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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 28720/2024 del 17/07/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La ricorrente impugnava l'ordinanza che aveva confermato la custodia cautelare in carcere disposta dal G.i.p. per plurimi reati di cui all'art. 8 del d.lgs. 10 marzo 2000, n. 74. I motivi dedotti in cassazione riguardavano: (i) presunta inosservanza delle norme sulla motivazione e vizio motivazionale per presunto mero rinvio per relationem all'ordinanza del G.i.p. di Monza e assenza di valutazione autonoma degli elementi; (ii) errata determinazione della competenza territoriale (contestando la conferma della competenza di Ancona nonostante il ritrovamento di un router a Sesto San Giovanni e la possibilità di competenze alternative di Verona o Vicenza); (iii) insufficiente prova dei gravi indizi in ordine al ruolo di "amministratrice di fatto" di società cartiere, fondata soltanto sul possesso di documentazione; (iv) mancanza di motivazione sulle esigenze cautelari e sulla specificazione del pericolo di reiterazione; (v) violazione delle garanzie difensive per uso, a sfavore della Hu, delle sue dichiarazioni ai fini dell'inquinamento probatorio; (vi) insufficiente prova del pericolo di fuga; (vii) mancata valutazione della possibilità di misure meno afflittive (es. arresti domiciliari con braccialetto elettronico).

La decisione

Il ricorso è stato rigettato. La Corte di legittimità ha ritenuto infondati tutti i motivi: ha confermato che il giudice competente può motivare per relationem purché il rinvio sia consapevole e consenta il controllo dell'iter logico-giuridico; ha ritenuto corretta la determinazione della competenza territoriale in favore di Ancona (art. 18 d.lgs. 74/2000) in mancanza di elementi che consentissero di individuare con certezza il locus commissi delicti o di indicare un unico ufficio alternativo competente; ha ritenuto adeguata la gravità indiziaria sulla base di molteplici elementi probatori (contante rinvenuto, documenti d'identità, disponibilità di veicoli e documentazione societaria, appunti, POS ecc.), non limitata al solo possesso di documenti; ha ritenuto adeguata e dettagliata la motivazione sulle esigenze cautelari, compreso il pericolo di reiterazione, il rischio di inquinamento probatorio (anche alla luce delle dichiarazioni della ricorrente e della sua capacità/possibilità di comunicare con coindagati) e il pericolo di fuga (possessione di più documenti d'identità, anche contraffatti, e azzeramento delle prospettive economiche in Italia); ha inoltre ritenuto infondata la richiesta di applicazione di misura meno afflittiva in ragione del concreto rischio di contatti esterni e di danno all'accertamento probatorio. L'ordinanza impugnata è pertanto confermata e il ricorso respinto.

Norme richiamate

  • art. 125 cod. proc. pen.

    Richiamato nell'ambito del vizio di motivazione; la Corte non ha riscontrato violazione formale della norma relativamente alla motivazione dell'ordinanza

  • art. 292 cod. proc. pen.

    Richiamato nella censura sul vizio di motivazione; la Corte ha ritenuto non sussistente il vizio denunciato

  • art. 309 cod. proc. pen.

    Prevede l'obbligo per il giudice della cognizione di considerare le esigenze cautelari e gli elementi della difesa; la Corte ha ritenuto che il giudice competente abbia svolto la necessaria valutazione, pur motivando anche per relationem ove consentito

  • art. 27 cod. proc. pen.

    Consente al giudice competente, entro venti giorni dalla pronuncia del giudice dichiaratosi incompetente, di esprimersi autonomamente ma anche di motivare per relationem purché il rinvio sia consapevole e permetta il controllo dell'iter logico-giuridico

  • art. 9 cod. proc. pen.

    Richiamato in relazione al criterio della dimora dell'indagato per la determinazione della competenza territoriale; la Corte ha ritenuto inammissibile una prospettazione alternativa generica e ha confermato la valutazione operata dal tribunale del riesame

  • art. 16 cod. proc. pen.

    Richiamato nel contesto della determinazione della competenza per connessione tra reati tributari; la Corte ha ricordato che, per reati tributari connessi, il giudice competente è quello del luogo del primo reato determinato secondo l'art. 18 d.lgs. n. 74/2000

  • art. 18 d.lgs. 10 marzo 2000, n. 74

    Interpretato nel senso che il luogo di accertamento (l'Autorità giudiziaria che ha effettuato una effettiva valutazione degli elementi) determina la competenza territoriale per i reati tributari; la Corte ha ritenuto corretta l'individuazione di Ancona quale luogo di accertamento

  • art. 8 d.lgs. 10 marzo 2000, n. 74

    Norma che disciplina taluni reati tributari contestati; la Corte ha ritenuto sussistenti, nella fase cautelare, gravi indizi a carico dell'indagata per reati di questo tipo

  • art. 2639 cod. civ.

    Richiamato tra le norme citate relative alla qualificazione degli atti societari e delle responsabilità connesse; la Corte non ha ritenuto insufficiente la base indiziaria per la qualificazione di amministratrice di fatto

  • art. 273 cod. proc. pen.

    Norma sulla motivazione dei provvedimenti; la Corte ha valutato che la motivazione del tribunale del riesame rispetta i requisiti richiesti

  • art. 274 cod. proc. pen.

    lett. a, lett. b, lett. c, comma 1

    Regola le esigenze cautelari (pericolo di fuga, inquinamento probatorio, reiterazione). La Corte ha ritenuto adeguata la ricostruzione del tribunale rispetto a ciascuna di queste esigenze, anche se alcune argomentazioni sono state valutate cumulativamente quando la condotta e il contesto lo giustificano

  • art. 275-bis cod. proc. pen.

    Richiamato con riferimento alla valutazione di misure meno afflittive; la Corte ha ritenuto congrua la motivazione che esclude misure alternative come insufficienti a prevenire contatti esterni e pericolo di inquinamento probatorio

Massime di principio

  • Il giudice competente può motivare per relationem rispetto all'ordinanza del giudice dichiaratosi incompetente, purché il rinvio sia consapevole e permetta al destinatario di verificare l'iter logico-giuridico che ha portato alla decisione
  • L'eccezione di incompetenza territoriale deve indicare espressamente l'ufficio ritenuto competente; prospettazioni alternative e generiche sono inammissibili
  • Per i reati tributari connessi la competenza territoriale si determina in base al luogo di accertamento (art. 18 d.lgs. n. 74/2000), non solo in base al luogo di acquisizione dei dati
  • Nella valutazione delle misure cautelari il giudice può trarre elementi indiziari dal complesso probatorio (contante, documenti d'identità, disponibilità di veicoli, documentazione societaria, apparecchiature elettroniche) per ritenere il pericolo di reiterazione e l'organizzazione del reato
  • La versione resa dall'indagato può essere utilizzata dal giudice della cautela, nel rispetto delle garanzie processuali, come elemento per valutare il rischio di inquinamento probatorio
  • Il pericolo di fuga può essere desunto da elementi quali possesso di documenti validi per l'espatrio o contraffatti, disponibilità di ingenti somme di denaro e dall'azzeramento delle prospettive economiche in Italia a seguito di misure patrimoniali
  • La richiesta di misure meno afflittive può essere respinta quando non sia ragionevolmente garantito che tali misure impediscano contatti esterni funzionali all'inquinamento probatorio o alla prosecuzione dell'attività criminale

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