Ordinanza n. 2887/2026 - Napoli, Sezione 8
per l'annullamento - del Provvedimento prot. n. -OMISSIS- del 17.04.2025 a firma del Responsabile dell'Area Urbanistica del Comune di Trentola Ducenta, con il quale, in riscontro alla richiesta, prot. n. -OMISSIS- del 30.05.2024, ex art. 36 bis del D.P.R. 380/2001 prodotta dal ricorrente e relativa al fabbricato residenziale di realizzato con P.d.C. n. -OMISSIS-, è stata comunicata “la mancata formazione del Silenzio Assenso in ordine alla Richiesta di cui trattasi”; B) Una agli atti preordinati, connessi e consequenziali.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: diniego della formazione del silenzio assenso sull'istanza di accertamento di conformità ex art. 36-bis d.P.R. 380/2001
Esito
La controversia
Il ricorrente ha impugnato il provvedimento comunale del 17 aprile 2025, adottato in riscontro all'istanza presentata il 30 maggio 2024 ai sensi dell'art. 36-bis d.P.R. 380/2001, relativa alla rimodulazione dell'assetto plano-volumetrico di un fabbricato residenziale unifamiliare con annesso studio medico, senza alterazione della volumetria originaria autorizzata con permesso di costruire. Il Comune ha comunicato la mancata formazione del silenzio assenso, ritenendo necessario attendere la conclusione di un procedimento penale relativo agli interventi edilizi. Il ricorrente ha dedotto che il decorso di 45 giorni dalla presentazione dell'istanza, senza un provvedimento motivato, avrebbe determinato l'accoglimento della richiesta, e ha contestato la necessità di subordinare la formazione del silenzio assenso all'emanazione di una sentenza penale. Il Comune si è costituito eccependo l'inammissibilità e l'infondatezza del ricorso. Nel giudizio è inoltre emersa la questione della legittimazione del ricorrente a presentare l'istanza, in relazione a una precedente ordinanza di demolizione del 3 settembre 2020, asseritamente non ottemperata, e alla possibile acquisizione gratuita dell'immobile al patrimonio comunale.
La decisione
Il TAR non ha definito il merito del ricorso e ha disposto accertamenti istruttori. In particolare, dovranno essere acquisiti presso la Procura della Repubblica competente, a cura della Segreteria della Sezione e del ricorrente, il certificato del casellario giudiziale e quello dei carichi pendenti relativi al ricorrente, per verificare la pendenza o la definizione del procedimento penale connesso alla denuncia dell'Ufficio del Genio Civile del 18 luglio 2024 e, se necessario, l'eventuale adozione di un decreto di archiviazione. Il Comune dovrà inoltre chiarire se sia stato adottato un provvedimento di acquisizione gratuita dell'immobile a seguito dell'ordinanza di demolizione, asseritamente non ottemperata alla data del sopralluogo. Gli adempimenti devono essere eseguiti entro 120 giorni dalla comunicazione o notificazione dell'ordinanza. La causa è stata rinviata all'udienza pubblica del 5 novembre 2026. Non è stata adottata una decisione sulla legittimità del diniego né sulla domanda cautelare nel merito; quest'ultima era stata inizialmente respinta dal TAR, mentre il Consiglio di Stato l'aveva accolta ai soli fini della sollecita fissazione dell'udienza di merito.
Norme richiamate
art. 36-bis d.P.R. 380/2001
intervento di rimodulazione dell'assetto plano-volumetrico di un fabbricato residenziale unifamiliare con annesso studio medico, senza alterazione della volumetria originaria, autorizzata con PDC n. -OMISSIS-
La disposizione costituisce la base normativa dell'istanza di accertamento di conformità edilizia proposta dal ricorrente; il TAR non ne ha ancora definito l'applicazione concreta.
art. 73, comma 3, c.p.a.
La questione di inammissibilità prospettata ai sensi di tale disposizione è stata richiamata nel corso del giudizio, ma non è stata definita con l'ordinanza istruttoria.
art. 31 d.P.R. 380/2001
La precedente ordinanza di demolizione e la possibile acquisizione gratuita dell'immobile al patrimonio comunale sono state considerate rilevanti per verificare la legittimazione del ricorrente alla presentazione dell'istanza; l'ordinanza non decide tuttavia tale questione.
Massime di principio
- In una controversia relativa al diniego della formazione del silenzio assenso su un'istanza di accertamento di conformità edilizia, il giudice può disporre l'acquisizione della documentazione relativa a eventuali procedimenti penali connessi agli illeciti edilizi quando tale circostanza sia stata posta dall'amministrazione a fondamento del provvedimento impugnato.
- La verifica della legittimazione a proporre un'istanza di accertamento di conformità può richiedere l'accertamento dell'eventuale acquisizione gratuita dell'immobile al patrimonio comunale conseguente alla mancata ottemperanza a un'ordinanza di demolizione.
- Quando la decisione dipende dalla verifica della pendenza o definizione di un procedimento penale e dell'eventuale acquisizione dell'immobile al patrimonio comunale, il giudice amministrativo può rinviare la decisione e ordinare specifici adempimenti istruttori a carico della segreteria, della parte privata e dell'amministrazione.
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