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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 29371/2023 del 06/07/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso avverso la sentenza della Corte di appello di Bari che aveva negato la consegna di Arsene Ionel all'autorità giudiziaria romena, richiesta con mandato di arresto europeo del 10 marzo 2023 per eseguire una condanna definitiva a sei anni e otto mesi per reati di corruzione. La Corte territoriale aveva rifiutato la consegna ritenendo sussistente un concreto rischio di trattamenti inumani e degradanti per le condizioni carcerarie in Romania (in particolare per la presunta insufficienza dello spazio vitale per detenuto, inferiore al parametro minimo di 3 metri quadrati calpestabili). Il Procuratore Generale ha impugnato sostenendo che la Corte di appello ha erroneamente applicato i criteri di calcolo dello spazio vitale non rispettando l'interpretazione della Corte EDU (distinguendo arredi amovibili e fissi), e ha chiesto l'annullamento della decisione.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il ricorso, ritenendo che la Corte di appello avesse applicato in modo errato gli artt. 3 CEDU e 4 Carta dei diritti fondamentali (come interpretati dalla giurisprudenza della Corte EDU). La Cassazione ha osservato che la motivazione della Corte territoriale, indicando 4 metri quadrati "al netto degli arredi" senza precisare la distinzione tra arredi amovibili e fissi, era viziata. Richiamando la giurisprudenza della Corte EDU e la pronuncia delle Sezioni Unite n. 6551/20, la Corte di cassazione ha affermato che nel calcolo dello spazio vitale vanno esclusi i sanitari e gli arredi fissi (es. armadi ancorati, letti a castello pesanti) ma vanno compresi gli arredi amovibili (tavoli, sedie, sgabelli). Per tali ragioni la sentenza impugnata è stata annullata e gli atti rinviati ad altra sezione della Corte di appello di Bari per nuovo giudizio applicando correttamente tali principi.

Norme richiamate

  • Art. 3 Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo

    Tutela contro trattamenti inumani e degradanti; criterio chiave per valutare se le condizioni detentive nello Stato richiedente giustifichino il diniego di consegna. Rilevante il parametro dello spazio vitale minimo per detenuto (giurisprudenzialmente circa 3 metri quadrati calpestabili).

  • Art. 4 Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea

    Coordinato con l'art. 3 CEDU ai fini della tutela contro trattamenti inumani o degradanti; applicabile nella valutazione delle condizioni detentive e nella decisione di accogliere o rigettare una richiesta di consegna.

  • Corte EDU, Grande Camera, Muri c. Croazia (20/10/2016)

    "la Corte reputa importante spiegare più precisamente il metodo che applica ai fini dell'esame nella prospettiva dell'articolo 3 per calcolare la superficie minima..."; "la superficie totale della cella non debba comprendere quella dei sanitari"; "il calcolo della superficie disponibile nella cella deve includere lo spazio occupato dai mobili"

    Fornisce il metodo per il calcolo dello spazio vitale: esclude la superficie dei sanitari, include lo spazio occupato dai "mobili" intesi, ratione linguae e funzione, come arredi spostabili; l'elemento centrale è verificare se i detenuti possono muoversi normalmente nella cella.

  • Sezioni Unite, n. 6551/20 (24/09/2020, dep. 2021)

    Sistematizza la giurisprudenza convenzionale richiamando Muri e stabilisce l'interpretazione che "mobili" deve essere inteso come arredi facilmente spostabili; esclude dal calcolo gli arredi fissi (es. armadi ancorati, letti a castello pesanti) che limitano lo spazio calpestabile come se fossero pareti.

  • Corte di Giustizia dell'Unione Europea, Grande Sezione, Dumitru-Tudor Dorobantu (15/10/2019)

    Richiama e si conforma ai principi della Corte EDU in materia di valutazione delle condizioni detentive e del calcolo dello spazio vitale, integrando il quadro di riferimento europeo applicabile.

Massime di principio

  • In materia di consegna (mandato di arresto europeo), il giudice nazionale deve verificare se le condizioni carcerarie nello Stato richiedente determinano un rischio concreto di trattamenti inumani o degradanti; in presenza di tale rischio la consegna può essere negata.
  • Per valutare il rischio ex art. 3 CEDU/art. 4 Carta si utilizza il criterio dello spazio vitale: la giurisprudenza consolidata considera rilevante uno spazio minimo calpestabile di circa 3 metri quadrati per detenuto.
  • Nel calcolo dello spazio vitale vanno escluse la superficie dei sanitari e gli arredi fissi o ancorati (es. armadi pesanti, letti a castello difficilmente rimovibili), mentre vanno inclusi gli arredi amovibili/spostabili (tavoli, sedie, sgabelli).
  • La valutazione deve essere documentale e puntuale: occorre verificare misure reali delle celle, numero effettivo dei detenuti rispetto alla capacità, e la concreta possibilità di movimento all'interno della cella.
  • Se la decisione di diniego della consegna si fonda su un errato calcolo dello spazio vitale (per esempio non distinguendo tra arredi amovibili e fissi), la decisione può essere annullata e il giudice di merito chiamato a rivedere la valutazione applicando correttamente i criteri europei.
  • La motivazione deve specificare quali arredi sono stati considerati amovibili o fissi e come è stato effettuato il computo dello spazio, per consentire il controllo di legittimità e la coerenza con la giurisprudenza europea.

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