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Sentenza

Sentenza del 27/04/2021 n. 11028 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale il privato

La controversia

Controversia sull'applicazione dell'aliquota IVA alle prestazioni di appalto per lavori edilizi relativi al 2006: l'Agenzia delle Entrate sosteneva che le opere fossero interventi di ristrutturazione edilizia soggetti all'aliquota del 10%, mentre la società contribuente e la CTR hanno ritenuto che si trattasse di nuova edificazione (mutamento della destinazione d'uso, impiego di nuovi materiali e cambiamento della sagoma), applicabile all'aliquota agevolata del 4%. L'Agenzia ha impugnato in Cassazione contestando la qualificazione giuridica degli interventi e l'istruttoria (anche per presunta violazione dell'art. 2697 c.c.).

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate. Ha confermato la decisione della Commissione Tributaria Regionale che aveva accertato il radicale mutamento della destinazione d'uso (da immobili produttivi a residenziali), l'impiego di nuovi materiali e la variazione della sagoma degli edifici, concludendo per la qualificazione come 'nuova costruzione' e, dunque, per l'applicazione dell'aliquota IVA agevolata del 4%. La Corte ha ritenuto infondata la censura sulla violazione dell'art. 2697 c.c., valorizzando le prove fornite dalla contribuente e valutando negativamente le controprove dell'Agenzia. Ha inoltre dichiarato inammissibile il secondo motivo per vizi formali e ha condannato l'Agenzia al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • Decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 1972, Tabella A, parte seconda, n. 39

    Prevede l'aliquota IVA agevolata del 4% per le prestazioni di servizi relative alla costruzione di fabbricati di cui alla L. 2 luglio 1949, n. 408; la Corte ha ritenuto applicabile tale disposizione alle opere qualificate come 'nuova costruzione' quando vi sia cambiamento di sagoma/destinazione d'uso.

  • Decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 1972, Tabella A, parte terza, n. 127-quaterdecies

    Prevede l'aliquota del 10% per prestazioni relative alla costruzione di case di abitazione e alla realizzazione di interventi di recupero ai sensi della L. n. 457/1978, art. 31; la norma si applica agli interventi riconducibili alla definizione di ristrutturazione edilizia.

  • Legge n. 408 del 1949, articolo 13

    Riferimento normativo richiamato dalla tabella A per individuare i casi di nuova costruzione destinati alla vendita; la Corte ha collegato l'applicazione dell'aliquota agevolata alla sussistenza dei presupposti di 'nuova edificazione' ricompresi in tale quadro normativo.

  • Legge n. 457 del 1978, articolo 31

    Definisce le tipologie di interventi di restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia (lette alle lettere c) e d)). La Corte ha richiamato l'orientamento secondo cui, per qualificare un intervento come ristrutturazione, è necessaria l'esistenza di strutture essenziali dell'edificio preesistente (murature perimetrali, strutture orizzontali, copertura) non ridotte a rovine; se la ricostruzione comporta variazione di sagoma e non è una fedele ricostruzione, l'intervento è da considerare nuova costruzione.

  • Articolo 2697 c.c.

    Norma sul trasferimento dell'onere della prova; la Corte ha ritenuto che la CTR abbia correttamente valutato le prove fornite dalla contribuente (la quale sosteneva la nuova edificazione) e abbia respinto le controprove dell'Agenzia, escludendo violazione dell'art. 2697 c.c.

  • Articolo 360 c.p.c., comma 1

    Norma processuale richiamata per i motivi di cassazione; la Corte ha escluso i motivi dell'Agenzia come infondati o inammissibili (secondo motivo formulato con riferimento a una previgente numerazione della norma).

  • Decreto Legge n. 119 del 2018

    Richiamato incidentalmente per motivare il rigetto della richiesta di riunione con altro giudizio (quel giudizio si era estinto per definizione agevolata prevista dal decreto).

Massime di principio

  • Per l'applicazione dell'aliquota IVA agevolata o ordinaria occorre qualificare l'intervento edilizio come 'nuova costruzione' o 'ristrutturazione' in base alle caratteristiche materiali dell'opera (mutamento di destinazione d'uso, variazione di sagoma, impiego di nuovi materiali, consistenza delle strutture preesistenti).
  • Gli interventi che comportano demolizione e ricostruzione con variazione della sagoma/volume o trasformazione sostanziale sono tendenzialmente qualificati come nuova costruzione e possono beneficiare dell'aliquota prevista per le nuove edificazioni se ricorrono i presupposti normativi.
  • La qualificazione come ristrutturazione richiede che permangano elementi strutturali essenziali del preesistente (murature perimetrali, strutture orizzontali, copertura) non ridotti a ruderi; la fedele ricostruzione in conformità di sagoma, volume e superficie e in tempi ragionevoli può portare a qualificazione come ristrutturazione solo se effettivamente rispettati tali requisiti.
  • L'onere della prova grava sulla parte che assume fatti decisivi (es. la contribuente che chiede l'agevolazione deve documentare la natura dell'intervento), e il giudice valuta il materiale probatorio prodotto, potendo ritenere insufficienti le contestazioni dell'Amministrazione se le prove della contribuente sono credibili.
  • In pratica, per ridurre il rischio di contestazioni fiscali, è opportuno conservare e produrre documentazione tecnica dettagliata (progetti, concessioni, schede di computo, fotografie prima/dopo, certificazioni di conformità e di variante) che dimostri la natura dell'intervento e le modifiche di sagoma/destinazione d'uso.

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