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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 03851/2026 del 30/01/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorsi impugnano la sentenza della Corte d'appello di Napoli del 20/01/2025 che aveva in gran parte confermato le condanne riportate in primo grado. In dettaglio: Monica Gaetano denunciava insufficiente motivazione e carenza probatoria rispetto al suo concorso in molteplici tentati e consumati reati estorsivi e reati connessi (sosteneva che molti atti fossero meramente preparatori, che non vi fossero contatti con le vittime e che la qualificazione dell'aggravante ex art. 416-bis.1 c.p. fosse priva di specificità; chiedeva anche il riconoscimento di attenuanti generiche e di minima partecipazione); Agostino Piccolo censurava la quantificazione degli aumenti per continuazione e la determinazione della diminuzione di pena per le attenuanti (compresa l'applicazione dell'attenuante speciale di dissociazione/collaborazione ex art. 416-bis.1, comma 3); Ottavio Sorbo contestava di essere stato erroneamente ritenuto concorrente nell'estorsione (sostenendo di aver agito come intermediario per richiesta della vittima e di non avere finalità di agevolazione mafiosa), inoltre impugnava l'applicazione di aggravanti e la mancata concessione di attenuanti; Pasquale Regino denunciava la mancata concessione delle attenuanti generiche e carenze motivazionali della sentenza. I ricorsi hanno quindi sollevato questioni di fatto e diritto relative alla valutazione della prova, alla distinzione tra atti preparatori e atti idonei al tentativo, alla sussistenza dell'aggravante mafiosa e alla corretta dosimetria delle pene e delle attenuanti.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi nella loro quasi totalità: per Monica Gaetano il primo e il terzo motivo sono stati ritenuti manifestamente infondati (la Corte ha confermato la valutazione di idoneità e di direzione non equivoca degli atti, il concorso e la responsabilità per i vari capi) mentre il secondo motivo (contestazione dell'aggravante art. 416-bis.1) è stato dichiarato inammissibile per difetto di specificità; per Agostino Piccolo i motivi prospettati sono stati ritenuti infondati: la Corte ha ritenuto corretta la rideterminazione delle pene e congrua la motivazione sulla quantificazione degli aumenti per continuazione e sulla misura delle attenuanti generiche; per Ottavio Sorbo la Corte ha confermato la responsabilità per il reato di estorsione (capo 8), ritenendo fondati i rilievi probatori sulla sua funzione di tramite e sul ruolo nella percezione e nella gestione delle somme; le censure sull'aggravante mafiosa e sulle altre aggravanti/attenuanti sono state respinte o dichiarate non ammissibili ove carenti di specificità; per Pasquale Regino i motivi sono stati respinti (la Corte ha ritenuto corretta la valutazione del merito sulla mancata concessione delle attenuanti generiche e ha dichiarato generico/aspecifico il secondo motivo). In sintesi la decisione di merito è stata confermata nella sostanza e i ricorsi sono stati respinti o dichiarati inammissibili. Le condanne e le pene confermate corrispondono a quanto indicato dalla Corte d'appello (conferme e riduzioni già operate in appello ove previste).

Norme richiamate

  • art. 416-bis.1 cod. pen.

    Aggravante e regime speciale: la Corte ha ritenuto applicabile l'aggravante per l'uso del metodo mafioso o per l'agevolazione dell'associazione; è stato richiamato anche il comma 3 (attenuante speciale della dissociazione/collaborazione) quale non soggetta a bilanciamento con le aggravanti, applicata in favore di Piccolo nella massima estensione ove riconosciuta

  • art. 56 cod. pen.

    Disciplina del tentativo: la Corte ha richiamato il criterio dell'idoneità ex ante e della 'direzione non equivoca' degli atti, per distinguere atti preparatori da atti idonei al tentativo punibile

  • art. 49 cod. pen.

    Reato impossibile: citato per spiegare quando l'inidoneità del mezzo esclude il tentativo; la Corte ha ribadito che va valutata l'inefficienza strutturale del mezzo, non il mero insuccesso

  • art. 110 cod. pen.

    Concorso di persone nel reato: la Corte ha richiamato che il concorso può ricorrere anche in assenza di accordo formale quando il contributo del coautore dia stimolo, sicurezza o manifesti adesione alla condotta delittuosa

  • art. 629 e art. 628 cod. pen.

    Norme relative all'estorsione e alla sua aggravazione, comprese ipotesi di minaccia commessa da più persone riunite: applicate per valutare la sussistenza dell'estorsione e delle aggravanti connesse

  • art. 606, comma 1, cod. proc. pen.

    Censura in cassazione: i motivi che invocano violazione di legge e difetto di motivazione devono essere specifici; la Corte ha dichiarato inammissibili i motivi di appello/carenti di specificità, con conseguente inammissibilità della corrispondente impugnazione in Cassazione

  • art. 114 cod. pen.

    Circostanza attenuante della minima importanza della partecipazione: la Corte ha ricordato il criterio dell'efficacia causale marginale e ha ritenuto che, nel caso, i contributi non fossero marginali

  • art. 133 cod. pen.

    Criteri per la determinazione della pena: richiamato quale parametro di bilanciamento per la graduazione delle attenuanti e delle aggravanti nella determinazione della pena

  • art. 62 e 62-bis cod. pen.

    Circostanze attenuanti e loro valorizzazione nella determinazione della pena: la Corte ha confermato che la valutazione della loro misura è discrezionale e motivata dal giudice di merito

  • art. 591 cod. proc. pen.

    L'inammissibilità per difetto di specificità dei motivi di appello è rilevabile anche in Cassazione, come richiamato dalla Corte per dichiarare inammissibili certi motivi

Massime di principio

  • Per qualificare un atto come tentativo (punibile) occorre valutare l'idoneità ex ante e la direzione non equivoca dell'atto; atti apparentemente preparatori possono integrare il tentativo se, nell'insieme delle circostanze conosciute, rivelano l'imminente passaggio alla fase esecutiva
  • La presenza di un soggetto sul luogo del fatto può integrare il concorso se la sua presenza non è meramente casuale e ha fornito all'autore stimolo o maggiore sicurezza, ovvero ha manifestato adesione alla condotta criminosa
  • L'intermediario che riceve e trasferisce somme o agevola materialmente una richiesta estorsiva può essere ritenuto concorrente se consapevole della finalità estorsiva e non agisca esclusivamente per motivi di solidarietà della vittima
  • L'aggravante 'metodo mafioso' può essere applicata anche in presenza di minacce implicite o di 'messaggi silenti' quando il riferimento al potere intimidatorio dell'organizzazione è percepibile nel contesto; è sufficiente la consapevolezza del concorrente circa la finalità agevolativa
  • Le attenuanti generiche richiedono elementi positivi della personalità o del comportamento dell'imputato; la mera assenza di precedenti o la richiesta del rito abbreviato non garantiscono automaticamente il riconoscimento
  • La desistenza volontaria, come causa di estinzione o esimente, è onere probatorio dell'imputato: deve essere allegata e dimostrata con fatti concreti, non può restare una congettura difensiva
  • Nei giudizi d'appello e in Cassazione è essenziale la specificità dei motivi: censure vaghe o prive di argomentazione puntuale sulla decisione impugnata rischiano l'inammissibilità

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