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Ordinanza

Ordinanza n. 215/2026 - Torino, Sezione 2

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, dell'ordinanza di demolizione con rimessione in pristino dello stato dei luoghi -OMISSIS-, emessa dal Dirigente del Servizio Urbanistica ed Edilizia del Comune di Orbassano, notificata a mani della destinataria in data -OMISSIS-

Giustizia amministrativa202600732

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Piemonte - Torino, Sez. IIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: ordinanza di demolizione con rimessione in pristino dello stato dei luoghi relativa a opere edilizie

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (proprietaria)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha impugnato l'ordinanza comunale di demolizione e rimessione in pristino, chiedendone la sospensione cautelare. Le censure riguardano la qualificazione degli abusi contestati come plurime e sovrapposte ipotesi di edilizia libera ai sensi dell'art. 6 del d.P.R. n. 380/2001. Il TAR ha ritenuto che l'incidenza complessiva delle opere e delle loro singole componenti richieda un più approfondito esame nella sede di merito, ravvisando tuttavia una plausibilità almeno parziale dell'apparato censorio. È stato inoltre dedotto il periculum in mora, con riferimento al rischio che l'esecuzione dell'ordinanza comporti la rimozione di elementi stabili dei manufatti, tra cui la struttura portante in metallo e la pavimentazione in muratura.

La decisione

Il TAR ha accolto l'istanza cautelare e ha sospeso l'efficacia dell'ordinanza di demolizione. Quanto al fumus boni iuris, ha rilevato la plausibilità almeno parziale delle censure sulla qualificazione delle opere come interventi di edilizia libera, rinviando alla fase di merito l'approfondimento dell'impatto delle opere nel loro complesso e nelle singole componenti. Quanto al periculum in mora, ha considerato il pregiudizio derivante dalla rimozione di elementi stabili dei manufatti, quali la struttura portante metallica e la pavimentazione in muratura. Ha fissato l'udienza pubblica per la trattazione di merito al 24 marzo 2027 e ha compensato le spese della fase cautelare per la particolarità e novità della fattispecie.

Norme richiamate

  • art. 6 d.P.R. 380/2001

    La plausibilità della qualificazione delle opere contestate come interventi rientranti, anche cumulativamente, nell'edilizia libera ha sostenuto il fumus boni iuris cautelare, senza definire in via definitiva la legittimità degli interventi.

  • art. 55 c.p.a.

    È richiamato quale base normativa della domanda e della decisione cautelare.

Massime di principio

  • In sede cautelare, la plausibilità almeno parziale delle censure sulla qualificazione edilizia delle opere può integrare il fumus boni iuris quando la valutazione complessiva dell'impatto degli interventi richieda un approfondimento riservato al merito.
  • Il periculum in mora può ritenersi sussistente quando l'esecuzione di un'ordinanza di demolizione comporti la rimozione di elementi stabili dei manufatti, quali strutture portanti e pavimentazioni, rendendo attuale e significativo il pregiudizio nelle more del giudizio.
  • La sospensione cautelare dell'ordinanza di demolizione è giustificata dal bilanciamento tra la plausibilità delle censure e il rischio di un pregiudizio materiale derivante dall'esecuzione dell'ordine prima dell'approfondimento nel merito.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniTutela cautelare
RamiEdiliziaProcesso amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizione
IstitutiTutela cautelareDiscrezionalità amministrativa e tecnica

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