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Sentenza

Sentenza n. 319/2026 - Salerno, Sezione 2

per l'annullamento del provvedimento prot.n°74070 del 24.11.2025, notificato in data 15.01.2025, relativo alla irricevibilità della SCIA prot.n. 60224 del 30.09.2025, concernente lavori di manutenzione straordinaria con diversa distribuzione degli spazi interni di cui all'immobile sito in Scafati alla via della Resistenza trav. Navarrino 12, e di ogni atto, anche endoprocedimentale, comunque non conosciuto, consequenziale, connesso, preordinato e presupposto.

Giustizia amministrativa202600200

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Salerno, Sez. IISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: provvedimento comunale di irricevibilità della SCIA relativa a lavori di manutenzione straordinaria con diversa distribuzione degli spazi interni

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (proprietaria dell'immobile)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente aveva presentato un'istanza di permesso di costruire in sanatoria ai sensi dell'art. 36-bis del d.P.R. 380/2001, riferita a opere realizzate in difformità dal permesso di costruire, e successivamente una SCIA per ulteriori lavori di manutenzione straordinaria. Il Comune ha dichiarato irricevibile la SCIA ritenendo che sull'istanza di sanatoria si fosse formato il silenzio-rigetto previsto dall'art. 36, comma 3, del d.P.R. 380/2001. La ricorrente ha contestato tale presupposto, deducendo che l'istanza era stata espressamente formulata ai sensi dell'art. 36-bis e che il Comune aveva comunque adottato il provvedimento sulla SCIA oltre il termine legale di trenta giorni, senza un previo procedimento di riesame. Ha inoltre evidenziato che una precedente istanza ex art. 36, presentata nel 2020, risultava verosimilmente definita con silenzio-rigetto e che, in assenza della rimozione di tale precedente effetto, non sarebbe stato possibile replicare un'istanza ai sensi della medesima disposizione. Il Comune ha sostenuto che le opere non fossero astrattamente sanabili ai sensi dell'art. 36-bis, poiché non riconducibili a difformità parziali o varianti essenziali rispetto al permesso di costruire, avente ad oggetto un intervento di ampliamento di un fabbricato residenziale.

La decisione

Il ricorso è stato deciso in forma semplificata ai sensi dell'art. 60 c.p.a. ed è stato accolto. Il TAR ha rilevato, anzitutto, che il provvedimento sulla SCIA era intervenuto oltre il termine di trenta giorni previsto dalla legge e in assenza di un previo procedimento di riesame. Ha inoltre ritenuto erroneo il presupposto sostanziale dell'atto comunale: dall'istanza e dalla relazione tecnica risultava chiaramente che la domanda di sanatoria era stata presentata ai sensi dell'art. 36-bis del d.P.R. 380/2001, non dell'art. 36. Il riferimento alla precedente istanza ex art. 36 del 2020 confermava, piuttosto, che una nuova domanda fondata sulla stessa disposizione non sarebbe stata replicabile senza la previa rimozione del silenzio-rigetto. Il TAR ha escluso anche l'assunto comunale sull'inesistenza, in astratto, dei presupposti per l'applicazione dell'art. 36-bis: le opere potevano almeno teoricamente qualificarsi come interventi realizzati in difformità o in variante essenziale rispetto al titolo edilizio, fatta eccezione per i due manufatti esterni, fisicamente separati dal fabbricato. Per questi ultimi, tuttavia, l'amministrazione avrebbe potuto subordinare l'eventuale rilascio della sanatoria alla loro rimozione. È stato quindi annullato il provvedimento di irricevibilità della SCIA. Le spese sono state compensate in ragione della particolarità della questione.

Norme richiamate

  • art. 60 c.p.a.

    Consente la definizione del giudizio con sentenza in forma semplificata, previa audizione delle parti, quando la causa è manifestamente fondata.

  • art. 36-bis d.P.R. 380/2001

    Disciplina l'accertamento di conformità per gli interventi realizzati in difformità o in variante essenziale rispetto al titolo edilizio; la domanda espressamente formulata ai sensi di tale disposizione non può essere trattata dall'amministrazione come istanza ex art. 36.

  • art. 36, comma 3, d.P.R. 380/2001

    Prevede il silenzio-rigetto per l'istanza di accertamento di conformità disciplinata dall'art. 36; tale regime non è applicabile, secondo la decisione, a una domanda espressamente proposta ai sensi dell'art. 36-bis.

  • art. 19 l. 241/1990

    Il provvedimento repressivo o inibitorio sulla SCIA deve essere adottato entro il termine di trenta giorni; il suo superamento richiede, per l'intervento successivo dell'amministrazione, un previo procedimento di riesame.

Massime di principio

  • Quando l'istanza di sanatoria indica espressamente come propria base normativa l'art. 36-bis del d.P.R. 380/2001, l'amministrazione non può riqualificarla come domanda presentata ai sensi dell'art. 36 e applicare il relativo silenzio-rigetto, dovendo esaminare la pratica secondo la disciplina invocata dall'interessato.
  • Il provvedimento comunale adottato sulla SCIA oltre il termine di trenta giorni è illegittimo se non è preceduto dall'attivazione di un procedimento di riesame che consenta l'esercizio dei poteri successivi previsti dalla disciplina della segnalazione certificata.
  • Ai fini dell'applicazione dell'art. 36-bis del d.P.R. 380/2001, le opere realizzate in difformità o in variante essenziale rispetto a un permesso di costruire possono essere astrattamente riconducibili alla disciplina di sanatoria anche quando il titolo originario autorizzava un intervento di ampliamento, salva la verifica concreta dei presupposti di legge.
  • Quando una domanda di sanatoria comprende opere non suscettibili di regolarizzazione, l'amministrazione può subordinare l'eventuale rilascio del titolo alla rimozione delle opere non sanabili, anziché dichiarare irricevibile l'intera istanza senza esaminarne le componenti sanabili.

Come è indicizzato

MaterieTitoli abilitativi ediliziSanatoria e condono edilizioSCIA e liberalizzazioni
RamiEdiliziaProcedimento amministrativo
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneEfficacia ed esecutorietàDifetto di istruttoriaProporzionalità e ragionevolezza

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