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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 21729/2024 del 01/08/2024

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione degli avvisi di accertamento per imposte dirette e IVA relativi al 2010: l'Agenzia aveva disconosciuto costi fatturati dalla consociata slovacca VHE International Transport srl per sovraffatturazione e violazioni di transfer pricing, e aveva contestato ricavi non contabilizzati per prestazioni rese da un autista dipendente di VHE; la contribuente impugnava le decisioni dei giudici di merito sollevando, fra l'altro, questioni relative alla presunta esterovestizione di VHE, alla nullità dell'atto per dichiarazioni false dei verificatori, al mancato esame di elementi istruttori e all'errata ripartizione dell'onere della prova

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto i motivi in gran parte inammissibili perché non affrontavano il vero ratio decidendi della CTR (che ha respinto i costi per sovraffatturazione e per trasfer pricing sulla base di valutazioni probatorie), o perché preclusi per la doppia conforme. Ha inoltre confermato che l'archiviazione penale non produce giudicato nel processo tributario. Il rigetto è stato motivato con il principio per cui la Corte di legittimità non può riesaminare valutazioni di merito sui fatti e sulle prove; le spese di giudizio di legittimità sono a carico della società ricorrente

Norme richiamate

  • art. 360, primo comma, n. 3, cod. proc. civ.

    art. 360, primo comma, n. 3 c.p.c.

    Invocato dalla ricorrente come parametro di legittimità per vizio di diritto; la Corte richiama che molte doglianze attengono alla valutazione di merito e quindi sono inammissibili ai sensi di questo motivo

  • art. 100, cod. proc. civ.

    Richiamato quale presidio sul contenuto delle decisioni; la ricusazione di interesse processuale relativa all'esterovestizione è stata ritenuta inammissibile per difetto di specificità rispetto al decisum

  • art. 132, secondo comma, n. 4, cod. proc. civ.

    art. 132, comma 2, n. 4 c.p.c.

    Richiamato in relazione all'obbligo di pronunciare sui fatti controversi e decisivi; la Corte ha ritenuto che i motivi non contestavano il decisum sul punto fondamentale (sovraffatturazione) e pertanto l'eccezione non è efficace

  • art. 36, d.lgs. 546/1992

    Norma processuale tributaria richiamata in relazione agli obblighi istruttori del giudice; la Corte ha comunque ritenuto che la CTR aveva esaminato le questioni rilevanti rispetto al decisum

  • art. 112, cod. proc. civ.

    Richiamato come principio del contraddittorio e dell'indicazione delle ragioni della decisione; la Corte ha ritenuto soddisfatti i requisiti perché il giudice di merito ha esplicitato le ragioni della valutazione probatoria

  • art. 348 ter, cod. proc. civ.

    Invocato per la preclusione derivante dalla 'doppia conforme' delle decisioni di merito; la Corte ha ritenuto preclusi taluni motivi per la doppia conforme

  • art. 2697 cod. civ.

    Norma sull'onere della prova; la Corte ha confermato che la CTR ha correttamente attribuito l'onere alla parte erariale e ritenuto assolto, per cui la doglianza sulla presunta violazione dell'articolo attiene a valutazione di merito

  • art. 2729 cod. civ.

    Richiamato insieme all'art. 2697 nel contesto delle contestazioni probatorie; la Corte ha escluso un vizio di legge e ricondotto la controversia alla valutazione in fatto

  • art. 110, comma 7, d.P.R. 917/1986

    art. 110, comma 7, d.P.R. 917/1986

    Norma fiscale richiamata dalla ricorrente in tema di transfer pricing; la Corte ha rilevato che la CTR ha valutato la conformità delle fatture e l'adeguatezza del transfer pricing sul piano fattuale, questione non sindacabile in cassazione

  • art. 6, decreto-legge 119/2018

    Norma sulla definizione agevolata invocata in via incidentale per persone fisiche (Vittorio e William Vallicelli); la Corte ha dichiarato la questione irrilevante perché tali soggetti non erano parti nel giudizio

  • Direttive europee nn. 1798/2003 e 904/2010

    Direttive 1798/2003 e 904/2010

    Richiamate dalla ricorrente per questioni di diritto comunitario relative all'IVA; la Corte ha ritenuto irrilevante la prospettazione perché il decisum non si fondava sull'esterovestizione di VHE

  • art. 13, comma 1 quater, d.P.R. 115/2002

    art. 13 comma 1 quater d.P.R. 115/2002

    Richiamato nella parte finale della sentenza per formalità di registrazione; citato come adempimento procedurale

Massime di principio

  • In cassazione non è possibile rimettere in discussione la valutazione di fatto e delle prove compiuta dai giudici di merito: i motivi devono colpire il decisum e non limitarsi a chiedere una rivalutazione dei fatti.
  • I ricorsi che non individuano con precisione il punto del decisum cui si afferma la violazione di legge sono inammissibili per difetto di autosufficienza; occorre trascrivere e contestare espressamente gli atti e i passi decisivi impugnati.
  • La 'doppia conforme' (art. 348 ter c.p.c.) può precludere talune doglianze in cassazione quando la questione è stata già deciso in senso conforme dai giudici di merito.
  • L'onere della prova secondo l'art. 2697 c.c. spetta alla parte che afferma un fatto costitutivo o estintivo; la valutazione se l'onere è stato soddisfatto rientra nella discrezionalità del giudice di merito e non è sindacabile in cassazione salvo profili di diritto.
  • Le contestazioni basate su profili penali (es. archiviazione) non determinano automaticamente l'esito nel processo tributario: l'archiviazione penale non equivale a giudicato civile o tributario e non vincola automaticamente il giudice tributario.
  • Le questioni relative alla residenza o all'esterovestizione di una società comunitaria sono rilevanti solo se effettivamente utilizzate come fondamento dell'atto impositivo; se il giudice di merito decide su altre basi fattuali, la relatività di tali questioni può renderle irrilevanti ai fini del gravame.
  • In materia di transfer pricing e sovraffatturazione la documentazione e la congruità dell'operazione sono valutate in concreto dal giudice di merito: per contrastare la determinazione è necessario produrre elementi specifici e comparativi che mettano in crisi la valutazione probatoria

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