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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 37750/2023 del 14/09/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Pozzoli ha impugnato la sentenza di appello che lo aveva confermato responsabile per appropriazione indebita aggravata e continuata (capi 1-5) e per abusivismo finanziario (capo 6). Il ricorso articolava tre motivi: 1) vizio di motivazione e contestazione della sussistenza dell'appropriazione indebita in relazione a somme di denaro (sottolineando la fungibilita del denaro e la presunta mancanza di manifestazione oggettiva di volontà di appropriarsi); criticava inoltre l'accertamento dell'abusivismo finanziario per mancanza di effettiva intermediazione e per l'assenza di una clientela indeterminata; 2) violazione di legge con richiesta di riqualificazione dei fatti in truffa, essendosi i danari consegnati per effetto di raggiri riconducibili alla falsa rappresentazione dell'essere promotore HSBC; 3) vizio di motivazione sul diniego delle attenuanti generiche ex art. 62-bis cod. pen., ritenuto deciso con formule di stile.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto infondati o non valutabili in sede di legittimità i motivi proposti, confermando i principi applicati dalle Corti di merito: per l'appropriazione indebita il reato si configura anche con somme di denaro quando l'agente, avendo la disponibilità autonoma della somma, la destina in modo incompatibile con il titolo e la destinazione impressa dal proprietario; l'abusivismo finanziario ai sensi dell'art. 166 d.lgs. 58/1998 è reato di pericolo presunto e si consuma con lo svolgimento di attività riservate ai soggetti autorizzati, comprendendo la promozione e anche l'attività verso clientela tendenzialmente indeterminata o, comunque, professionale anche se diretta a singoli clienti; la riqualificazione in truffa richiederebbe accertamenti di fatto non devoluti alla Cassazione, e le condotte ricostruite (acquisizione del danaro e produzione di documentazione falsa per consolidare il possesso) erano compatibili con l'ipotesi di appropriazione indebita; il diniego delle attenuanti è valutazione di merito adeguatamente motivata. Il ricorrente è condannato alle spese processuali e al versamento di Euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende; nulla è dovuto alla parte civile Negri Giovanna per mancanza di richiesta.

Norme richiamate

  • art. 646 cod. pen.

    La Corte conferma che l'appropriazione indebita si configura anche con riferimento a somme di denaro quando l'agente, avendo autonoma disponibilita della 'res', ne dia una destinazione incompatibile con il titolo e la destinazione impressa dal proprietario al momento della consegna

  • art. 166 d.lgs. n. 58/1998

    Il delitto è reato di pericolo presunto e si consuma con lo svolgimento di attivita riservate agli intermediari autorizzati; comprende la promozione di prodotti finanziari e la consulenza volta alla conclusione di contratti, e puo essere integrato anche quando l'attivita sia rivolta a clientela acquisita tramite conoscenze personali o a singoli clienti purché abbia carattere professionale e pubblicitario

  • art. 62-bis cod. pen.

    La valutazione sulla concessione delle attenuanti generiche è un giudizio di fatto rimesso alla discrezionalità del giudice di merito e la motivazione deve solo rendere comprensibile l'adeguamento della pena alla gravità del reato e alla personalità del reo; nel caso è stata ritenuta sufficiente

  • art. 640 cod. pen.

    La Corte richiama la distinzione tra truffa e appropriazione indebita: la truffa è reato istantaneo di danno che richiede l'effettiva lesione patrimoniale per effetto di artifizi o raggiri; tuttavia, quando il possesso del denaro è gia conseguito dall'agente prima degli artifici finalizzati a consolidarlo, l'ipotesi concretamente integra appropriazione indebita e non truffa

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    limiti di enunciazione dei motivi in cassazione

    Richiamato come parametro procedurale: il ricorso deve rispettare i limiti formali di enunciazione e motivazione previsti per essere esaminabile in sede di legittimità

Massime di principio

  • L'appropriazione indebita può sussistere anche con riferimento a somme di denaro: rileva la destinazione impressa al denaro dal titolare e la volontà dell'agente di utilizzarlo in modo incompatibile con quel titolo
  • L'abusivismo finanziario (art. 166 TUF) è reato di pericolo presunto e comprende non solo l'intermediazione formale ma anche la promozione e la consulenza professionale finalizzate alla conclusione di contratti di investimento; l'attivita può essere rilevante anche se rivolta a pochi clienti o a clienti conoscenti, se svolta in modo professionale e pubblicitario
  • La differenza tra truffa e appropriazione indebita è fattuale: se l'agente ottiene il possesso dei fondi e poi utilizza artifici per consolidare tale possesso, prevale la qualificazione per appropriazione indebita; la riqualificazione richiede accertamenti di merito non sindacabili in cassazione
  • La valutazione delle attenuanti generiche è discrezionale e giudicabile in Cassazione solo nei limiti della motivazione sulla congruità della pena; motivazioni sul punto possono essere ritenute adeguate se evidenziano gravità del fatto e condotta processuale dell'imputato
  • In Cassazione non sono ammesse nuove valutazioni di fatto: i profili che richiedono accertamenti probatori o rinnovazione istruttoria sono inammissibili o devono essere ritenuti non esaminabili

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