Cassazione Penale, Sentenza n. 27970/2022 del 19/07/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte di Cassazione ha accolto il ricorso. Ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata della Corte d'appello di Milano e la sentenza di primo grado del Tribunale di Milano del 14/04/2021, disponendo la trasmissione degli atti al Tribunale di Milano per il proseguimento del procedimento.
Esito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorrente contestava la nullità della sentenza del 21/12/2021 perché il processo si era svolto in assenza: il decreto di citazione a giudizio era stato notificato all'avv. Marco Gatti, difensore d'ufficio presso il quale l'imputato aveva eletto domicilio, ma non era stata accertata l'effettiva instaurazione di un rapporto professionale tra difensore e imputato né altri elementi idonei a dimostrare con certezza la conoscenza del procedimento da parte dell'imputato. Si deduceva pertanto la nullità della notificazione e della successiva celebrazione in absentia.
Norme richiamate
art. 496 cod. pen.
È il reato per cui l'imputato era stato ritenuto responsabile in primo e secondo grado; la Cassazione ha però ritenuto che la condanna non possa reggere a causa della nullità della notificazione che ha compromesso la regolarità del giudizio in assenza.
Giurisprudenza della Corte di Cassazione (Sez. 5, n. 22752 del 21/01/2021; Sez. U, n. 23948 del 28/11/2019)
Principio consolidato secondo cui la notifica del decreto di citazione all'imputato eseguita presso il difensore d'ufficio domiciliatario è affetta da nullità assoluta quando non risulti accertata l'effettiva instaurazione di un rapporto professionale o la presenza di altri elementi che dimostrino con certezza la conoscenza del procedimento da parte dell'imputato; tale nullità è rilevabile in qualsiasi stato e grado del procedimento.
Massime di principio
- La scelta del domicilio presso un difensore d'ufficio non vale automaticamente come prova che l'imputato sia stato effettivamente rappresentato: è necessario dimostrare l'instaurazione del rapporto professionale o altre evidenze di conoscenza del procedimento.
- La notifica eseguita presso il difensore d'ufficio senza prova di effettivo mandato può determinare una nullità assoluta della notificazione e del successivo giudizio in assenza, rilevabile in ogni stato del processo.
- Per evitare l'annullamento, le parti e l'ufficio devono documentare contatti, conferimenti di incarico o atti difensivi che provino la rappresentanza effettiva; in mancanza, è preferibile la notificazione diretta all'imputato.
- La difesa ha convenienza a produrre tempestivamente elementi che attestino il rapporto professionale quando viene eletta dimora presso un difensore d'ufficio, per prevenire eccezioni sulla regolarità della notifica.
- In caso di annullamento per tale vizio, gli atti tornano al giudice di merito (Tribunale) per il prosieguo del procedimento, il quale dovrà assicurare la regolarità della notificazione e la presenza/percezione dell'imputato.
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