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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 25790/2023 del 14/06/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione avverso la conferma della condanna per furto aggravato con destrezza (portafogli asportato da tasca). Sono stati dedotti tre motivi principali: 1) nullità per mancata comunicazione del dispositivo della sentenza di secondo grado (invocata ex art. 606 c.p.p., lett. b)); 2) carenza di motivazione e mancata riqualificazione in furto tentato; 3) contraddittorietà della motivazione in relazione all'aggravante della destrezza. In seguito il difensore ha proposto, con memoria, un motivo nuovo relativo all'applicazione della condizione di non punibilità per particolare tenuità (art. 131-bis c.p.), dopo la modifica normativa intervenuta.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Sul primo motivo la Corte ha ritenuto improprio il richiamo all'art. 606 c.p.p., lett. b) e ha considerato la mancata comunicazione del dispositivo come nullità sanata quando il ricorso per cassazione è stato tempestivamente proposto e riguarda il contenuto motivazionale della sentenza. Sul secondo motivo ha confermato che il fatto è configurabile come furto consumato con destrezza, atteso che l'imputato si era effettivamente impossessato del portafogli e ne aveva avuto anche se per breve tempo la disponibilità autonoma prima dell'arresto. Il terzo motivo è stato ritenuto generico e non confrontato con la ratio decidendi. Il motivo nuovo relativo alla tenuità è stato dichiarato tardivo e dunque inammissibile ai sensi dell'art. 585 c.p.p. Conseguentemente è stata disposta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro 3000 a favore della Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 606 cod. proc. pen.

    La Corte ha precisato che la lett. b) riguarda inosservanza di norme di diritto sostanziale e non le violazioni processuali; le violazioni processuali vanno dedotte con la lett. c). Il richiamo inopportuno alla lett. b) è motivo manifestamente infondato.

  • art. 183 cod. proc. pen.

    Principio di sanatoria per il raggiungimento dello scopo: l'omessa comunicazione del dispositivo è sanata se il difensore ha tempestivamente impugnato il provvedimento e i motivi riguardano il reale contenuto motivazionale.

  • art. 23, comma 8, D.L. n.137/2020 e art.16, comma 1, D.L. n.228/2021

    Richiamate nella motivazione per spiegare che il procedimento è stato trattato in forma cartolare; l'omessa comunicazione del dispositivo in riti camerali non partecipati può essere valutata alla stregua delle regole sulla notificazione ma è sanabile se l'impugnazione è tempestiva.

  • art. 625 c.p. (n.4, furto aggravato)

    Norma sostanziale del reato contestato; la Corte ha confermato la sussistenza del reato nella forma consumata con aggravante della destrezza.

  • Decr. Leg. n.150/2022, art.2, comma 1, lett. i)

    Modifica sulla procedibilità (introduzione della procedibilità a querela) è stata richiamata dalla Corte. Tuttavia la sopravvenuta procedibilità a querela non incide sul giudicato sostanziale quando il ricorso sia inammissibile.

  • art. 131-bis c.p.

    Regime della non punibilità per particolare tenuità del fatto; la richiesta di applicazione sollevata in memoria è stata ritenuta tardiva e quindi inammissibile, non potendosi esaminare il nuovo motivo presentato dopo i termini previsti.

  • art. 585, commi 4 e 5, cod. proc. pen.

    Norme sulla tardività dei motivi nuovi in Cassazione: il motivo nuovo introdotto con memoria (tenuità) è stato dichiarato tardivo e inammissibile.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma applicata per disporre la condanna alle spese del procedimento e la somma a favore della Cassa delle ammende in caso di dichiarazione di inammissibilità del ricorso.

  • art. 673 cod. proc. pen.

    Richiamato in rapporto alla revoca per abolitio criminis: la Corte distingue la sopravvenuta modificazione della procedibilità dalla vera abolitio criminis che può essere rilevata anche in sede esecutiva.

Massime di principio

  • La mancata comunicazione del dispositivo di una sentenza d'appello non comporta automaticamente l'annullamento: l'omissione è sanabile se il difensore ha tempestivamente impugnato la decisione e i motivi di impugnazione riguardano il contenuto motivazionale della sentenza (art. 183 c.p.p.).
  • In tema di borseggio e 'furto con destrezza', la consumazione si realizza quando l'autore ottiene la piena, autonoma ed effettiva disponibilità della cosa, anche se per breve tempo; l'intervento successivo di polizia osservante non trasforma necessariamente il reato in tentativo.
  • I motivi di cassazione devono essere formulati secondo le lettere corrette dell'art. 606 c.p.p.: errori di inquadramento normativo formale possono portare all'inammissibilità per manifesta infondatezza.
  • Le modifiche normative sopravvenute che rendono il reato procedibile a querela non incidono automaticamente sul giudicato sostanziale quando il ricorso sia inammissibile; la sopravvenuta improcedibilità non è equivalente all'abrogazione del reato.
  • Motivi nuovi introdotti fuori dei termini regolamentari (memorie tardive) sono inammissibili ai sensi dell'art. 585 c.p.p.; eventuali questioni nuove vanno sollevate nei termini processuali previsti per non precluderne l'esame.
  • In caso di ricorso inammissibile la Corte può condannare il ricorrente al pagamento delle spese e, se del caso, a somme a titolo di ammenda/cassa delle ammende, soprattutto se emergono profili di colpa nella formulazione del ricorso.

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