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Cassazione Civile, Ordinanza n. 34002/2023 del 05/12/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (gestore servizi)

La controversia

La controversia nasce dall'impugnazione, da parte dell'ente ricorrente, di diverse cartelle di pagamento relative al mancato pagamento della tariffa rifiuti per annualità 2007-2012. Dopo il rigetto nei gradi di merito e il rigetto del ricorso per cassazione con ordinanza n. 41533/2021, l'ente ha proposto revocazione ex art. 391-bis c.p.c. deducendo un errore di fatto della Corte di cassazione, consistito nel non avere applicato una sopravvenuta disciplina introdotta dalla l. n. 215 del 2021, che prevede l'esenzione dalla TARI per gli immobili indicati nei Patti Lateranensi e l'applicazione retroattiva ai rapporti pendenti e non definiti con giudicato. La censura, sostanzialmente, mirava a ottenere la riconsiderazione del decisum alla luce dello ius superveniens.

La decisione

La Corte ha ritenuto che il motivo non integrasse un errore revocatorio ex art. 391-bis c.p.c. e art. 395, n. 4, c.p.c., poiché la mancata applicazione di una norma sopravvenuta non è svista percettiva su un fatto, ma denuncia di errore di diritto o di giudizio. Ha quindi dichiarato inammissibile il ricorso per revocazione, assorbendo ogni altra questione. Ha inoltre condannato il ricorrente alle spese in favore della controricorrente e dato atto dell'obbligo di versamento dell'ulteriore contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 391-bis c.p.c.

    La revocazione delle decisioni della Corte di cassazione è ammessa solo nei limiti dell'errore di fatto previsto dall'art. 395, n. 4, c.p.c., con carattere eccezionale e tassativo.

  • art. 395, n. 4, c.p.c.

    L'errore revocatorio deve consistere in una svista materiale e percettiva, decisiva, non controversa e immediatamente rilevabile, non in un errore di diritto o di valutazione.

  • art. 111 Cost.

    Non impone al legislatore vincoli ulteriori rispetto alla ricorribilità in cassazione per violazione di legge, sicché è legittima la scelta di limitare la revocazione delle decisioni di legittimità ai soli errori di fatto.

  • L. 17 dicembre 2021, n. 215, art. 2-bis

    La parte ricorrente invocava la norma come disciplina sopravvenuta che esclude il tributo per gli immobili indicati nei Patti Lateranensi.

  • L. 17 dicembre 2021, n. 215, art. 2-ter

    La parte ricorrente invocava la disposizione sulla retroattività ai periodi d'imposta non prescritti e ai rapporti pendenti e non definiti con sentenza passata in giudicato.

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115 del 2002

    È stato dato atto dei presupposti per il versamento dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato da parte del ricorrente soccombente.

Massime di principio

  • La revocazione delle sentenze e ordinanze della Corte di cassazione è ammessa solo per errore di fatto revocatorio, non per errori di diritto, di interpretazione o di valutazione della questione decisa.
  • Non integra errore revocatorio la mancata applicazione di uno ius superveniens più favorevole, poiché tale doglianza attiene a un error iuris e non a una svista percettiva su fatti non controversi.
  • L'errore di fatto revocatorio richiede una falsa percezione immediatamente verificabile, decisiva e non oggetto di precedente controversia; deve inoltre essere fondamento esclusivo della decisione impugnata.
  • La tassatività dei motivi di revocazione delle decisioni di legittimità è funzionale alla stabilità del giudicato e all'immutabilità delle decisioni definitive, in coerenza con i principi costituzionali e convenzionali sulla certezza dei rapporti giuridici.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniContenzioso tributario
RamiProcesso civileTributi
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiGiudicatoNullitàOnere della prova

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