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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 12331/2026 del 01/04/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente impugnava la sentenza del Tribunale di Roma lamentando carenza di motivazione, ai sensi dell'art. 606, comma 1, lett. e), c.p.p., con riferimento alla confisca della somma di denaro in sequestro disposta ai sensi dell'art. 240-bis c.p.; il Procuratore generale ha chiesto l'annullamento limitatamente alla confisca

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il motivo fondato: ha stabilito che, in materia di detenzione illecita di stupefacenti, la confisca del denaro è ammessa solo se ricorrono le condizioni di cui all'art. 240-bis c.p. (mediante il rinvio disposto dall'art. 85-bis del d.P.R. 309/1990) e che, soprattutto per somme modeste, la motivazione sulla sproporzione tra possidenze e redditi leciti deve essere particolarmente rigorosa. Poiché nella sentenza impugnata manca ogni motivazione in ordine a tali condizioni, la Corte ha annullato la parte relativa alla confisca della somma di denaro e ha rinviato al Tribunale di Roma, con diversa composizione, per nuovo giudizio sul punto

Norme richiamate

  • codice di procedura penale

    art. 606, comma 1, lett. e) ; art. 448, comma 2-bis

    Art. 606 e) quale parametro per il vizio di motivazione impugnato; art. 448 comma 2-bis che rende ammissibile il ricorso in Cassazione contro sentenze di applicazione di pena limitatamente a misure non concordate dalle parti (es. misure patrimoniali o di sicurezza)

  • codice penale

    Art. 240-bis disciplina la confisca per sproporzione e richiede una motivazione sulla sproporzione tra possidenze e redditi leciti; art. 240 (confisca prevista in generale) non è applicabile per il denaro rinvenuto nella detenzione di stupefacenti quando manca il nesso richiesto

  • d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309

    art. 73, comma 5 e comma 7-bis ; art. 85-bis

    L'art. 85-bis rinvia alle norme di confisca per sproporzione (art. 240-bis c.p.) per taluni reati in materia di stupefacenti; la giurisprudenza distingue tra detenzione e cessione, escludendo l'uso delle regole ordinarie di confisca per il denaro nella mera detenzione salvo i casi previsti da art. 240-bis

  • decreto-legge 15 settembre 2023, n. 123, convertito

    art. 4, comma 3-bis; legge di conversione 13 novembre 2023, n. 159

    La novella ha incluso il delitto di cui all'art. 73, comma 5, d.P.R. 309/1990 tra i presupposti per la confisca per sproporzione, imponendo quindi l'esigenza di una motivazione rigorosa quando si procede ad ablazione di somme relativamente modeste

Massime di principio

  • In ipotesi di detenzione di stupefacenti, la confisca del denaro rinvenuto è possibile solo se motivate le condizioni di cui all'art. 240-bis c.p.: deve emergere la sproporzione tra possidenze e redditi leciti o altro requisito previsto dalla norma
  • Per somme di modesto importo la motivazione deve essere tanto più rigorosa e precisa; genericità o mancanza di spiegazioni sulla provenienza e sulla sproporzione comportano l'annullamento della confisca
  • La confisca patrimoniale non concordata nell'accordo di applicazione della pena resta impugnabile in Cassazione ai sensi dell'art. 448, comma 2-bis c.p.p.
  • Se la motivazione sulla confisca è carente, la Corte può annullare limitatamente alla misura patrimoniale e rinviare per nuovo giudizio ad altra composizione del tribunale
  • Per ottenere la confisca in questi casi il pubblico ministero e il giudice devono fornire elementi probatori sulla correlazione tra somme sequestrate e attività illecita o sulla incompatibilità delle possidenze con i redditi leciti; il difensore deve invece contestare la mancanza di tali elementi

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