Cassazione Penale, Sentenza n. 31460/2023 del 19/07/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Conflitto negativo di competenza relativo alla richiesta del Procuratore generale di revoca dei benefici ex art. 163 cod. pen. Il giudice dell'esecuzione del Tribunale di Pordenone ha sollevato conflitto avverso l'ordinanza della Corte d'appello di Trieste (03/05/2022) che aveva declinato la propria competenza ritenendo che l'ultima sentenza definitiva fosse quella del Tribunale di Pordenone del 18/10/2021 (irrevocabile il 04/01/2022). Il Tribunale di Pordenone ha invece rilevato che, al momento della presentazione della domanda esecutiva del Procuratore generale (16/11/2021), l'ultima sentenza passata in giudicato era quella della Corte d'appello di Trieste del 25/02/2021 (irrevocabile l'11/05/2021). Si discuteva quindi quale fosse il giudice competente in materia esecutiva.
La decisione
La Corte regolatrice ha dichiarato la competenza della Corte d'appello di Trieste e ha disposto la restituzione degli atti a quest'ultima. La Corte ha richiamato il consolidato orientamento che applica il principio della perpetuatio iurisdictionis: il giudice dell'esecuzione competente è quello che, al momento della presentazione dell'istanza esecutiva, ha pronunciato per ultimo una sentenza divenuta irrevocabile, indipendentemente da successivi passaggi in giudicato di altre sentenze. Pertanto, essendo la sentenza della Corte di appello di Trieste l'ultima irrevocabile alla data della domanda, la competenza è stata attribuita a quella Corte.
Norme richiamate
art. 28, comma 2, cod. proc. pen.
Il conflitto, nella forma sollevata, rientra nella previsione di tale norma che consente alla Corte regolatrice di decidere sui conflitti di competenza; qui è stata usata per inquadrare proceduralmente la questione.
art. 163 cod. pen.
Norma che disciplina i benefici (sospensione condizionale della pena) e la relativa revoca; nella vicenda la richiesta era di revoca dei benefici ex art. 163 presentata dal Procuratore generale.
principio della perpetuatio iurisdictionis (giurisprudenziale)
Principio interpretato dalla giurisprudenza, richiamato dalla Corte, secondo cui la competenza del giudice dell'esecuzione si radica in capo al giudice che abbia pronunciato, al momento della presentazione dell'istanza, la sentenza divenuta irrevocabile per ultima; ulteriori successivi passaggi in giudicato di altre sentenze non incidono sulla competenza.
Massime di principio
- In materia esecutiva il giudice competente è quello che ha pronunciato per ultimo, al momento della presentazione dell'istanza, una sentenza divenuta irrevocabile (principio della perpetuatio iurisdictionis).
- Per determinare la competenza conta la data di irrevocabilità delle sentenze alla data di presentazione della domanda esecutiva, non le successive modifiche dello stato processuale.
- In caso di contrasto tra più provvedimenti sulla competenza, si può sollevare conflitto di competenza: la Corte regolatrice decide e rimette gli atti al giudice ritenuto competente.
- Il Procuratore generale può promuovere l'azione di revoca dei benefici ex art. 163 c.p.; la competenza per l'esecuzione va verificata al momento della presentazione della richiesta.
- È fondamentale acquisire certificati e documentazione che attestino le date di irrevocabilità delle sentenze per supportare correttamente una deduzione di competenza.
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