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Cassazione Civile, Ordinanza n. 02323/2023 del 25/01/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (proprietario)

La controversia

La lite nasce dalla domanda di accertamento dell'acquisto per usucapione di una servite0 prediale di passaggio, sia pedonale sia carrabile, su un'area scoperta tra fabbricati siti in Cogoleto. La ricorrente sosteneva che, in ragione della destinazione dell'area a parcheggio e di alcuni elementi materiali dello stato dei luoghi (cancello sulla via Aurelia, rampa di accesso, percorso in ghiaia, uso dell'area), fosse configurabile un assoggettamento stabile del fondo dei resistenti al passaggio verso le proprie unite0 immobiliari. La corte d'appello aveva respinto la domanda ritenendo insussistenti segni visibili di opere permanenti obiettivamente destinate all'esercizio della servite0. Con il ricorso per cassazione la parte soccombente ha dedotto: 1) omessa pronuncia e nullite0 della sentenza per difforme esposizione delle conclusioni e mancato esame delle domande sul passaggio pedonale, carrabile e sulla nullite0/inefficacia di pattuizioni del 12/11/1971; 2) motivazione apparente o insufficiente, per non aver spiegato le ragioni del rigetto e per non aver indicato le fonti del convincimento; 3) violazione dell'art. 1061 c.c., sostenendo che l'apparenza della servite0 poteva desumersi da una valutazione unitaria di segni fisici e anche immateriali; 4) violazione degli artt. 115, 116 e 244 c.p.c., per mancata considerazione del materiale probatorio e delle prove orali richieste.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto infondata l'eccezione di inammissibilite0 del ricorso sollevata dai resistenti, ma ha poi respinto tutti i motivi: il primo perche9 la sentenza d'appello aveva comunque esaminato la domanda, sicche9 l'eventuale imprecisione nella trascrizione delle conclusioni era solo un vizio formale; il secondo perche9 la motivazione, pur sintetica, consentiva di comprendere l'iter logico-giuridico seguito; il terzo perche9, in tema di servite0 apparente, non basta la mera esistenza di una strada, di un percorso o di opere idonee allo scopo, occorrendo un quid pluris che riveli la specifica destinazione delle opere all'esercizio della servite0; il quarto perche9 la doglianza mirava in realte0 a una rivalutazione del merito e delle prove, non consentita in cassazione se non nei ristretti limiti dell'omesso esame di un fatto decisivo. La ricorrente e8 stata condannata alle spese e al pagamento dell'ulteriore contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 132, comma 2, n. 3, c.p.c.

    La mancata o inesatta trascrizione delle conclusioni in sentenza rileva come nullite0 solo se comporta omissione di pronuncia; se la decisione sul punto emerge dalla motivazione, il vizio e8 solo formale.

  • art. 112 c.p.c.

    Il giudice deve pronunciarsi su tutte le domande ed eccezioni ritualmente proposte; nel caso concreto la pronuncia di merito e8 stata ritenuta sufficiente a coprire le richieste effettivamente formulate.

  • art. 156, comma 2, c.p.c.

    La nullite0 dell'atto o della sentenza richiede un concreto pregiudizio al diritto di difesa o un effettivo mancato esame della domanda.

  • art. 24 Cost.

    Richiamato in relazione alla doglianza di omessa pronuncia e lesione del diritto di difesa.

  • art. 111 Cost.

    Richiamato in relazione all'obbligo di motivazione e al giusto processo.

  • art. 118 disp. att. c.p.c.

    La motivazione deve rendere comprensibile il percorso logico-giuridico seguito dal giudice; nel caso concreto tale requisito e8 stato ritenuto soddisfatto.

  • art. 1061 c.c.

    Per l'acquisto per usucapione di una servite0 non apparente occorrono segni visibili di opere permanenti obiettivamente destinate al suo esercizio; non basta un percorso o una strada genericamente idonei.

  • art. 360 n. 3 c.p.c.

    Non puf2 essere usato per rimettere in discussione l'accertamento di fatto compiuto dal giudice di merito.

  • art. 115 c.p.c.

    La violazione si configura solo se il giudice fonda la decisione su prove non dedotte o al di fuori dei limiti legali, non quando valorizza diversamente le prove raccolte.

  • art. 116 c.p.c.

    Il giudice valuta le prove secondo prudente apprezzamento salvo legge contraria; la doglianza in cassazione non puf2 risolversi nella mera contestazione del peso attribuito alle prove.

  • art. 244 c.p.c.

    Richiamato per lamentare il mancato esame delle prove orali richieste.

  • art. 360 n. 4 c.p.c.

    Utilizzato per denunciare nullite0 della sentenza e violazioni processuali.

  • art. 360 n. 5 c.p.c.

    Il sindacato di legittimite0 e8 limitato all'omesso esame di un fatto storico decisivo, non all'omessa considerazione di singoli elementi istruttori.

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115 del 2002

    In caso di rigetto del ricorso sussistono i presupposti per il versamento dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato.

  • art. 13, comma 1-bis, d.P.R. n. 115 del 2002

    Richiamato quale parametro per l'ulteriore contributo unificato dovuto in caso di soccombenza.

  • art. 18 della l. 765/1967

    Il vincolo pubblicistico delle aree destinate a parcheggio non incide sul potere negoziale delle parti di disporne separatamente, purche9 sia rispettata la destinazione a parcheggio.

Massime di principio

  • L'omessa o inesatta trascrizione delle conclusioni delle parti in sentenza non determina nullite0 se dalla motivazione risulta che il giudice ha comunque esaminato e deciso le domande e le eccezioni ritualmente proposte.
  • In cassazione la censura per difetto di motivazione o per violazione degli artt. 115 e 116 c.p.c. non puf2 essere utilizzata per ottenere una rivalutazione del materiale probatorio; e8 necessario dedurre un omesso esame di un fatto storico decisivo o l'utilizzo di prove fuori dai limiti legali.
  • Ai fini dell'acquisto per usucapione di una servite0 apparente, l'apparenza richiede segni visibili di opere permanenti che rivelino in modo non equivoco la specifica destinazione del fondo all'esercizio della servite0; non e8 sufficiente la mera esistenza di una strada, di un accesso o di un percorso idonei allo scopo.
  • Il giudice di merito puf2 trarre il proprio convincimento dalle prove ritenute pif9 attendibili senza dover confutare puntualmente tutti gli altri elementi istruttori, purche9 la motivazione consenta di comprendere le ragioni della decisione e non sia apparente, perplessa o contraddittoria.

Come è indicizzato

MaterieServitf9ProveImpugnazioni
RamiDiritti realiProcesso civile
IstitutiOnere della provaGiudicato

Testo integrale

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