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Sentenza

Sentenza n. 1225/2026 - Roma, Sezione 1T

per l'annullamento del provvedimento emesso dal Questore di Roma in data 20.12.2023, notificato il 23.12.2023, con il quale gli si vietava per anni uno di accedere all’area urbana dell’infrastruttura aeroportuale e di trasporto pubblico e delle relative pertinenze dello scalo aereo di Fiumicino, avvisandolo, peraltro, che l’inosservanza del divieto sarebbe stata sanzionata, ai sensi dell’art. 2 l. 48/2017, con l’arresto da sei mesi ad un anno

Giustizia amministrativa202400848

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. I terSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: divieto questorile di accesso per un anno all’area urbana dell’infrastruttura aeroportuale e di trasporto pubblico e alle relative pertinenze dello scalo di Fiumicino, con avviso delle conseguenze penali in caso di violazione

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (amministrazioni resistenti)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente aveva impugnato il provvedimento del Questore di Roma del 20 dicembre 2023, notificato il 23 dicembre 2023, deducendone l’illegittimità e chiedendone l’annullamento. Il testo della sentenza non riporta il contenuto specifico dei motivi di ricorso. Prima della decisione, con memoria depositata il 19 gennaio 2026, il difensore del ricorrente ha dichiarato la sopravvenuta carenza di interesse alla decisione.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse, ai sensi dell’art. 35, comma 1, lettera c), c.p.a. Il giudice ha ritenuto vincolante la dichiarazione del ricorrente, in applicazione del principio dispositivo: fino al momento in cui la causa è trattenuta in decisione, la parte dispone dell’azione e può dichiarare di non avere più interesse alla definizione del giudizio. Il giudice non può procedere d’ufficio né sostituirsi alla parte nella valutazione dell’interesse ad agire, non trattandosi di una giurisdizione oggettiva finalizzata all’accertamento dell’illegittimità dell’atto in assenza di uno specifico interesse di parte. Le spese di lite sono state compensate in ragione della peculiarità della vicenda.

Norme richiamate

  • art. 35, comma 1, lettera c), c.p.a.

    sopravvenuto difetto di interesse alla decisione

    La sopravvenuta carenza di interesse alla decisione comporta la dichiarazione di improcedibilità del ricorso.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato quale base per l’oscuramento delle generalità e dei dati identificativi del ricorrente.

  • art. 10 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamato, unitamente alla normativa nazionale in materia di protezione dei dati personali, a fondamento dell’oscuramento dei dati identificativi.

Massime di principio

  • Nel processo amministrativo, la dichiarazione della parte di non avere più interesse alla decisione, resa prima che la causa sia trattenuta in decisione, impone al giudice di dichiarare l’improcedibilità del ricorso per sopravvenuto difetto di interesse.
  • Il giudice amministrativo non può procedere d’ufficio alla verifica dell’illegittimità dell’atto impugnato quando sia venuto meno l’interesse concreto e attuale del ricorrente, poiché il processo amministrativo non è una giurisdizione oggettiva.
  • Il giudice non può sostituirsi al ricorrente nella valutazione della permanenza dell’interesse ad agire, essendo tale valutazione nella disponibilità della parte secondo il principio dispositivo.

Come è indicizzato

MaterieMisure prefettizie di sicurezzaEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiAntimafia, sicurezza e ordine pubblicoProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

Testo integrale

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