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Sentenza

Sentenza n. 837/2026 - Bari, Sezione 2

Giustizia amministrativa202600068

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Puglia - Bari, Sez. IISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: esclusione dalla gara disposta all’esito della verifica di anomalia dell’offerta, nonché gli atti connessi relativi alla conduzione della verifica e alla quantificazione del costo del personale

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al ricorrente (impresa concorrente)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha impugnato l’esclusione dalla procedura negoziata per la gestione dell’Ufficio di Info Point Turistico, adottata all’esito della verifica dell’anomalia dell’offerta ai sensi dell’art. 110 del d.lgs. 36/2023. Ha dedotto, in primo luogo, la violazione delle disposizioni sulle funzioni del responsabile unico del progetto e del responsabile di fase, nonché l’incompetenza del dirigente comunale che aveva avocato a sé la conclusione della verifica, sostituendosi al RUP; ha inoltre lamentato omesso apprezzamento dei fatti e carenza di istruttoria. In secondo luogo, ha denunciato la violazione dell’art. 110 del d.lgs. 36/2023 per omesso esame delle giustificazioni presentate, con ulteriore carenza istruttoria e sviamento. In terzo luogo, ha censurato la violazione degli artt. 108, comma 9, e 110 del d.lgs. 36/2023 e dell’Allegato I.3, nonché il difetto di istruttoria e di motivazione, anche apparente, in ordine alla ribassabilità dei costi. In via subordinata ha impugnato la lettera di invito, il capitolato speciale, la relazione tecnico-illustrativa e la Tabella A, contestando l’erronea quantificazione del costo del personale rispetto alle tabelle ministeriali del CCNL Turismo Confcommercio.

La decisione

Il TAR ha dichiarato la cessazione della materia del contendere, poiché, dopo l’ordinanza cautelare n. 33 del 28 gennaio 2026, il Comune ha riaperto il procedimento di verifica dell’anomalia, richiesto ulteriori chiarimenti alla ricorrente e, con determina n. 204 del 16 marzo 2026, ha aggiudicato la gara alla stessa ricorrente. La sopravvenuta aggiudicazione ha assicurato alla ricorrente la piena soddisfazione della pretesa azionata, rendendo non più attuale la decisione di annullamento dell’esclusione. In sede cautelare il TAR aveva ravvisato, a un sommario esame, l’illegittimità dell’avocazione della verifica da parte del dirigente dell’Area amministrativa, ritenendo che l’avocazione e la sostituzione dell’organo competente presuppongano una relazione gerarchica, non una mera relazione di direzione o coordinamento, e richiedano comunque una preventiva diffida ad adempiere; aveva inoltre escluso l’inerzia qualificata del RUP, anche per la natura non perentoria del termine di conclusione della verifica di anomalia. Tali rilievi cautelari sono stati valorizzati ai fini della regolazione delle spese. Il Comune è stato condannato al pagamento di euro 2.000,00, oltre accessori e rimborso del contributo unificato se versato; le spese sono state dichiarate irripetibili nei confronti della controinteressata non costituita.

Norme richiamate

  • art. 110 d.lgs. 36/2023

    Disciplina la verifica dell’anomalia dell’offerta; nel caso concreto la verifica è stata riaperta dopo la sospensione cautelare e ha condotto all’aggiudicazione alla ricorrente.

  • art. 50, comma 1, lett. e), d.lgs. 36/2023

    Costituisce la base normativa della procedura di gara richiamata nel provvedimento.

  • art. 108, comma 9, d.lgs. 36/2023

    È richiamato con riferimento alla contestazione relativa ai costi indicati nell’offerta e alla loro ribassabilità.

  • art. 15 d.lgs. 36/2023

    È richiamato in relazione alle funzioni del responsabile unico del progetto e alla competenza nella verifica dell’anomalia.

  • artt. 6 e 7 Allegato I.2 al d.lgs. 36/2023

    Sono richiamati a sostegno delle censure concernenti le funzioni del RUP.

  • art. 107 d.lgs. 267/2000

    È richiamato con riferimento alle funzioni dirigenziali e alla competenza dell’organo comunale.

  • art. 93 d.lgs. 36/2023

    È richiamato dalla ricorrente in relazione alla disciplina della procedura e delle competenze.

  • art. 34, comma 5, c.p.a.

    È richiamato quale base processuale della declaratoria di cessazione della materia del contendere.

Massime di principio

  • La sopravvenuta aggiudicazione della gara al ricorrente, intervenuta dopo la riapertura della verifica dell’anomalia e idonea a soddisfare integralmente la pretesa azionata, determina la cessazione della materia del contendere sull’impugnazione dell’esclusione.
  • L’avocazione e la sostituzione dell’organo competente nello svolgimento della verifica dell’anomalia presuppongono una relazione gerarchica nell’organizzazione amministrativa; non sono legittimamente fondate sulla sola relazione di direzione o coordinamento.
  • L’esercizio dei poteri di avocazione o sostituzione deve essere procedimentalizzato e, secondo quanto ritenuto in sede cautelare, richiede una preventiva diffida ad adempiere.
  • La mancata conclusione della verifica dell’anomalia entro il relativo termine, ove tale termine non abbia natura perentoria, non integra di per sé un’inerzia qualificata idonea a giustificare la sostituzione del RUP.

Come è indicizzato

MaterieRequisiti di partecipazione ed esclusioneRito appalti e sorte del contrattoAggiudicazione, revoca e annullamento della gara
RamiContratti pubbliciProcesso amministrativo
SottomaterieAnomalia dell'offerta
IstitutiIncompetenzaDifetto di istruttoriaDifetto di motivazioneSopravvenuta carenza di interesse

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