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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 45958/2024 del 13/12/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che ha respinto l'istanza di affidamento in prova al servizio sociale. Si deduce errata applicazione di legge e vizio di motivazione: il Tribunale avrebbe dato rilievo ingiustificato alla gravità dei fatti commessi nel 2018 e a presunti rapporti attuali con ambienti criminali senza fornire evidenze, omettendo di valutare concretamente il periodo trascorso in semilibertà (ammissione dal TdS di Perugia il 9/11/2023) e la progressione trattamentale già avviata, proiettando in modo incongruo il giudizio sul passato anziché sulla prognosi futura.

La decisione

La Corte ha ritenuto il ricorso fondato. Ha censurato il metodo motivazionale del Tribunale di Sorveglianza di Roma, osservando che l'avvenuta ammissione alla semilibertà da parte di altro organo avrebbe dovuto far ritenere superati i rilievi fondati sul contesto di commissione del reato, salvo emergere fatti nuovi (che non risultano). La Corte ha affermato che andava apprezzata in concreto l'idoneità dell'affidamento in prova al servizio sociale a garantire la prosecuzione del percorso di risocializzazione; in conseguenza il provvedimento impugnato è stato ritenuto viziato (ricorso accolto) e la valutazione del giudice di merito va riconsiderata secondo i criteri indicati.

Norme richiamate

  • semilibertà (misura alternativa)

    La precedente ammissione alla semilibertà è stata ritenuta elemento che supera, salvo fatti nuovi, le riserve fondate sul contesto di commissione del reato; va valutato l'esito pratico della sperimentazione esterna

  • affidamento in prova al servizio sociale (misura alternativa)

    La misura va valutata in concreto rispetto alla sua idoneità prognostica a garantire il percorso rieducativo già avviato, non esclusa per principio dalla gravità del reato passato

  • obbligo di motivazione

    Il giudice deve motivare specificamente le affermazioni circa l'attualità di legami criminosi; affermazioni non supportate da fatti concreti costituiscono vizio di motivazione

  • principio della gradualità del trattamento

    La gradualità è rilevante ma non può giustificare il diniego quando il detenuto abbia già avuto una sperimentazione esterna positiva; la progressione trattamentale va apprezzata concretamente

Massime di principio

  • L'ammissione precedente a misure esterne come la semilibertà pesa a favore della concessione di ulteriori misure alternative salvo emergano nuovi fatti negativi
  • Il giudice deve motivare in modo puntuale e documentato le affermazioni su presunti rapporti attuali con ambienti criminali; giudizi generici o proiezioni sul passato possono rendere la decisione viziata
  • La valutazione deve concentrarsi sull'idoneità prognostica della misura richiesta a garantire il percorso rieducativo futuro, non esclusivamente sulla gravità del reato consumato in passato
  • Il principio di gradualità non è un ostacolo automatico quando il percorso esterno è già stato sperimentato con esiti positivi; va considerata l'effettiva affidabilità dimostrata
  • In caso di difetto metodologico o di motivazione il provvedimento di diniego va annullato o rimesso al giudice di merito per nuova valutazione conforme ai criteri indicati

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