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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 38187/2024 del 17/10/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che aveva rigettato la richiesta di revoca della misura cautelare in carcere applicata per il concorso morale nel tentato omicidio di Hamza Aloui. La difesa ha prodotto fotogrammi estratti da un video (senza audio) sostenendo una diversa ricostruzione della posizione del ricorrente rispetto all'autore materiale del delitto e deducendo la novità di tali elementi; in cassazione si è dedotta violazione di legge e difetto di motivazione, con richiamo all'art. 299 c.p.p. (valutazione di elementi nuovi) e censura sulla mancata rivalutazione delle esigenze cautelari.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto carente la specificità dell'impugnazione e ha confermato i limiti del sindacato di legittimità sulle valutazioni di fatto compiute dal giudice del merito. Ha ritenuto insufficienti i soli fotogrammi senza audio e privi di contestualizzazione rispetto al complesso probatorio per ritenere elementi "nuovi" o decisivi. Ha inoltre osservato che, se il giudice di merito non riconosce la novità o la decisività degli elementi prodotti, gli è sufficiente motivare tale mancato riconoscimento senza dover rinnovare integralmente l'esame del compendio probatorio. Il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 299 cod. proc. pen.

    Riferita dalla difesa come base per la valutazione di elementi nuovi ai fini della revoca della misura; la Corte osserva che la valutazione della novità spetta al giudice di merito e, se non riconosciuta, questi deve motivare il perché senza dover rinnovare tutto l'esame probatorio.

  • art. 581, lett. c) cod. proc. pen.

    La Corte richiama l'esigenza di specificità del ricorso per cassazione (indicare puntualmente ragioni di diritto ed elementi di fatto che fondano il dissenso); la mancanza di tale specificità rende il ricorso inammissibile.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Applicato per la condanna alle spese processuali e al pagamento in favore della Cassa delle ammende, ritenendo non esenti da profili di colpa le scelte impugnatorie del ricorrente.

  • art. 192 cod. proc. pen.

    Richiamato nel testo giurisprudenziale come distinto concetto dalla "gravità indiziaria" cautelare: la Corte evidenzia che il quadro di gravità indiziaria ai fini cautelari ha autonomia rispetto alla prova logica o critica prevista dall'art. 192.

Massime di principio

  • In materia cautelare, la Corte di cassazione non riesamina i fatti né riformula valutazioni probatorie: può solo verificare la congruenza logica della motivazione del giudice di merito e l'assenza di illogicità evidenti.
  • Per ottenere la revoca o la sostituzione di una misura cautelare basandosi su "nuovi" elementi (es. fotogrammi/video) è necessario dimostrarne la reale novità e la capacità di mutare il quadro indiziario; elementi isolati e privi di contestualizzazione sono generalmente insufficienti.
  • Il ricorso per cassazione deve rispettare i requisiti di specificità (art. 581, lett. c): va indicato puntualmente il confronto con le argomentazioni del provvedimento impugnato e le ragioni di diritto e di fatto del dissenso; la mancanza di tale specificità comporta inammissibilità.
  • Se il giudice di merito valuta che i presunti elementi nuovi non sono decisivi, è sufficiente che dia conto, con motivazione logica, delle ragioni del mancato riconoscimento; non è obbligato a ripetere integralmente la precedente istruttoria.
  • Nelle impugnazioni cautelari è prudente produrre elementi probatori completi e corroboranti (es. video con audio, testimonianze, analisi tecniche) e sollevare per tempo le diverse ricostruzioni processuali secondo le forme previste per la valutazione di novità.

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