Cassazione Penale, Sentenza n. 5019/2023 del 06/02/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte ha risolto il conflitto negativo affermando la competenza del Tribunale di Agrigento quale giudice dell'esecuzione ai sensi dell'art. 665, comma 4, c.p.p., rilevando che al momento della formulazione della richiesta l'ultimo provvedimento divenuto irrevocabile era la sentenza del Tribunale di Agrigento del 20/05/2019 (irrevocabile il 12/10/2021). Gli atti sono stati disposti in trasmissione al Tribunale di Agrigento.
Esito
Favorevole al resistente
La controversia
Luigi Intrepido ha proposto un incidente di esecuzione per ottenere la declaratoria della continuazione tra reati giudicati con più sentenze di condanna. Il Tribunale di Agrigento, con provvedimento dell'11/01/2022, aveva dichiarato la propria incompetenza; il Tribunale di Macerata ha resistito alla declinatoria sostenendo che la competenza si era radicata presso di esso in ragione dell'ultima sentenza divenuta irrevocabile al momento della proposizione della domanda.
Norme richiamate
art. 32 cod. proc. pen.
Consente alla Corte di risolvere il conflitto di competenza tra giudici; applicato per superare la stasi determinata dalla recusazione di entrambi i giudici.
art. 671 cod. proc. pen.
Norma richiamata come base procedurale per l'istanza di incidenti di esecuzione volta al riconoscimento della continuazione; la data di deposito/formulazione della richiesta è rilevante per determinare la competenza.
art. 665, comma 4, cod. proc. pen.
Individua il giudice dell'esecuzione competente; la Corte ha disposto la competenza in favore del giudice che aveva emesso l'ultimo provvedimento divenuto irrevocabile al momento della domanda.
principio della perpetuatio iurisdictionis
Interpretato nel senso che la competenza si radica nel giudice che, al momento della presentazione della domanda, ha emesso l'ultima sentenza divenuta irrevocabile e non muta per il successivo passaggio in giudicato di altra sentenza.
Massime di principio
- La competenza del giudice dell'esecuzione per istanze di riconoscimento della continuazione si determina in base a quale giudice abbia emesso l'ultimo provvedimento divenuto irrevocabile al momento della presentazione della domanda.
- Eventuali sentenze che divengono irrevocabili dopo la presentazione della domanda non trasferiscono la competenza: vige il principio della perpetuatio iurisdictionis.
- Se entrambi i giudici si rifiutano di prendere cognizione (conflitto negativo), la Corte è chiamata a decidere e, se del caso, afferma la competenza del giudice che per primo ha negato la cognizione.
- Per evitare contestazioni di competenza, è fondamentale verificare e documentare la data precisa di irrevocabilità delle sentenze (certificato penale) al momento del deposito/formulazione dell'istanza.
- In presenza di dubbi sulla competenza, la trasmissione degli atti al giudice individuato come competente dalla Corte è la misura ordinaria per consentire la prosecuzione del procedimento esecutivo.
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