Cassazione Penale, Sentenza n. 17808/2022 del 04/05/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente impugna la conferma della condanna per fatti commessi nei confronti di Alberto Fernandez, articolando cinque motivi: (1) contestazione della qualifica della frase "ti ammazzo" come minaccia (violazione art. 612 c.p.) e mancata motivazione idonea; (2) errori nel rigetto della causa di non punibilità ex art. 131-bis c.p. per presunta abitualità, rilevando che la corte si sarebbe basata solo su due procedimenti senza valutare modalità della condotta, esiguità del danno e grado di colpevolezza; (3) ingiustificato diniego delle circostanze attenuanti generiche (art. 62-bis c.p.); (4) discordanza tra motivazione (pena di 9 mesi) e dispositivo (pena di 6 mesi) nella sentenza di primo grado e mancata spiegazione da parte della corte d'appello (richiamo art. 546 c.p.p.); (5) mancata motivazione sulla determinazione dei compensi liquidati alla parte civile (richiami agli artt. 541, 598 e 605 c.p.p.).
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato integralmente il ricorso. In motivazione: (1) la minaccia è stata valutata nel contesto complessivo, tenuto conto di precedenti vicende tra le parti (violazione del divieto di avvicinamento e precedente custodia cautelare) e dell'aggressione con pietre e coltello; (2) la causa di non punibilità per abitualità è ostativa perché vi era una precedente ordinanza di divieto di avvicinamento e una pluralità di reati analoghi commessi alla stessa vittima; (3) il diniego delle attenuanti generiche è legittimo anche se fondato su un elemento prevalente (reiterazione delle condotte); (4) la divergenza tra motivazione e dispositivo del primo grado è stata risolta in favore della motivazione, essendo la pena indicata in motivazione e nel dispositivo letto in udienza coerente con 9 mesi; (5) la doglianza sulla liquidazione dei compensi è inammissibile per genericità, dovendo il ricorrente indicare i parametri tariffari e le ragioni dell'illegittimità del quantum. Il ricorrente è stato condannato alle spese processuali.
Norme richiamate
art. 582 c.p.
Norma penale rispetto ai reati di aggressione (violenza) menzionata come fatto commesso a carico della stessa persona offesa; la corte ha ritenuto i reati complessivamente sussistenti nel quadro fattuale.
art. 585 c.p.
Norma penale relativa alle lesioni; citata tra i reati per i quali l'imputato è stato ritenuto responsabile nei confronti della stessa persona offesa.
art. 612, comma 2, c.p.
Norma sulle minacce: la Corte ha ritenuto che la frase pronunciata vada valutata nel contesto e nelle vicende pregresse tra le parti, risultando idonea a integrare il reato in presenza di analoghe condotte e di un contesto aggressivo.
art. 131-bis c.p.
Norma invocata dal ricorrente come causa di non punibilità per determinati profili di abitualità/recidiva; la Corte ha escluso la sua applicazione perché esisteva già una pluralità di procedimenti e misure cautelari nei confronti dell'imputato per reati analoghi contro la medesima vittima, ostando al riconoscimento della causa.
art. 62-bis c.p.
Norma relativa alle circostanze attenuanti generiche: la Corte ha ritenuto legittimo il diniego, spiegando che il giudice può fondare la decisione su uno solo degli elementi indicati dall'art. 133 c.p. se lo ritiene prevalente (es. reiterazione delle condotte).
art. 546 c.p.p.
Norma sul contenuto del dispositivo: la Corte ha ricordato che, in caso di conflitto tra dispositivo e motivazione, il dispositivo non è sempre assolutamente prevalente e può farsi riferimento alla motivazione per correggere errori materiali individuabili.
artt. 541, 598 e 605 c.p.p.
Norme che disciplinano la liquidazione delle spese e dei compensi per la parte civile: la Corte ha ritenuto la censura generica e inammissibile in assenza dell'indicazione puntuale dei motivi di illegittimità e dei parametri tariffari applicabili.
Massime di principio
- La qualificazione di una minaccia non dipende solo dal contenuto letterale della frase, ma dal contesto e dalla storia tra le parti: frasi minacciose sono valutate alla luce di precedenti condotte violente o reiterate.
- Per escludere cause di non punibilità fondate su abitudinarietà o simili, il giudice tiene conto di precedenti procedimenti e misure cautelari riguardanti reati analoghi contro la medesima vittima; la presenza di tali elementi ostacola il riconoscimento della causa favorevole.
- Il diniego delle attenuanti generiche può essere motivato anche sulla base di un solo elemento ritenuto prevalente (es. reiterazione, pericolosità), non è necessario esaurire tutti gli elementi dell'art. 133 c.p.
- In caso di conflitto tra dispositivo e motivazione, il dispositivo è normalmente espressione della volontà decisoria, ma la motivazione può essere utilizzata per correggere un evidente errore materiale o per chiarire la volontà effettiva del giudice.
- Le impugnazioni relative alla liquidazione dei compensi della parte civile devono essere specifiche: l'appellante deve indicare i profili di illegittimità e i parametri tariffari rilevanti, altrimenti la censura è inammissibile.
- Il gravame in Cassazione richiede una deduzione motivata e circostanziata delle ragioni di illegittimità; censure generiche o prive di allegazioni precise comportano l'inammissibilità o il rigetto.
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