Sentenza n. 717/2026 - Catanzaro, Sezione 1
per l'annullamento, previa sospensione: del decreto n. -OMISSIS- del 11.08.2021 del Capo della Polizia – Direttore Generale della Pubblica Sicurezza, con il quale è stato ordinato il trasferimento d'ufficio, con effetto immediato, del ricorrente.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: decreto del Capo della Polizia che disponeva il trasferimento d'ufficio, con effetto immediato, da un ufficio della Polizia Stradale della Calabria a un Commissariato presso altra Questura
Esito
Favorevole al resistente (ministero)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente ha impugnato, chiedendone l'annullamento previa sospensione cautelare, il decreto con cui il Capo della Polizia aveva disposto il suo trasferimento d'ufficio. Nel corso del giudizio, l'interessato è risultato vincitore di un concorso interno e, per tale ragione, è stato trasferito presso una Questura situata nella Regione di residenza, con decorrenza 7 luglio 2025. Con memoria del 3 marzo 2026 ha dichiarato di non avere più interesse alla decisione e ha chiesto dichiararsi la cessata materia del contendere. L'Amministrazione si è costituita senza opporsi. La domanda cautelare era stata respinta con ordinanza del 2 febbraio 2022.
La decisione
Il TAR non ha esaminato nel merito la legittimità del trasferimento d'ufficio. Ha qualificato la dichiarazione del ricorrente di sopravvenuta mancanza di interesse, ai sensi dell'art. 84, comma 4, c.p.a., come univoco argomento di prova della sopravvenuta carenza di interesse alla decisione. Tale carenza è stata inoltre confermata dall'avvenuto trasferimento del ricorrente presso una Questura della Regione di residenza. Il ricorso è stato quindi dichiarato improcedibile ai sensi dell'art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a., anziché essere dichiarata la cessazione della materia del contendere. Le spese sono state integralmente compensate per giusti motivi.
Norme richiamate
art. 84, comma 4, c.p.a.
univoco argomento di prova della sopravventa carenza di interesse alla decisione del ricorso
La dichiarazione della parte di non avere più interesse alla decisione costituisce univoco argomento di prova della sopravvenuta carenza di interesse.
art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
lo dichiara improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse
Il ricorso è dichiarato improcedibile quando, nel corso del giudizio, sopravviene il difetto di interesse alla decisione.
Massime di principio
- La dichiarazione univoca del ricorrente di non avere più interesse alla decisione, valutata ai sensi dell'art. 84, comma 4, c.p.a., costituisce elemento probatorio idoneo a dimostrare la sopravvenuta carenza di interesse e può condurre alla declaratoria di improcedibilità del ricorso.
- La sopravvenuta adozione di un diverso provvedimento amministrativo che soddisfa l'interesse sostanziale perseguito dal ricorrente elimina l'interesse concreto e attuale alla decisione sull'atto originariamente impugnato e comporta l'improcedibilità del ricorso ai sensi dell'art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
- La mancata opposizione dell'amministrazione costituita, unitamente alla dichiarazione del ricorrente e all'evoluzione fattuale della vicenda, consente di definire il giudizio per sopravvenuta carenza di interesse senza esaminare i motivi di illegittimità dedotti contro l'atto impugnato.
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