Sentenza n. 617/2026 - Genova, Sezione 2
per l'ottemperanza del giudicato formatosi sulla sentenza del Tribunale di Genova, Sezione Lavoro, 19.11.2024, n. 1153.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Genova, Sezione Lavoro, 19 novembre 2024, n. 1153, quanto all'accredito del bonus docente e al pagamento delle spese di giudizio
Esito
Favorevole al ricorrente (docente e difensore)
Prevale il privato
La controversia
I ricorrenti hanno agito per l'esecuzione del giudicato formatosi sulla sentenza del Tribunale di Genova, Sezione Lavoro, che aveva condannato il Ministero ad assegnare alla docente la carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione, del valore di euro 500,00 per ciascuno degli anni scolastici 2019/2020, 2020/2021, 2021/2022 e 2022/2023, per complessivi euro 2.000,00 oltre rivalutazione o interessi, nonché a rifondere le spese processuali, con distrazione in favore del difensore antistatario. Dopo la notifica del ricorso, il Ministero ha accreditato alla docente il bonus, sicché è venuto meno l'interesse alla domanda da lei proposta. È invece rimasta ineseguita la parte del giudicato relativa al pagamento delle competenze legali in favore del difensore. I ricorrenti hanno evidenziato l'assenza di contestazioni sostanziali da parte dell'amministrazione e l'inutile decorso del termine dilatorio di centoventi giorni dalla notificazione del titolo esecutivo.
La decisione
Il TAR ha dichiarato la cessazione della materia del contendere relativamente alla domanda della docente, poiché il Ministero, successivamente alla proposizione del ricorso, aveva accreditato il bonus oggetto della sentenza. Ha invece accolto la domanda del difensore antistatario, rilevando l'assenza di contestazioni dell'amministrazione e il decorso del termine dilatorio di centoventi giorni previsto dall'art. 14 del D.L. n. 669/1996, convertito dalla legge n. 30/1997. Ha ordinato al Ministero di eseguire il giudicato entro sessanta giorni dalla comunicazione della sentenza, mediante il pagamento al difensore di euro 1.320,00 per onorari, oltre rimborso forfettario del 15% e accessori di legge. Per l'eventuale ulteriore inottemperanza ha nominato commissario ad acta il Direttore della Direzione generale per gli ordinamenti scolastici, la formazione del personale scolastico e la valutazione del sistema nazionale di istruzione, con termine sostitutivo di trenta giorni. Il Ministero è stato inoltre condannato alle spese del giudizio di ottemperanza, liquidate in euro 500,00 oltre spese generali, IVA e CPA.
Norme richiamate
art. 14 D.L. n. 669/1996, convertito dalla legge n. 30/1997
termine dilatorio di centoventi giorni dalla notificazione del titolo esecutivo
Il giudizio di ottemperanza per l'esecuzione di una condanna pecuniaria nei confronti della pubblica amministrazione può essere attivato, nel caso concreto, dopo l'inutile decorso del termine dilatorio di centoventi giorni dalla notificazione del titolo esecutivo.
Massime di principio
- Nel giudizio di ottemperanza, quando l'amministrazione esegue il giudicato dopo la proposizione del ricorso, la domanda relativa alla parte ormai adempiuta deve essere dichiarata cessata per sopravvenuta soddisfazione dell'interesse, mentre il giudizio prosegue per le obbligazioni rimaste ineseguite.
- Decorso inutilmente il termine dilatorio di centoventi giorni dalla notificazione del titolo esecutivo previsto dall'art. 14 del D.L. n. 669/1996, il giudice amministrativo può ordinare all'amministrazione l'esecuzione di una condanna pecuniaria risultante da un giudicato, fissando un termine per adempiere.
- In presenza di ulteriore inottemperanza rispetto all'ordine giudiziale di esecuzione, il giudice dell'ottemperanza può nominare un commissario ad acta, attribuendogli il potere di provvedere in sostituzione dell'amministrazione entro un termine successivo.
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