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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 29380/2024 del 19/07/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione avverso la misura di sicurezza dell'espulsione disposta con la sentenza che ha condannato l'imputato per rapina aggravata in concorso. La difesa ha sostenuto l'illegittimità dell'espulsione perché l'imputato sarebbe "è cittadino italiano dal 2013", senza però indicare l'atto o il documento che dimostrerebbe tale circostanza; dagli atti risulta soltanto una carta d'identità rilasciata dal Comune di Torino il 11/03/2021, documento che può essere posseduto anche da cittadini stranieri.

La decisione

La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso per motivo generico e carenza di specifica indicazione probatoria circa la cittadinanza italiana invocata; di conseguenza è stata confermata la decisione sul punto (l'espulsione resta operante) e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e, ai sensi dell'art. 616 cod. proc. pen., al versamento di euro 3.000 alla cassa delle ammende per profili di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità.

Norme richiamate

  • decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, art. 15

    La norma è utilizzata come titolo normativo per la misura di sicurezza dell'espulsione: l'espulsione è applicabile in relazione alla condanna di stranieri; se l'interessato contesta la qualità di straniero deve fornire adeguata prova documentale

  • codice di procedura penale, art. 616

    Consente la condanna alle spese processuali e l'applicazione di ammende in caso di impugnazione inammissibile; la Corte l'ha applicata per sanzionare la colpa nella proposizione del ricorso generico e privo di documentazione

Massime di principio

  • Una contestazione della misura di espulsione fondata sulla presunta cittadinanza italiana richiede l'indicazione e la produzione di specifici atti provanti (es. decreto di naturalizzazione, certificato anagrafico con indicazione della cittadinanza, passaporto italiano); affermazioni generiche nel ricorso sono inammissibili
  • La carta d'identità comunale non prova automaticamente la cittadinanza italiana, poiché anche stranieri titolari di permessi possono ottenere documenti di identificazione municipali
  • Se il motivo di impugnazione è generico o privo di supporto documentale, il giudice di legittimità può dichiararlo inammissibile e irrogare sanzioni pecuniarie ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
  • Difensore che intende contestare la qualità di straniero deve preliminarmente verificare e allegare la documentazione anagrafica/di cittadinanza o indicare con precisione l'atto che si assume invalido, onde evitare l'inammissibilità e eventuali ammende
  • Se la prova documentale è difficilmente reperibile al momento del ricorso, è preferibile richiedere termini o misure istruttorie specifiche nel merito piuttosto che limitarsi a censure generiche

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