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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 40534/2022 del 26/10/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, ritenendo fondato il motivo per cui il giudice dell'esecuzione non ha valutato i fatti sopravvenuti che costituivano la base della nuova domanda. Ha annullato l'ordinanza impugnata e ha rinviato per nuovo giudizio alla Corte d'Appello di Catania affinché valuti correttamente i fatti sopravvenuti e motivi la decisione rispetto alla nuova domanda di revoca della sospensione.

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorso mirava a censurare l'ordinanza della Corte d'Appello di Catania del 20/05/2021 che aveva respinto la domanda di revoca della sospensione della pena concessa con sentenza del Tribunale di Livorno (21/07/2014). Il Procuratore Generale lamentava vizio di motivazione ed errore percettivo perché la nuova domanda di revoca si fondava su fatti sopravvenuti (ai sensi dell'art.168, comma 1, n.2 c.p.), ossia una successiva condanna per reato anteriormente commesso che, cumulata con la pena sospesa, supera i limiti previsti dall'art.163 c.p.; nonostante ciò il giudice dell'esecuzione avrebbe motivato il diniego richiamando gli esiti della precedente procedura esecutiva senza valutare i nuovi fatti.

Norme richiamate

  • art. 168 comma 1 n.2 cod. pen.

    Consente al giudice dell'esecuzione di pronunciarsi sulla revoca della sospensione quando intervengono fatti sopravvenuti idonei a modificare la situazione che aveva determinato il mantenimento del beneficio; nella specie i giudici di merito dovevano valutare la nuova condanna come fatto sopravvenuto.

  • art. 163 cod. pen.

    Stabilisce i limiti e le condizioni relativi alla sospensione dell'esecuzione della pena e alla cumulabilità delle pene; nel caso in esame la cumulazione della pena risultante dalle condanne avrebbe superato i limiti previsti, giustificando l'esame della revoca.

Massime di principio

  • Quando viene proposta una domanda di revoca della sospensione della pena basata su fatti sopravvenuti, il giudice dell'esecuzione deve valutare specificamente tali fatti e non limitarsi a richiamare esiti di precedenti procedure esecutive.
  • I fatti sopravvenuti ai sensi dell'art.168(1)(n.2) c.p. (es. nuova condanna per reato anteriore) possono giustificare la revoca della sospensione se, con la cumulazione delle pene, vengono superati i limiti previsti dall'art.163 c.p.
  • La motivazione del provvedimento di diniego deve affrontare esplicitamente la rilevanza dei nuovi elementi e spiegare perché essi non incidono sul mantenimento del beneficio; altrimenti è configurabile vizio di motivazione impugnabile in cassazione.
  • In caso di errore di valutazione o omissione di esame dei nuovi fatti, la Corte di Cassazione può annullare e rinviare per un nuovo giudizio, non sostituendosi al merito ma ordinando la corretta applicazione delle norme.
  • La corretta istruttoria del giudice dell'esecuzione richiede il calcolo della pena cumulata e la verifica del superamento dei limiti normativi prima di decidere sulla revoca della sospensione.
  • Difese ed esigenze di garanzia del condannato (es. diritto alla difesa, adeguata motivazione) devono comunque essere rispettate nel procedimento di revoca: la valutazione dei fatti sopravvenuti non può essere meramente formale.

Testo integrale

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