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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 39718/2024 del 29/10/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnano l'ordinanza del 23/02/2024 che confermava il sequestro conservativo disposto nel procedimento penale e richiesto dalla curatela fallimentare. Il sequestro riguarda immobili e disponibilità finanziarie ritenute riconducibili ad operazioni (preliminare di vendita del 26/03/2014 per €700.000) sospette di simulazione e finalizzate ad alleggerire il patrimonio della fallita Geos Green. I ricorrenti contestano: a) insufficiente e apparente motivazione sul fumus commissi delicti e sul periculum in mora, in violazione dell'art. 627 c.p.p.; b) l'utilizzabilità e la attendibilità delle fonti principali impiegate (relazione ex art. 33 legge fallimentare, nota Agenzia delle Entrate), ritenute "partigiane"; c) la mancata considerazione di pronunce civili, arbitrali e tributarie che, a loro avviso, avrebbero accertato la validità dell'operazione o escluso la responsabilità dei ricorrenti; d) errori di diritto civilistico (richiamo ad artt. 1453, 1454, 2909 c.c., ecc.) e procedurale (art. 112 c.p.c., art. 238-bis c.p.p.) volti a sostenere che esisterebbe già un titolo esecutivo o giudiziario che escluderebbe la necessità del sequestro sui beni dei ricorrenti; e) la rilevanza ai fini della misura dell'accordo transattivo del LOCATELLI con il fallimento e del credito vantato da ALFONSO verso la procedura (compensazione).

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi. Ha ritenuto che il sindacato in sede di legittimità sui provvedimenti cautelari reali è limitato (art. 325 c.p.p.) e che l'ordinanza del Tribunale del riesame non sia viziata da carenza motivazionale grave. In particolare la Cassazione ha condiviso che: a) il Tribunale ha effettivamente estratto dalla relazione del curatore e dalla segnalazione dell'Agenzia delle Entrate elementi concreti atti a fondare, anche cautelarmente, il fumus (simultaneità dei flussi, entità anomala della caparra, ruoli multipli degli interessati, passaggi di denaro sospetti, rapporti societari stretti tra parti); b) le pronunce civili, arbitrali e tributarie richiamate dalla difesa non contenevano statuizioni idonee a escludere la simulazione e quindi non impedivano l'adozione del sequestro; c) il periculum in mora è stato adeguatamente motivato con riferimento a dispersione rapida di liquidità tramite giroconti e all'organizzazione dei movimenti finanziari, non incidendo l'accordo tra LOCATELLI e il fallimento o l'esistenza di un credito vantato da ALFONSO sulla possibilità della curatela di richiedere il risarcimento in sede penale e, conseguentemente, il sequestro conservativo. Sul piano processuale la Corte ha ritenuto infondate le censure relative all'inutilizzabilità degli atti di indagine citati e ha confermato che le questioni di solidarietà e di compensazione debbono essere decise in sede adatta e non ostano al sequestro richiesto dalla curatela.

Norme richiamate

  • art. 23, comma 8, d.l. 28 ottobre 2020, n. 137

    Consentita la trasmissione scritta della requisitoria del PG; menzionata per spiegare la forma della conclusione del Pubblico Ministero.

  • art. 627 cod. proc. pen.

    Norma richiamata in relazione ai presupposti del sequestro conservativo (fumus e periculum); la Corte ha ritenuto corretta l'applicazione avendo il giudice del riesame motivato adeguatamente su entrambi i requisiti.

  • art. 325 cod. proc. pen.

    Richiamato come limite del sindacato di legittimità sui provvedimenti cautelari reali: la Cassazione può intervenire per violazione di legge o per motivazione radicalmente carente; qui ha escluso tali vizi.

  • art. 33 legge fallimentare (relazione del curatore)

    La relazione ex art. 33 è stata utilizzata come fonte probatoria alla stregua di atti d'indagine che il giudice del riesame ha adeguatamente valutato e da cui ha ricavato elementi indiziari del fumus.

  • artt. 1453 e 1454 cod. civ.

    Richiamati dalla difesa in relazione alla risoluzione del preliminare: la Corte osserva che la sentenza civile sulla risoluzione non aveva accertato la simulazione e quindi non costituiva ostacolo alla valutazione del fumus in sede cautelare.

  • art. 2909 cod. civ.

    Richiamato dalla difesa per sostenere il valore preclusivo del giudicato civile; la Cassazione ha ritenuto che non esistesse un giudicato che avesse deciso la natura simulata o meno dell'operazione.

  • art. 112 cod. proc. civ.

    Citate le norme processuali civili invocate dalla difesa (e.g. sul valore delle sentenze e sulla delibazione degli atti tributari); la Corte ha ritenuto che quelle decisioni non avessero contenuto idoneo a escludere il fumus.

  • art. 238-bis cod. proc. pen.

    Richiamato nei motivi difensivi inerenti all'efficacia degli accertamenti civili e tributari: la Corte ne trae la conclusione che non sussistono provvedimenti decisivi circa la simulazione che impediscano il sequestro.

  • art. 47, comma 3, d.lgs. n. 546/92

    Norma evocata in relazione alle pronunce tributarie sospensive; la Corte ha ritenuto che tali provvedimenti non costituiscano di per sè un accertamento sulla simulazione idoneo ad ostacolare il sequestro.

  • artt. 1241-1243 cod. civ. e art. 56 L.F.

    Richiamati dalla difesa in relazione a questioni di responsabilità e compensazione; la Corte ha ritenuto che le questioni sulla solidarietà e sulla compensazione debbano essere risolte in altra sede e non impediscano il sequestro cautelare.

Massime di principio

  • Per disporre un sequestro conservativo il giudice può fondarsi anche su relazioni del curatore e su segnalazioni dell'Agenzia delle Entrate: tali atti costituiscono elementi indiziari valutabili purché la motivazione sia specifica e collegata ai fatti concreti.
  • Pronunce civili, arbitrali o tributarie che non accertano espressamente la simulazione di un'operazione non impediscono per sé l'adozione di misure cautelari in sede penale quando ci siano indizi significativi diversi o ulteriori.
  • Il sindacato di legittimità della Cassazione sui provvedimenti cautelari reali è limitato: può censurare solo violazioni di legge o motivazioni radicalmente carenti; una motivazione ampia e articolata sulle fonti d'indagine è sufficiente per resistere al gravame.
  • La sussistenza del periculum (rischio di dispersione) può essere desunta da movimenti finanziari rapidi, da giroconti e da un'organizzazione dei trasferimenti che renda probabile la perdita delle garanzie; accordi transattivi di terzi non annullano automaticamente tale rischio nei confronti di altri potenziali responsabili.
  • Questioni di compensazione, solidarietà tra debitori o eccezioni simili sono questioni di merito o di diritto civile che vanno dedotte e decise nelle sedi competenti e non necessariamente ostano all'adozione di misure cautelari richieste dalla curatela fallimentare in sede penale.

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