Cassazione Penale, Sentenza n. 23111/2022 del 14/06/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
La ricorrente impugna la conferma della condanna per detenzione di stupefacenti (art. 73 d.P.R. 309/90) e detenzione di munizioni (art. 697 c.p.), denunciando un vizio di motivazione e illogicità nella valutazione del dolo. Sostiene di essere stata all'oscuro del contenuto della borsa che le era stata affidata da un generico conoscente e che, se vi fu concorso nella custodia, i rinvenuti bilancini avrebbero rilievo solo rispetto alla vendita e non alla semplice custodia; contesta la qualificazione del fatto come reato con dolo eventuale invece che come comportamento privo di consapevolezza o, eventualmente, di favoreggiamento.
La decisione
La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per manifestata infondatezza. Ha ritenuto corretta e logica la motivazione della Corte territoriale che, alla luce degli elementi probatori (due bilancini funzionanti, il deposito occultato sul davanzale, l'esitazione ad aprire la porta, il peso e la modalità di presentazione della sostanza), ha escluso l'inconsapevolezza dell'imputata e configurato almeno il dolo eventuale per il reato di detenzione di stupefacenti. Ha inoltre escluso la riclassificazione della condotta come favoreggiamento ai sensi dell'art. 379 c.p., richiamando la consolidata giurisprudenza secondo cui, nei reati permanenti come la detenzione di stupefacenti, ogni agevolazione prestata mentre la condotta delittuosa è in corso integra concorso e non favoreggiamento. Conseguentemente, il ricorso è stato respinto; la ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali e a versare euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.
Norme richiamate
art. 110 cod. pen.
Applicazione del concorso di persone nel reato: la Corte ha ritenuto che, se vi fu collaborazione o agevolazione durante la perpetrazione o la persistenza del reato, questa integri concorso ai sensi dell'art. 110 c.p.
art. 73 d.P.R. 309/1990
Norma che sanziona la detenzione di sostanze stupefacenti. La Corte ha ritenuto configurabile il reato almeno sotto il profilo del dolo eventuale, dato il quadro indiziario (quantità, modalità di occultamento, strumenti per il frazionamento).
art. 697 cod. pen.
Riferito alla detenzione di munizioni: la detenzione della scatola con proiettili è stata contestata e confermata in primo grado, anche se una coimputata è stata assolta.
art. 379 cod. pen.
Norma sul favoreggiamento personale: la Corte ha escluso l'applicazione di questa fattispecie, osservando che quando il reato principale è ancora in corso o permanente, l'agevolazione al reo si risolve in concorso (vedasi art. 110) e non in un autonomo favoreggiamento.
Massime di principio
- La mera dichiarazione di avere custodito un pacco per conto di un terzo, senza elementi probatori specifici sul ruolo di quel terzo, è spesso insufficiente a escludere la consapevolezza sul contenuto illecito quando esistono indici contrari.
- Elementi fattuali come occultamento, comportamento elusivo (es. deporre una borsa sul davanzale), la presenza di strumenti professionali (bilancini di precisione) e l'entità della sostanza possono sorreggere la conclusione del dolo, anche nella forma del dolo eventuale.
- La valutazione del dolo eventuale richiede che l'imputato si sia rappresentato e abbia accettato la possibile realizzazione dell'evento criminoso; motivazioni di necessità economica possono ridurre la rilevanza morale ma non automaticamente escludere il dolo se il comportamento è consapevole.
- Nei reati permanenti (es. illecita detenzione di stupefacenti) qualsiasi aiuto o agevolazione prestata mentre la condotta illecita persiste rileva come concorso (art. 110 c.p.) e non come favoreggiamento personale (art. 379 c.p.).
- Per difendersi efficacemente in casi simili è importante fornire prove concrete e precise sulla provenienza del bene, sulla effettiva ignoranza del contenuto e su circostanze che possano spiegare senza dolo la condotta tenuta.
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