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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 14817/2023 del 26/05/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Controversia relativa a interessi passivi maturati nel 2006 su un finanziamento concesso dalla controllante inglese alla controllata italiana. L'Agenzia accertò l'omesso adempimento della ritenuta del 12,5% sugli interessi (art. 26 DPR 600) e notificò avviso di accertamento alla Ineos Sales Italia, che successivamente versò le somme richieste. La controllante inglese chiese il rimborso delle somme pagate dalla controllata; l'Agenzia negò il rimborso. Le società impugnarono il diniego: la CTP respinse il ricorso, la CTR lo accolse riconoscendo il diritto al rimborso. L'Agenzia ricorse in Cassazione sostenendo, tra l'altro, carenza motivazionale della CTR, che la società italiana aveva prestato acquiescenza all'accertamento pagando (quindi non poteva chiedere rimborso) e che la controllante estera non aveva provato di essere beneficiario effettivo o di aver subito l'imposizione o di aver rimborsato la controllata.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, ha cassato la decisione della CTR e ha deciso nel merito che il diritto al rimborso non sussiste. Ha ritenuto che la CTR avesse motivato in modo apodittico sulla prova dei requisiti di legge richiesti per il rimborso (accoglimento parziale per vizio di motivazione), ma ha comunque stabilito che: a) la Ineos Sales Italia Srl, avendo ricevuto l'avviso e avendo poi pagato, ha prestato acquiescenza rendendo definitivo l'accertamento e non ha titolo a chiedere rimborso; b) la Ineos European Holdings Limited non ha provato di aver effettivamente subito l'imposizione né di aver rimborsato la controllata, per cui non può ottenere la restituzione. Non essendo necessari ulteriori accertamenti di fatto la Corte ha deciso il merito e respinto la domanda di rimborso; le spese seguono la soccombenza.

Norme richiamate

  • DPR n. 600/1973, art. 26, comma 5

    Prevede la ritenuta su interessi pagati a soggetti esteri residenti in Paesi white list; nel caso specifico la misura del 12,5% è la base dell'accertamento dell'Agenzia per gli interessi del 2006.

  • DPR n. 600/1973, art. 26‑quater, commi 4 e 5

    art. 26‑quater, co. 4 e 5

    Disciplina i requisiti per l'esenzione o il trattamento agevolato connesso alla titolarità effettiva e alla partecipazione qualificata; la Corte ha ritenuto che il giudice d'appello non abbia adeguatamente accertato in concreto il requisito del beneficiario effettivo e il possesso dei requisiti temporali.

  • Codice civile, art. 2697

    Stabilisce l'onere della prova: chi agisce per ottenere un rimborso deve provare i fatti che fondano la sua pretesa, ad esempio di aver subito l'imposta o di aver rimborsato la controllata.

  • D.Lgs. n. 218, art. 15

    art. 15 D.Lgs. n. 218/1997

    Riferimento utilizzato per sostenere che il versamento dell'importo richiesto dall'avviso di accertamento equivale ad acquiescenza rendendo l'accertamento definitivo e impedendo la domanda di rimborso da parte del soggetto che ha pagato.

  • Codice di procedura civile, art. 132

    Norme sulla motivazione delle sentenze; la Corte ha rilevato che la motivazione della CTR era in parte meramente apparente e non adeguatamente esplicativa circa la valutazione probatoria.

  • D.Lgs. n. 546/1992, art. 36

    art. 36 D.Lgs. n. 546/1992

    Richiama gli obblighi di motivazione nei giudizi tributari; invocata dalla ricorrente per censurare la motivazione apodittica della CTR.

  • Codice di procedura civile, art. 360

    Norme sui motivi di ricorso per cassazione; la Corte ha esaminato i vari motivi di legittimità proposti dall'Agenzia ai sensi di tale articolo.

  • Codice di procedura civile, art. 384, comma 2

    Consente alla Corte di cassazione, quando non sono necessari ulteriori accertamenti di fatto, di decidere nel merito; la Corte ha pronunciato la decisione di merito ai sensi di questa norma.

Massime di principio

  • Chi richiede un rimborso tributario deve provare di aver effettivamente subito l'imposizione o di averne sopportato l'onere economico; l'onere della prova grava sul richiedente.
  • Se il sostituto d'imposta (la società italiana) riceve un avviso di accertamento, non lo impugna e procede al pagamento, tale pagamento equivale in genere ad acquiescenza rendendo definitivo l'accertamento e precludendo al medesimo soggetto una domanda di rimborso per le somme così versate.
  • La società estera che reclama il rimborso per ritenute operate dal sostituto nazionale deve provare o che la ritenuta è stata effettivamente operata e versata direttamente su suo conto, oppure che ha rimborsato il sostituto fino all'ammontare delle ritenute; senza tale prova non ha titolo al rimborso.
  • La qualita di beneficiario effettivo (beneficial owner) e il possesso dei requisiti soggettivi e temporali previsti dalla normativa (es. durata minima della partecipazione) devono essere accertati in concreto e non limitati a conclusioni generiche; il giudice deve motivare adeguatamente la valutazione probatoria.
  • Le eccezioni sulla legittimazione o sulla titolarità possono essere sollevate in qualsiasi fase del processo, trattandosi di difese sostanziali; pertanto la valutazione della legittimazione non è esclusa per ragioni formali tardive.
  • La Corte di cassazione può cassare una decisione per motivazione apparente ma, se non sono necessari ulteriori accertamenti di fatto, può decidere direttamente nel merito ai sensi dell'art. 384 c.p.c.

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