 296/2006) e domanda di non applicabilità della tassa perché la concessione era rilasciata dallo Stato e l'opera sarebbe stata realizzata nell'interesse dello Stato (esenzione ex art. 49, co.1, lett. a del d.lgs. 507/1993).

La decisione

La Corte ha ritenuto che la CTP avesse commesso un errore materiale (attribuendo la controversia all'anno 2014) e ha valutato la questione nel merito. Ha ritenuto non operante l'esenzione prevista dall'art. 49 del d.lgs. 507/93 perché l'occupazione è imputabile al concessionario (società concessionaria che realizza e gestisce l'opera e ne trae vantaggio economico). Quindi la TOSAP è applicabile anche se la proprietà o la concessione formale riguarda lo Stato; l'appello dell'ICA è stato accolto e la sentenza di primo grado riformata. Spese a carico dell'appellata liquidate in € 2.000,00 oltre accessori.

Norme richiamate

  • Legge 27 dicembre 2006, n. 296 (art. 1, comma 161)

    Richiamata dalla ricorrente per dedurre la decadenza dell'accertamento; la Corte ha rilevato che il richiamo non era applicabile per un errore di indicazione dell'anno nella sentenza di primo grado e quindi il termine non risultava scaduto per le annualità effettivamente oggetto di contestazione.

  • D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546 (art. 59, n. 2)

    Richiamato quale norma che consente alla Corte di esaminare la questione nel merito nonostante l'errore materiale della sentenza di primo grado.

  • D.Lgs. 15 novembre 1993, n. 507 (artt. 38 e 39)

    Definiscono il presupposto impositivo della TOSAP come l'occupazione di qualsiasi natura di spazi ed aree pubbliche (anche soprastanti o sottostanti); per la Corte è rilevante il fatto materiale dell'occupazione, indipendentemente dal titolo formale.

  • D.Lgs. 15 novembre 1993, n. 507 (art. 49, co. 1, lett. a)

    Prevede l'esenzione per lo Stato e altri enti pubblici; la Corte interpreta che l'esenzione si applica solo quando l'occupazione sia ascrivibile allo Stato o all'ente esente, non quando l'occupazione è effettuata da una società concessionaria che realizza e gestisce l'opera a fini economici.

Massime di principio

  • L'esenzione TOSAP per lo Stato (art. 49 d.lgs. 507/93) si applica solo se l'occupazione è direttamente ascrivibile allo Stato o all'ente esente: se l'opera è realizzata e gestita da un concessionario privato che trae un utile economico, l'occupazione è imputabile al concessionario e la tassa è dovuta.
  • Ai fini della TOSAP conta il fatto materiale dell'occupazione (anche soprastante o sottostante il suolo), indipendentemente dal titolo formale; occorre valutare chi esercita effettivamente la gestione e il godimento economico dell'opera.
  • Prima di fondare una difesa sulla decadenza dell'accertamento è necessario verificare con attenzione le annualità effettivamente contestate e la correttezza degli atti processuali: errori di trascrizione o "copy-paste" possono far decadere eccezioni inesatte.
  • Nei casi di concessioni a privati per realizzazione/gestione di infrastrutture pubbliche a fini di sfruttamento economico, la giurisprudenza è consolidata nel ritenere applicabile la TOSAP; le pronunce contrastanti richiedono attenta comparazione fattuale prima di poterle invocare.
  • Le sanzioni e le spese non sono facilmente elidibili se la giurisprudenza è consolidata a favore dell'Erario; chi impugna dovrebbe documentare rigorosamente la sussistenza dei presupposti di esenzione o l'assenza dell'occupazione.

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