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Sentenza

Sentenza del 08/03/2017 n. 396 - Comm. Trib. Reg. per il Piemonte

Accertamento - Termini - Quote di ammortamento - Spese di manutenzione non deducibili - Decadenza - Legittimità

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società contestava il recupero a tassazione di maggiori ricavi e costi indeducibili, derivanti in particolare dalla presunta compensazione tra i compensi dell’amministratore e il canone per l’uso di locali sociali, dalla mancata contabilizzazione di rimborsi per spese comuni, dall’imputazione di costi professionali a esercizi diversi da quello di competenza e dalla riqualificazione di alcune spese di manutenzione come costi incrementativi da ammortizzare. La contestazione principale oggetto della massima riguardava la possibilità di ridurre le quote di ammortamento anche quando le spese originarie erano state sostenute in annualità ormai non più accertabili per decorso dei termini di decadenza.

La decisione

La Commissione Tributaria Regionale ha respinto integralmente l’appello e confermato la decisione di primo grado. Ha ritenuto legittima la ripresa relativa alla compensazione tra crediti dell’amministratore e canoni di locazione, poiché la società non aveva dimostrato né la gratuità dell’incarico né la concessione gratuita dei locali. Ha inoltre ritenuto adeguata la presunzione di maggiori ricavi derivante dalla sproporzione tra spese sostenute e rimborsi contabilizzati, non adeguatamente giustificata dalla società. È stato confermato anche il principio di competenza per i costi professionali. Quanto alle quote di ammortamento, la Commissione ha stabilito che il Fisco può rettificarle negli esercizi ancora accertabili anche se le spese di manutenzione cui si riferiscono sono state sostenute in esercizi ormai decaduti, quando la contestazione riguarda la corretta qualificazione e imputazione fiscale delle spese. Le spese processuali sono state compensate tra le parti.

Norme richiamate

  • Art. 102 TUIR

    La libertà di scelta tra imputazione delle spese di manutenzione a incremento del costo ammortizzabile o deduzione entro il plafond è prevista dall’art. 102 TUIR, ma non è mero arbitrio dovendosi comunque rispettare un criterio di imputazione dato dalla natura della spesa.

    Le spese di manutenzione devono essere qualificate secondo la loro effettiva natura. Se hanno carattere incrementativo, devono concorrere alla formazione del costo ammortizzabile; se sono ordinarie, sono deducibili nei limiti previsti. La rettifica delle quote di ammortamento negli anni ancora accertabili è possibile anche se le spese originarie risalgono ad annualità decadute.

  • Art. 51, comma 4, TUIR

    L’importo da far concorrere alla formazione del reddito di lavoro dipendente può essere determinato in base alla rendita catastale, maggiorata del 30%, per gli immobili concessi al dipendente.

    La società aveva invocato tale disciplina per sostenere la tassazione del solo fringe benefit dell’amministratore, ma il giudice l’ha ritenuta non applicabile perché ha qualificato l’operazione come compensazione tra autonomi crediti derivanti dall’attività di amministratore e dalla locazione di locali.

  • Art. 115 c.p.c.

    Il giudice deve porre a fondamento della decisione le prove proposte dalle parti e i fatti non specificamente contestati.

    Il meccanismo della non contestazione opera per fatti specifici e documentati, non per mere argomentazioni difensive o ricostruzioni prive di adeguato supporto probatorio.

  • Art. 116 c.p.c.

    Il giudice valuta le prove secondo il suo prudente apprezzamento.

    Non sussiste violazione della norma quando il giudice valuta il materiale probatorio in modo coerente, anche se non accoglie le conclusioni della parte.

  • Principio di competenza fiscale

    I costi devono essere imputati all’esercizio in cui la prestazione è stata resa, salvo che la loro esistenza o il loro ammontare siano oggettivamente incerti. La fatturazione o il pagamento non determinano automaticamente l’esercizio di deducibilità.

Massime di principio

  • La decadenza dal potere di accertare un’annualità non rende intangibili gli effetti fiscali che si producono negli esercizi successivi. Il Fisco può rettificare quote di ammortamento dedotte in un anno ancora accertabile, anche se l’errore deriva da una qualificazione originaria riferita a un periodo ormai decaduto.
  • La qualificazione di una spesa di manutenzione deve dipendere dalla sua natura effettiva e non dalla scelta contabile discrezionale del contribuente. Spese omogenee devono essere trattate con criteri coerenti nel tempo.
  • In presenza di spese sostenute dal proprietario e rimborsi degli inquilini significativamente inferiori, l’Amministrazione può utilizzare presunzioni per contestare ricavi non contabilizzati. Il contribuente deve fornire documentazione precisa sui criteri di riparto, sulle superfici, sulle insolvenze e sulle rinunce ai rimborsi.
  • La compensazione tra prestazioni o crediti reciproci può avere rilevanza fiscale anche senza pagamento in denaro. Per escluderla occorrono prove concrete della gratuità dell’incarico o dell’uso gratuito dell’immobile.
  • Le mere spiegazioni difensive non bastano a superare una presunzione fondata su fatti documentati e coerenti; sono necessari contratti, delibere, criteri contabili e altra documentazione verificabile.

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