Sentenza del 04/05/2023 n. 445 - Corte di giustizia tributaria di secondo grado del Veneto
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale il privato
La controversia
L'Agenzia delle Entrate impugnava la sentenza di primo grado deducendo: violazione e falsa applicazione dell'art. 148 T.U.I.R., della legge 398/1991 e dell'art. 90 della legge 289/2002; mancata democraticità statutaria per la presenza di soci "temporanei" e di diverse categorie (militari, volontari, obbligati), con conseguente decadenza dal regime agevolativo 398/1991; e la riqualificazione delle somme corrisposte a soci/collaboratori come distribuzione indiretta di utili per assenza di documentazione che giustificasse prestazioni gratuite. L'Ufficio aveva liquidato maggiori ritenute per €8.116 e irrogato una sanzione di €10.239,20.
La decisione
La Commissione Tributaria Regionale del Veneto ha rigettato l'appello dell'Agenzia e confermato la sentenza di primo grado che aveva accolto il ricorso dell'Associazione. Il Collegio ha ritenuto provata l'iscrizione dell'Associazione al CONI e ha escluso la carenza di democraticità, considerato che la figura dei soci "temporanei" trova giustificazione normativa (d.lgs. 66/2010, art. 251) per le sezioni di tiro; di conseguenza non è avvenuta la decadenza dal regime agevolativo 398/1991. I compensi erogati sono stati qualificati come redditi diversi ai sensi dell'art. 67, comma 1, lett. m) TUIR e non come distribuzione indiretta di utili, e nel caso concreto non superavano il limite di non imponibilità previsto dall'art. 69, comma 2 TUIR (€7.500 annui). Le spese di giudizio sono state compensate ex art. 15, comma 2, d.lgs. 546/1992.
Norme richiamate
art. 148 T.U.I.R.
Richiamato dall'Amministrazione come base per la tassazione e la qualificazione dei redditi, ma il Collegio non ha ritenuto fondata la violazione prospettata rispetto alla posizione dell'Associazione.
legge 398/1991
Norma del regime agevolativo per le A.S.D.; il Collegio ha ritenuto che l'Associazione soddisfacesse i requisiti per beneficiare delle agevolazioni e che non fosse quindi decaduta dal regime.
art. 90 legge 289/2002
Richiamato dall'Amministrazione nella prospettazione della decadenza e della disciplina fiscale, senza esito favorevole all'Ufficio secondo la valutazione del Collegio.
art. 69, comma 2 T.U.I.R.
Stabilisce il limite di non imponibilità per compensi erogati da A.S.D.; il Collegio ha applicato il criterio e accertato che le somme erogate non superavano il limite di €7.500 annui, escludendo l'imponibilità.
art. 67, comma 1, lett. m) T.U.I.R.
I compensi corrisposti per attività sportive dilettantistiche, da enti riconosciuti come il CONI, sono qualificati come redditi diversi e non come distribuzione indiretta di utili; il Collegio ha adottato tale qualificazione.
d.lgs. 66/2010, art. 251
"Coloro che prestano servizio armato presso enti pubblici o privati sono obbligati a iscriversi a una sezione di tiro a segno nazionale e devono superare ogni anno un corso di lezioni regolamentari di tiro a segno. ... 3. La quota annua per l'iscrizione "obbligatoria" alle sezioni di tiro a segno nazionale per le categorie indicate ai commi 1 e 2 è stabilita in euro 11,56. ..."
La norma giustifica la presenza di soci "obbligati" o "temporanei" nelle sezioni di tiro; il Collegio ha ritenuto che tale previsione normativa esclude la mancanza di democraticità statutaria invocata dall'Ufficio.
art. 15, comma 2, d.lgs. 546/1992
Norma che consente la compensazione integrale delle spese di giudizio in controversie d'interpretazione; il Collegio l'ha applicata disponendo la compensazione delle spese tra le parti.
Massime di principio
- La presenza di "soci temporanei" prevista da normativa specifica (es. d.lgs. 66/2010 per sezioni di tiro) non costituisce di per sé indice di mancata democraticità e non comporta automaticamente la decadenza dal regime agevolativo.
- Per le A.S.D. riconosciute dal CONI le somme erogate a soci/collaboratori per l'attività dilettantistica, se nei limiti dell'art. 69, comma 2 TUIR, vanno considerate redditi diversi ai sensi dell'art. 67 e non distribuzioni di utili.
- L'Amministrazione può tentare la riqualificazione delle erogazioni come distribuzione di utili quando mancano documenti che giustifichino le prestazioni; pertanto le A.S.D. devono conservare documentazione probante di incarichi, attività svolte e criteri di corresponsione.
- L'iscrizione e il riconoscimento da parte del CONI e/o delle Federazioni competenti è elemento rilevante e spesso decisivo per l'applicazione delle agevolazioni fiscali spettanti alle A.S.D.
- In contestazioni analoghe è determinante valutare sia le previsioni statutarie concrete sia la fonte normativa che può giustificare specifiche figure associative (es. obblighi di iscrizione per militari), anziché limitarsi a un controllo formale.
- In caso di controversie di natura interpretativa sulle agevolazioni fiscali la giurisprudenza può disporre la compensazione delle spese; tuttavia la parte privata dovrebbe comunque documentare chiaramente i limiti e la natura delle erogazioni per prevenire contestazioni.
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