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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 8968/2024 del 01/03/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorso per cassazione contestava la sentenza di conferma della condanna per truffa su tre basi: 1) nullità per tardiva comunicazione al difensore delle conclusioni del pubblico ministero nel giudizio d'appello celebrato con rito cartolare (art. 23-bis DL 137/2020 conv. L.176/2020); 2) nullità del decreto di citazione in appello per mancato avviso all'imputato sulla possibilità di accedere ai programmi di giustizia riparativa e sulle modalità di svolgimento del giudizio (art. 94, comma 2, d.lgs. 150/2022 e correlati); 3) vizio di motivazione e travisamento delle prove rispetto all'affermazione di responsabilità, contestando la sussistenza di artifici/raggiri e di un profitto ingiusto.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto manifestamente infondate le censure processuali sui primi due motivi: la tardiva trasmissione delle conclusioni del PM nel rito cartolare non determina automaticamente la nullità senza dimostrazione del concreto pregiudizio alla difesa; l'omessa indicazione dell'avviso sulla giustizia riparativa o sulla partecipazione delle parti in camera di consiglio ha natura informativa e non è sanzionata con nullità. Quanto al terzo motivo, le doglianze attengono a valutazioni di merito e richiedono accertamenti di fatto incompatibili con i limiti del sindacato di legittimità. Conseguentemente il proscioglimento del ricorso mantiente la condanna di merito precedentemente pronunciata (confermata in appello). Il ricorrente è stato condannato alle spese processuali, al pagamento di Euro 3.000,00 alla Cassa delle Ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p., e alla rifusione delle spese delle parti civili liquidate in Euro 3.686, oltre accessori di legge.

Norme richiamate

  • art. 23, comma 8, d.l. n.137 del 2020 conv. in l. n.176/2020

    si procede nelle forme di cui all'art. 23, comma 8, d.l. n.137 del 2020 conv. in l. n.176 del 2020

    Giustifica lo svolgimento dell'appello con le forme speciali previste per il periodo emergenziale; contesto normativo per il rito cartolare

  • art. 23-bis del d.l. 28/10/2020 n.137 conv. in l. 176/2020

    in tema di giudizio d'appello celebrato con le forme del contraddittorio scritto, ai sensi dell'art. 23-bis ... la trasmissione non immediata delle conclusioni del pubblico ministero al difensore dell'imputato ... non integra di per sé una violazione del diritto di difesa

    La Corte interpreta la norma nel senso che la tardiva comunicazione delle conclusioni del PM nel rito cartolare non comporta automaticamente nullità: occorre dimostrare un concreto pregiudizio per la difesa

  • art. 94, comma 2, d.lgs. n.150/2022

    mancato avviso all'imputato della facoltà di accedere ai programmi di giustizia riparativa

    L'omissione dell'avviso relativo alla giustizia riparativa è considerata di natura informativa; la mancata comunicazione non determina di per sé nullità dell'atto

  • art. 129-bis e art. 419, comma 3-bis, c.p.p.

    le nuove previsioni contenute all'art. 129-bis e 419, comma 3-bis, cod. proc. pen. non contemplano alcuna ipotesi di nullità in caso di mancata applicazione

    La Corte evidenzia che le norme non prevedono sanzione di nullità per il mancato utilizzo delle istituzioni (es. giustizia riparativa); l'omissione non è automaticamente invalidente

  • art. 601, commi 3 e 6, c.p.p.

    il decreto di citazione per il giudizio di appello contiene ... l'avviso che si procederà con udienza in camera di consiglio senza la partecipazione delle parti ... l'omessa indicazione di tale ultimo avviso non è sanzionata a pena di nullità

    L'assenza dell'avviso sulla possibile celebrazione in camera di consiglio non comporta nullità dell'atto processuale, richiamando i limiti del comma 6

  • art. 429, comma 1, lett. a), d-bis), f), g) c.p.p.

    il decreto di citazione per il giudizio di appello contiene i requisiti previsti dall'articolo 429, comma 1, lettere a), d-bis), f), g)

    Elenca i contenuti formali del decreto di citazione per l'appello cui il giudice deve attenersi; tuttavia l'assenza di alcuni avvisi non è automaticamente causa di nullità secondo la giurisprudenza richiamata

  • art. 616 c.p.p.

    All'inammissibilità del ricorso segue, a norma dell'articolo 616 c.p.p., la condanna del ricorrente al pagamento delle spese del procedimento e al versamento ... alla Cassa delle Ammende

    Norma che consente alla Cassazione di condannare l'autore di ricorso inammissibile al pagamento delle spese processuali e ad una somma alla Cassa delle Ammende

Massime di principio

  • Una tardiva comunicazione delle conclusioni del pubblico ministero nei giudizi d'appello svolti con rito cartolare non determina automaticamente la nullità: il difensore deve dimostrare un concreto e specifico pregiudizio alla strategia difensiva
  • L'obbligo di avviso sull'esistenza di programmi di giustizia riparativa ha carattere informativo; la mancata comunicazione non è in sé causa di nullità dell'atto processuale
  • Le censure che incidono sulla valutazione delle prove e richiedono nuovi accertamenti di fatto o rivalutazioni integrali del materiale probatorio non sono in genere sindacabili in Cassazione, salvo profili di violazione di legge o insanabile illogicità della motivazione
  • Quando si contesta una violazione procedurale in sede di legittimità, è strategico documentare e motivare il danno concreto subito dalla difesa (es. complessità delle imputazioni, necessità di approfondimenti) per superare l'argomento dell'assenza di specifico pregiudizio
  • In presenza di omissioni informative (es. avvisi sul rito in camera di consiglio o sulla giustizia riparativa) la difesa può chiedere comunque, tempestivamente, il rinvio o replicare prima dell'udienza per limitare eventuali effetti pregiudizievoli
  • Il rigetto del ricorso può comportare sanzioni pecuniarie e condanna alle spese; valutare sempre il rischio processuale prima di proporre ricorso per cassazione quando le censure sono principalmente di merito

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