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Sentenza

Sentenza del 26/06/2015 n. 13255 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

A seguito di una verifica fiscale della Guardia di Finanza relativa agli anni 1997-2000, erano stati emessi avvisi di accertamento nei confronti della società e dei soci, con recupero a tassazione di IRAP, IVA e redditi di partecipazione, oltre a cartelle di pagamento provvisorie. Dopo il rigetto dei ricorsi da parte della CTP e della CTR, il giudizio era stato dichiarato estinto per intervenuto condono. L'Agenzia delle Entrate ha successivamente chiesto la revoca del decreto di estinzione, sostenendo che, per alcune partite relative all'anno 1998, il condono non era stato effettuato e che il decreto aveva erroneamente estinto l'intero giudizio. La Corte ha dovuto stabilire se tale istanza fosse ammissibile, considerato il termine previsto dall'art. 391 c.p.c. per contestare il decreto presidenziale di estinzione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile l'istanza dell'Agenzia delle Entrate perché presentata il 12 febbraio 2013, oltre il termine perentorio di dieci giorni dalla comunicazione del decreto presidenziale di estinzione, avvenuta il 21 dicembre 2012. La Corte ha inoltre rilevato che il decreto non limitava l'estinzione alle sole partite interessate dal condono, ma si riferiva all'intero giudizio e a tutti i contribuenti. Secondo la Corte, il decreto presidenziale può essere utilizzato quando la causa estintiva definisce integralmente il processo; l'eventuale estinzione solo parziale deve essere dichiarata dal collegio nelle forme ordinarie. Le spese di lite sono state integralmente compensate.

Norme richiamate

  • Art. 391 c.p.c.

    Il decreto presidenziale di estinzione può essere sottoposto a trattazione collegiale mediante istanza depositata entro dieci giorni dalla comunicazione.

    Il termine di dieci giorni per depositare l'istanza contro il decreto presidenziale di estinzione è perentorio. L'istanza costituisce l'unico rimedio contro tale decreto e, se tardiva, è inammissibile.

  • Art. 391-bis c.p.c.

    Nei confronti delle sentenze e delle ordinanze che dichiarano l'estinzione è ammessa la revocazione; per il decreto presidenziale di estinzione, invece, opera lo specifico rimedio previsto dall'art. 391, comma 3, c.p.c.

  • Art. 153, comma 2, c.p.c.

    La rimessione in termini può essere riconosciuta in presenza dei presupposti previsti dalla legge, ma non è stata ritenuta applicabile nel caso concreto.

  • D.L. n. 98 del 2011, art. 39, comma 12, convertito dalla L. n. 111 del 2011

    La disposizione ha consentito la definizione agevolata della controversia fiscale mediante condono. Nel caso concreto, il condono aveva determinato l'estinzione, ma il decreto presidenziale è stato interpretato come riferito all'intero giudizio.

  • L. n. 289 del 2002, art. 16, comma 8

    La norma disciplina l'estinzione dei giudizi tributari interessati dalla definizione agevolata. Il riferimento generale a tale disposizione nel decreto ha contribuito a escludere una limitazione dell'estinzione alle sole partite effettivamente condonate.

Massime di principio

  • Il decreto presidenziale che dichiara l'estinzione del giudizio deve essere contestato mediante l'istanza prevista dall'art. 391, comma 3, c.p.c., entro dieci giorni dalla comunicazione; il termine è perentorio.
  • Un'istanza tardiva non può essere utilizzata per correggere un errore materiale o ottenere la prosecuzione del giudizio limitatamente ad alcune partite non definite.
  • Se il decreto di estinzione si riferisce senza eccezioni all'intero giudizio, ai contribuenti e al numero di ruolo, l'estinzione tende a essere interpretata come integrale, salvo che dal suo contenuto emerga chiaramente una limitazione.
  • L'estinzione parziale del processo non dovrebbe essere dichiarata con decreto presidenziale quando restano questioni da decidere: in tal caso deve provvedere il collegio con sentenza o ordinanza.
  • Nelle controversie fiscali definite tramite condono è essenziale verificare puntualmente quali annualità, cartelle o partite siano comprese nella definizione e contestare tempestivamente eventuali errori del provvedimento di estinzione.

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