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Ordinanza

Ordinanza n. 102/2026 - Milano, Sezione 1

per l'annullamento a) del decreto prot. n. -OMISSIS-, della Prefettura di -OMISSIS- notificato in data 24/02/2023, con cui il Prefetto della Provincia di -OMISSIS- ha respinto l'istanza della ricorrente volta ad ottenere il rinnovo della licenza di porto di pistola per difesa personale; b) di ogni altro atto presupposto, connesso o consequenziale.

Giustizia amministrativa202300854

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Milano, Sez. IOrdinanza istruttoriaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego prefettizio di rinnovo della licenza di porto di pistola per difesa personale

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

La ricorrente ha impugnato il decreto della Prefettura con cui è stata respinta l'istanza di rinnovo della licenza di porto di pistola per difesa personale, chiedendone l'annullamento insieme agli atti presupposti, connessi e consequenziali. Dal testo dell'ordinanza non risultano esposti gli specifici vizi di legittimità dedotti nel ricorso. Il TAR, rilevato che gli ultimi atti presenti nel fascicolo risalgono al maggio 2023 e che la discussione nel merito è fissata per il 29 aprile 2026, ha ritenuto necessario verificare l'eventuale sopravvenienza di fatti, provvedimenti o altri atti rilevanti per la permanenza dell'interesse alla decisione o comunque idonei a incidere sull'esito della causa.

La decisione

Il TAR non ha definito il merito del ricorso. Ha disposto che le parti acquisiscano e comunichino, entro il 25 marzo 2026, informazioni su eventuali fatti o provvedimenti sopravvenuti e dichiarino se permanga l'interesse alla definizione del giudizio. La segreteria deve comunicare l'ordinanza anche alla Prefettura competente tramite l'Avvocatura dello Stato. È stato inoltre disposto l'oscuramento delle generalità e degli altri dati identificativi della ricorrente.

Norme richiamate

  • art. 46, comma 2, c.p.a.

    Richiamato quale base normativa per gli incombenti disposti nell'ambito del giudizio.

  • art. 65, comma 3, c.p.a.

    Richiamato quale base normativa del potere istruttorio esercitato dal giudice.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato per disporre l'oscuramento delle generalità e dei dati idonei a identificare la parte ricorrente.

  • art. 9, paragrafo 1, Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamato, unitamente alla disciplina nazionale sulla privacy, a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata.

Massime di principio

  • Quando gli atti del fascicolo risultano risalenti e il giudizio di merito è ancora da celebrare, il giudice può disporre specifici incombenti istruttori per verificare la sopravvenienza di fatti o provvedimenti rilevanti e l'attuale permanenza dell'interesse alla decisione.
  • La verifica della permanenza dell'interesse alla decisione può essere richiesta alle parti anche prima della definizione del merito, quando eventuali sopravvenienze potrebbero incidere sull'utilità concreta della pronuncia.
  • In presenza di dati idonei a identificare la parte interessata e di esigenze di tutela della dignità o dei diritti della persona, il giudice può ordinare l'oscuramento delle generalità e degli ulteriori dati identificativi.

Come è indicizzato

MaterieIstruttoria processualeEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesseOnere della prova e principio dispositivo

Testo integrale

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