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Cassazione Penale, Ordinanza n. 03336/2025 del 27/01/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte di appello che aveva confermato la sua condanna per falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico. Nel ricorso ha contestato, da un lato, la correttezza della motivazione sulla dichiarazione di responsabilità, ma la doglianza è stata ritenuta meramente fattuale e ripetitiva di quelle già dedotte in appello e disattese; dall'altro, ha lamentato il mancato riconoscimento della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto ex art. 131-bis c.p., sostenendo l'esistenza di una contraddizione nella motivazione. La Corte ha ritenuto la censura in parte non consentita in sede di legittimità e in parte manifestamente infondata, osservando che il giudice di merito aveva escluso la particolare tenuità valorizzando la modalità della condotta, inserita in una serie di attività illecite volte ad eludere la disciplina fiscale, e il carattere non esiguo del danno.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende. Ha ritenuto non scrutinabili in cassazione le censure di merito sulla responsabilità, perché generiche e meramente reiterative, e ha giudicato manifestamente infondata la doglianza sulla non punibilità ex art. 131-bis c.p., poiché la motivazione di merito era conforme ai criteri legali di valutazione della tenuità del fatto.

Norme richiamate

  • art. 483 c.p.

    Norma incriminatrice posta a fondamento della condanna confermata in appello, relativa alla falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico.

  • art. 131-bis c.p.

    La particolare tenuità del fatto richiede una valutazione complessiva delle modalità della condotta, del grado di colpevolezza e dell'entità del danno o del pericolo; è sufficiente che la motivazione dia conto dell'assenza di uno dei presupposti ritenuto decisivo.

  • art. 133, comma 1, c.p.

    Criterio normativo richiamato per la valutazione della tenuità del fatto, incentrato su modalità della condotta, grado della colpevolezza ed entità del danno o del pericolo.

  • art. 616 c.p.p.

    Base per la condanna alle spese processuali e al versamento alla Cassa delle ammende in caso di inammissibilità del ricorso.

Massime di principio

  • In sede di legittimità non sono ammissibili censure che si risolvano nella mera riproposizione di doglianze di merito già disattese dal giudice di appello, se non accompagnate da una critica argomentata e specifica alla motivazione impugnata.
  • La denuncia di vizi motivazionali è inammissibile quando si traduce in una contestazione fattuale della ricostruzione dei giudici di merito, estranea ai limiti del giudizio di cassazione.
  • Ai fini dell'art. 131-bis c.p., il giudizio di particolare tenuità richiede una valutazione complessiva della concreta offensività del fatto, con riferimento alle modalità della condotta, al grado di colpevolezza e all'entità del danno o del pericolo.
  • La motivazione che escluda la particolare tenuità del fatto è sufficiente se individua uno dei presupposti richiesti dall'art. 131-bis c.p. ritenuto decisivo in senso ostativo, senza necessità di esaminare analiticamente tutti gli altri elementi di valutazione.
  • Quando la condotta si inserisce in una pluralità di attività illecite e il danno non è esiguo, può essere legittimamente negata la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniFalsità in atto pubblicoCause di non punibilità
RamiProcesso penaleReati contro la fede pubblicaParte generale
SottomaterieFalsità ideologica
IstitutiParticolare tenuità del fatto

Testo integrale

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