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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 23391/2025 del 23/06/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Scarpa impugnava la sentenza della Corte d'appello di Torino che lo aveva dichiarato colpevole dei reati di bancarotta fraudolenta (capo B, con il capo A assorbito) per aver causato il fallimento della s.r.l. Imprese Associate mediante operazioni dolose (bilanci e dichiarazioni fiscali con voci false, con ingente debito verso l'erario), di bancarotta documentale (capo C) per avere sottratto, distrutto o occultato i libri e le scritture contabili, e di omissione dei provvedimenti societari previsti dagli artt. 2482-ter e 2484 c.c. (capo D) violando l'art. 224 legge fallimentare. In sede di ricorso in Cassazione l'imputato deduceva: vizio di motivazione sulla sua responsabilità, ascrivendo le irregolarità al professionista incaricato della contabilità (dott. Sequenzia); il fatto che lo stesso commercialista avesse poi querelato per estorsione e che l'imputato fosse stato assolto in quel diverso procedimento; che la documentazione fosse rimasta materialmente in possesso del commercialista che non l'avrebbe consegnata; e infine chiedeva il riconoscimento dell'attenuante di cui all'ultimo comma dell'art. 219 legge fallimentare sulla base di una consulenza di parte che rideterminava i bilanci e riduceva gli scostamenti.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha confermato che la responsabilità dell'amministratore non viene esclusa dal fatto che la tenuta della contabilità sia stata affidata a un professionista, essendovi una presunzione iuris tantum che i dati contabili siano stati trascritti secondo le indicazioni del titolare, superabile solo con prova contraria rigorosa, prova che nel caso di specie non è stata fornita. La sentenza ha ritenuto irrilevante ai fini della responsabilità penale l'assoluzione dell'imputato nel procedimento per estorsione promosso dal commercialista. Ha inoltre confermato l'esclusione dell'attenuante di particolare tenuità del danno (art. 219 l.f.) in considerazione dell'entità delle operazioni dolose (debito verso l'erario superiore ai 5 milioni di euro) e del fatto che l'occultamento delle scritture impediva la ricostruzione della massa attiva. Pertanto è stata confermata la condanna già irrogata (pena, in sede di merito, di 2 anni e 2 mesi di reclusione, con esclusa recidiva e circostanze attenuanti generiche ritenute equivalenti all'aggravante della pluralità dei fatti).

Norme richiamate

  • art. 2482-ter cod. civ.

    norma richiamata come obbligo di adottare determinati provvedimenti societari; la mancata adozione è stata ritenuta integrativa di responsabilità nell'ambito della bancarotta

  • art. 2484 cod. civ.

    richiamato insieme all'art. 2482-ter quale norma sulle scadenze e misure obbligatorie per l'amministrazione societaria; la violazione è stata considerata rilevante ai fini dell'addebito (capo D)

  • art. 224 legge fallimentare (L. 267/1942)

    norma richiamata in relazione agli obblighi del fallito/legale rappresentante; la violazione è stata ritenuta configurante responsabilità penale collegata alla bancarotta

  • art. 219 legge fallimentare (L. 267/1942), ultimo comma

    prevede l'attenuante per danno di particolare tenuità; la Corte ha interpretato che tale attenuante non è applicabile quando l'occlusione delle scritture impedisce la ricostruzione del danno e quando l'ammontare delle operazioni è rilevante

  • artt. 2214 e 2241 cod. civ.

    richiamati per il principio secondo cui l'imprenditore è personalmente obbligato alla regolare tenuta dei libri e scritture contabili e resta responsabile dell'attività svolta da soggetti incaricati; tale principio sorregge la presunzione di responsabilità dell'amministratore

Massime di principio

  • Quando la contabilità è affidata a un professionista permane una presunzione iuris tantum di responsabilità dell'amministratore: tocca all'imprenditore fornire prova rigorosa e convincente che le irregolarità siano esclusiva responsabilità del professionista.
  • L'assenza di consegna del compendio contabile al curatore integra la fattispecie di bancarotta documentale e ostacola l'applicabilità dell'attenuante per danno di particolare tenuità, poiché l'occultamento impedisce la verifica del danno alla massa creditoria.
  • Una pronuncia assolutoria in un procedimento diverso (es. estorsione denunciata dal commercialista) non ha, di per sé, efficacia liberatoria rispetto alla responsabilità per bancarotta, soprattutto se l'assoluzione è basata sul riconoscimento del rapporto professionale o su profili diversi.
  • La valutazione dell'attenuante per limitatezza del danno richiede una quantificazione concreta della diminuzione della massa attiva; prove di parte che non rimuovono la rilevanza quantitativa delle operazioni contestate difficilmente sono decisive.
  • Per ridurre il rischio di addebiti penali, l'imprenditore/amministratore deve esercitare adeguata vigilanza: formalizzare incarichi, documentare istruzioni, verificare rendicontazioni e sollecitare la conservazione e la tempestiva consegna della documentazione contabile.
  • In caso di conflitto con il professionista è importante disporre di elementi probatori indipendenti (comunicazioni scritte, PEC, deleghe, attestazioni, copie dei documenti consegnati) per poter fornire la prova contraria necessaria a superare la presunzione di responsabilità.

Testo integrale

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