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Ordinanza

Ordinanza n. 1710/2026 - Catanzaro, Sezione 2

Giustizia amministrativa202500909

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Calabria - Catanzaro, Sez. IIOrdinanza istruttoriaRito elettorale

Atto impugnato: atto di proclamazione degli eletti alla carica di consigliere comunale del Comune di Rende del 13 giugno 2025, nella parte in cui ha proclamato eletto il controinteressato anziché il ricorrente

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

Il ricorrente ha impugnato la proclamazione degli eletti chiedendo la correzione del risultato elettorale e la propria proclamazione a consigliere comunale, contestando, tra l’altro, il numero di voti attribuiti al controinteressato nella sezione n. 14. Nel corso della verificazione è emersa una discrasia tra la tabella di scrutinio, che attribuisce al controinteressato 18 voti, e il verbale di sezione, che ne riporta 8. Il ricorrente aveva già contestato fin dal ricorso introduttivo che la tabella potesse rappresentare correttamente il risultato, sostenendo che i voti effettivamente ottenuti nella sezione n. 14 fossero 8 e producendo tre dichiarazioni testimoniali. Il controinteressato ha proposto ricorso incidentale subordinato, chiedendo la correzione del verbale di proclamazione e l’attribuzione di ulteriori voti, nonché l’annullamento di cinque voti non conteggiati in alcune sezioni.

La decisione

Il TAR non ha definito il merito della controversia elettorale. Ha ritenuto che la discrasia emersa tra tabella di scrutinio e verbale di sezione, unitamente alla contestazione tempestiva del ricorrente e alla documentazione prodotta, costituisse un sufficiente principio di prova per esercitare ulteriormente i poteri istruttori. Ai sensi dell’art. 66 c.p.a. ha quindi disposto una nuova verificazione, in contraddittorio tra le parti, affidata al verificatore già nominato. Il verificatore dovrà acquisire presso gli uffici competenti i verbali e i plichi contenenti le schede scrutinate della sezione n. 14, riprodurre fotograficamente le schede recanti il nome del controinteressato o segni grafici riconducibili a esso, avvisare i difensori almeno tre giorni prima delle operazioni, redigere verbale delle attività svolte e trasmettere entro sessanta giorni la relazione finale con la documentazione acquisita. La causa è stata rinviata per la trattazione nel merito all’udienza pubblica del 3 febbraio 2027.

Norme richiamate

  • art. 66 c.p.a.

    ulteriore verificazione, in contraddittorio con le parti

    La norma consente al giudice di disporre una verificazione quando l’accertamento dei fatti rilevanti ai fini della decisione richiede specifiche attività di esame e acquisizione documentale, assicurando il contraddittorio tra le parti.

  • art. 130, comma 9, c.p.a.

    correzione del risultato conseguito ex art. 130 n. 9 C.P.A.

    La disposizione è richiamata nel ricorso incidentale quale base per la richiesta di correzione del risultato elettorale; l’ordinanza non ne definisce l’applicazione nel merito.

Massime di principio

  • Quando, in un giudizio elettorale, emerga una discrasia tra la tabella di scrutinio e il verbale di sezione su un dato rilevante per la proclamazione degli eletti, il giudice può disporre una verificazione ulteriore sulle schede scrutinate per accertare il risultato effettivo.
  • La contestazione già formulata nel ricorso introduttivo e accompagnata da documentazione idonea a costituire un principio di prova può giustificare l’attivazione o l’estensione dei poteri istruttori del giudice amministrativo.
  • La verificazione deve essere svolta in contraddittorio con le parti, mediante preventiva comunicazione delle operazioni, verbalizzazione delle attività e deposito della relazione conclusiva con la documentazione acquisita.

Come è indicizzato

MaterieOperazioni elettorali e proclamazioneRito elettoraleIstruttoria processuale
RamiElezioniProcesso amministrativo
IstitutiOnere della prova e principio dispositivo

Testo integrale

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