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Ordinanza

Ordinanza n. 2033/2026 - Roma, Sezione 5B

per l'annullamento del DM del Ministero dell’interno - notificato in data 01.10.2024- di diniego della cittadinanza italiana ex art. 9 co. 1 lett. f) della L. 5 febbraio 1992, n. 91, K10/-OMISSIS-

Giustizia amministrativa202411182

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V bisOrdinanza istruttoriaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego della cittadinanza italiana adottato ai sensi dell’art. 9, comma 1, lett. f), l. 91/1992

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il diniego della cittadinanza italiana notificato il 1° ottobre 2024. Il diniego è stato motivato dall’Amministrazione con l’emersione, nel corso dell’istruttoria, di elementi riferiti al richiedente tali da non consentire di escludere possibili pericoli per la sicurezza della Repubblica. Dal testo dell’ordinanza non risultano specificati ulteriori motivi di ricorso né le censure articolate dal ricorrente.

La decisione

Il TAR non ha definito il merito della domanda di annullamento. Ha ritenuto necessario acquisire dal Ministero dell’Interno la documentazione istruttoria posta a fondamento del diniego, oppure una relazione recante le specifiche ragioni che possano giustificare la mancata trasmissione degli atti. L’acquisizione dovrà avvenire con le cautele necessarie alla tutela delle fonti informative e a non pregiudicare l’attività di intelligence, anche mediante stralci e omissis o altre misure opportune. Il deposito dovrà essere effettuato entro il 10 luglio 2026 in doppia busta, con la dicitura riservata indicata nell’ordinanza. La documentazione potrà essere esaminata esclusivamente dal Collegio e dal difensore nella camera di consiglio istruttoria fissata per il 15 luglio 2026, senza estrazione di copie, per consentire l’attività difensiva. Il giudizio è stato quindi rinviato per il prosieguo; è stato inoltre disposto l’oscuramento delle generalità della parte.

Norme richiamate

  • art. 9, comma 1, lett. f), l. 91/1992

    Base normativa del diniego della cittadinanza italiana, adottato in ragione dell’impossibilità di escludere possibili pericoli per la sicurezza della Repubblica.

  • artt. 65, 66 e 67 c.p.a.

    Disposizioni richiamate dal TAR nell’ambito dell’attività istruttoria e della trattazione camerale.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Fondamento del provvedimento di oscuramento delle generalità della parte a tutela dei suoi diritti o della sua dignità.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati, insieme all’art. 52 d.lgs. 196/2003, a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata mediante oscuramento delle generalità.

Massime di principio

  • Quando il diniego della cittadinanza italiana è fondato su elementi istruttori riferiti a possibili pericoli per la sicurezza della Repubblica, il giudice amministrativo può acquisire gli atti istruttori posti a fondamento della decisione per verificare la legittimità dell’esercizio del potere.
  • La tutela delle fonti informative e delle attività di intelligence può giustificare modalità riservate di acquisizione ed esame della documentazione, quali stralci, omissis, deposito in plico riservato, visione limitata al Collegio e al difensore e divieto di estrazione di copie; tali cautele devono tuttavia consentire l’espletamento dell’attività difensiva nei limiti compatibili con la protezione delle informazioni sensibili.

Come è indicizzato

MaterieCittadinanzaIstruttoria processuale
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiOnere della prova e principio dispositivo

Testo integrale

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